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Statistica
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Emilio
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Tra i temi centrali della disciplina:
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| ✅ Insegnanti disponibili: | 116 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Stanco di sentir parlare di statistica allo stato puro, senza alcuna applicazione? Vorresti sapere qualcosa in più su come questa disciplina, che vive in strettissima relazione con la matematica, possa essere utile per la vita di tutti i giorni?
Un esempio lampante di questo connubio tra statistica e vita reale, purtroppo, sta di fronte a noi da diversi mesi, oramai; e la pandemia da Covid 19 ne è all’origine: stiamo parlando dell’epidemiologia!
In TV, sulla carta stampata, sui social e alla radio, oramai, quella che potrebbe sembrare una nuova branchia della medicina (ma che tanto nuova non è) la fa da padrona. Gli epidemiologi sono gli invitati d’onore alle trasmissioni, i politici pendono dalle loro labbra per sapere come scrivere il successivo decreto legge, gli amministratori locali attendono impazienti i resoconti settimanali con il timore di dover applicare la zona gialla, quella arancione o, peggio, quella rossa al proprio comune, i cittadini li ascoltano con la speranza di sentire che tutto sta per finire; le case farmaceutiche, poi, attendono le ultime elaborazioni dei dati raccolti da ASL, centri vaccinali e laboratori di ricerca, per sapere se i loro vaccini stiano sortendo qualche effetto o se sia necessario passare alla terza dose.
L’epidemiologia, però, non nasce con il Covid 19, ma affonda le proprie radici molto lontano nel tempo: il primo a suggerire un legame tra fattori ambientali e comportamentali, da una parte, e sviluppo delle malattie, dall’altra, fu, nel IV secolo a.C., Ippocrate. Duemila anni dopo il medico greco, nel 1662, John Graunt pubblicò un’analisi sulla mortalità nell’Inghilterra dell’epoca, dove evidenziava differenze tra uomini e donne, tra città e campagne e tra una regione e l’altra.
Certo, ancora è presto per poter definire queste analisi epidemiologiche, ma un secolo dopo il terreno stava maturando. Nel 1713, il medico italiano Bernardino Ramazzini confrontò i dati sui tumori della cervice uterina (assenti tra le suore) e quelli sul tumore al seno (prevalenti tra le religiose): egli ipotizzò, dunque, un legame tra vita da nubili e insorgere di masse tumorali; oggi, si parlerebbe di correlazione positiva (tra nubilato e tumore al seno) e correlazione negativa (tra nubilato e tumore all’utero). Decenni dopo gli stessi dati sarebbero stati estremamente utili per identificare il ruolo di attività sessuale, gravidanza e ormoni nell’incidenza o meno dei tumori.
Conoscenze mediche e matematico statistiche permisero a John Snow (non a caso considerato il padre dell’epidemiologia) non solo di ipotizzare un collegamento tra l’acqua raccolta da pompe contaminate e la diffusione del colera nella città di Londra nel XIX secolo, ma anche di dare un’applicazione pratica alla sua ipotesi: le pompe vennero fermate e la pandemia di colera si arrestò!
Ma, allora, come potremmo definire l’epidemiologia? E perché è legata strettamente (oltre che alla medicina) anche alla statistica?
Il termine deriva, ovviamente, dal greco: epì – démos – logos, che significa letteralmente discorso attorno alla popolazione. Più precisamente, e secondo la definizione dell’OMS, questa disciplina è da considerarsi lo studio della frequenza, della distribuzione e dei determinanti degli stati e degli eventi correlati con la salute e l’applicazione di questo studio al controllo delle malattie e di altri problemi di salute all’interno di una popolazione.
