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Opportunità di lavoro e stipendi: studia statistica!

Una disciplina unica, che trova applicazione praticamente in tutti gli ambiti dello scibile umano: dall’economia alle scienze sociali, dalla biologia alla meteorologia, … nulla rimane indenne al fascino e all’imprescindibilità della statistica.

Eppure, sembra che la professione dello statistico resti tuttora incompresa da tantissimi giovani che stentano ad iscriversi ai tanti, tantissimi corsi di laurea messi a disposizione dai Dipartimenti universitari di tutta Italia, dal Veneto alla Calabria, dalla Liguria alla Puglia; manca, infatti, una cultura e una conoscenza dell’importanza della statistica e delle sue applicazioni pratiche, al punto che non è raro che alcuni corsi rigorosamente a numero chiuso non escludano nessuno dei pretendenti, proprio perché il numero dei pretendenti è inferiore al limite massimo delle iscrizioni.

È, invece, importante che, chi sia sul punto di compiere la scelta della facoltà cui iscriversi, ragioni attentamente sulle opportunità offerte da un diploma di laurea in statistica (o, meglio ancora, da una laurea magistrale in statistica). E per rispondere alle domande sull’argomento poste da parte degli eventuali curiosi, basti dire che, secondo le indagini (anche queste, per l’appunto, opera di statistici professionisti), il gradino più alto del podio delle lauree che offrono, a tre anni dalla laurea, il tasso di impiego più elevato, oltre che uno stipendio più elevato, è occupato alternativamente da ingegneria e da statistica!

E tutti noi sappiamo quanto le diverse declinazioni dell’ingegneria (meccanica, elettronica, dei materiali, informatica, …) siano da decenni le più richieste e le meglio pagate, in Italia, in Europa, nel mondo intero.

Insomma, iscriversi e completare un corso di laurea in statistica offrirebbe fino ad oltre il 95% di probabilità di trovare entro tre anni un impiego coerente con il percorso di studi. E, se all’inizio lo stipendio è relativamente ridotto (si parla di circa 1.500 € netti al mese), c’è da essere ragionevolmente certi del fatto che questo cresca piuttosto rapidamente, coerentemente con l’esperienza accumulata. E se una frase del genere potrebbe sembrarti ovvia e scontata, sappi che lo stesso non può di certo dirsi per tutte le altre specializzazioni e professioni (se conosci qualche insegnante della scuola pubblica, prova a chiedergli a quanto corrisponderà il suo incremento di stipendio dopo oltre 40 anni di lavoro!).

I big data: solo una delle applicazioni della statistica, oggi!

Uno dei motivi per cui, oggi, è più che mai facile trovare lavoro con una laurea in statistica lo puoi vedere e sentire tutto attorno a te: internet. Nello specifico, la grandissima mole di dati messa a disposizione dalla rete e di cui la rete stessa si nutre per vivere e svilupparsi ha bisogno di statistici.

Stiamo parlando, ovviamente, dei big data, insiemi di dati immensi, che possono essere impiegati nella funzione pubblica (si pensi alla gestione delle emergenze sanitarie, al monitoraggio della diffusione di un virus, …), ma che sono utilizzati in particolar modo nel settore privato.

Ed è proprio il settore privato a rappresentare in assoluto il primo bacino di richiesta di statistici: le grandi imprese del web, le aziende digitali e quelle di fornitura di servizi digitali, ancor prima degli istituti di statistica stricto sensu, hanno assoluto bisogno di professionisti nella lettura, nell’interpretazione, nella manipolazione (in senso buono) e nella rielaborazione dei dati. In assenza di laureati in statistica, questo ensemble di aziende si rivolgerà ad ingegneri, informatici, economisti,… ma è ovvio che preferirebbe statistici puri, professionisti con una formazione specifica, oltre che con una conoscenza delle risorse e degli strumenti necessari al proprio lavoro.

Il percorso di studi dello/a statistico/a professionista

A questo proposito, quali argomenti affrontano nel proprio corso di studi i ragazzi che si iscrivono a statistica?

Da un Dipartimenti di statistica all’altro, alcune discipline possono variare leggermente il proprio nome, altre possono essere sostituite da materie affini, ma in genere possiamo dire che il curriculum studiorum dello statistico prevede, al primo anno:

  • Algebra lineare e geometrica analitica,
  • Calcolo,
  • Statistica (due corsi e due esami distinti),
  • Elementi di informatica,
  • Statistica computazionale,
  • Economia politica.

Al secondo anno, si studiano:

  • Analisi multivariata,
  • Modelli statistici,
  • Indagini campionarie,
  • Statistica per l’economia e l’impresa,
  • Programmazione,
  • Sistemi informativi statistici,
  • Statistica per la ricerca sperimentale,
  • Controllo statistico delle qualità.

Al terzo anno, infine, la formazione viene completata con:

  • Demografia,
  • Statistica sociale,
  • Statistica economica,
  • Elementi di biostatistica,
  • Demografia sociale.

Quello appena visto è un piano di studi piuttosto generale, proposto da alcuni Dipartimenti. Altre sedi universitarie, invece, hanno pensato di organizzare dei corsi di laurea molto più specifici, utili alla preparazione di professionisti in determinati settori, come:

  • Statistica per l’economia e l’impresa, dove vengono approfonditi le basi di dati, la microeconomia, la misura dei fenomeni economici e aziendali, il marketing, i modelli economici di comportamento statistico, la popolazione e il mutamento socio economico (una demografia ampliata e applicata alla statistica), le analisi di mercato, l’economia dei mercati finanziari, la macroeconomia;
  • Statistica per le tecnologie e le scienze: metodi statistici per blog data, sistemi di elaborazione, statistica medica, bio demografia, … e tanto altro.

Non è tutto, dato che dopo l’ottenimento del diploma di laurea in statistica, il neo laureato può decidere di cercare (e trovare rapidamente) un’occupazione o di continuare gli studi con una laurea magistrale, come, ad esempio, quelle dell’ambito:

  • Statistico,
  • Finanziario,
  • Attuariale,
  • Risk Management,
  • Scienze economiche.

Tutto dipende dalla propensione del singolo, dalle passioni sviluppate durate in tre anni di corso, dal settore specifico in cui si vorrebbe trovare un lavoro.

Non è raro che i giovani inizino a studiare in una città, per decidere, una volta ottenuto il diploma di laurea, di cambiare sede universitaria e iscriversi ad una magistrale specifica, meglio corrispondente ai propri desiderata. Questo consente spesso di ridurre le spese da affrontare