Due note vanno aggiunte a questa definizione: la prima è che l’epidemiologia non si applica solo alle popolazioni umane, ma esiste anche un’epidemiologia veterinaria (d’altro canto, il termine popolazione è generico); in secondo luogo, non bisogna farsi trarre in inganno dal fatto che lo studio medico avvenga su una moltitudine, anziché su un individuo; ciò non significa occuparsi esclusivamente di malattie infettive e di quelle contagiose, ma di tutte le malattie (tra cui tumori, fratture, incidenti sul lavoro, …) su tutta la popolazione considerata (una nazione, le donne, gli uomini, i dipendenti del siderurgico, …).
Tra i concetti principali da integrare, parlando di epidemiologia, cinque attirano l’attenzione:
Ma esiste una laurea in epidemiologia?
No, in realtà non esiste un percorso di studi superiori specifico, ma gli studi di epidemiologia vengono elaborati da professionalità condivise, come medici e statistici.
Per te che abiti a Firenze o che ti vuoi trasferire nella città dei Medici (intesi come famiglia, questa volta e non come professione), c’è però una bella notizia. Ad una decina di km dal centro città, a Fiesole, da oltre trent’anni si tiene l’European Educational Programme in Epidemiology.
Perché in inglese? Due le motivazioni principali: la prima è che il corso attira studenti da tutta Europa ed è, quindi, doveroso offrire loro delle lezioni in una lingua comune; la seconda è che gli eminenti professori che vi insegnano, a loro volta, arrivano da tutto il mondo: Università di Firenze, di Bologna e di Torino, certo, ma anche quella di Copenhagen e di Aarhus (Danimarca), di Berna, di Ghent (Belgio) di Bristol e del Queensland (Australia). Vi sono poi professionisti dai principali centri di epidemiologia, come l’Istituto per la Salute Globale di Barcellona, l’Istituto per la salute pubblica e tropicale della Svizzera, il Consiglio per la Ricerca Scientifica della Spagna, il Centro per la statistica medica di Tokyo, la Scuola per la medicina tropicale e l’igiene di Londra, la Scuola per la medicina comunitaria e sociale di Londra, lo Statens Serum Institute di Danimarca, … A dimostrazione del fatto che l’epidemiologia ricorre a professionalità differenti, ma tutte inerenti i due ambiti della medicina e della statistica applicata!
Questa scuola estiva si dipana nell’arco di tre settimane, ognuna delle quali affronta più moduli specifici.
Durante la prima settimana, gli iscritti studieranno i metodi epidemiologici, affrontando i principi base e introducendo i concetti fondamentali per la strutturazione di un’indagine:
Durante la seconda settimana, verranno approfonditi ulteriormente i metodi dell’epidemiologia, come:
Durante l’ultima settimana, si affrontano i temi più avanzati della statistica, quelli dell’epidemiologia e dell’epidemiologia applicata e del loro legame con la salute pubblica; si parla dei test medici.
Non c’è che dire: dopo tre settimane così intense, i dati epidemiologici dei virologi in TV non avranno più segreti per te.
Pierpaolo
Insegnante di statistica
Molto preparato e competente, spiega molto bene e ha chiarito molti dubbi sullo svolgimento di alcuni esercizi; sicuramente fisserò altre lezioni .
Simona, Più di 5 anni fa
Jacopo
Insegnante di statistica
Prima lezione: ottima impressione! Preparatissimo, affabile, bravo ad insegnare e far capire i concetti.
Guya, Più di 5 anni fa
Jacopo
Insegnante di statistica
Le spiegazioni molto chiare, la lezione si segue molto bene. La prima lezione: soddisfattissimi!
Selma, Più di 5 anni fa
Paolo
Insegnante di statistica
Molto bravo e preparato mi ha spiegato i concetti portando anche degli esempi Mi sono trovata molto bene
Daria, Più di 5 anni fa
Jacopo
Insegnante di statistica
Ottima impressione. Direi assolutamente consigliabile
Nicola, Più di 5 anni fa
Lorenzo
Insegnante di statistica
Il professore Lorenzo è molto interessante, coinvolgente e riesce a condividere la sua ricca esperienza in fisica. Sono molto contento di averlo conosciuto . Giovanni
Giovanni, 5 mesi fa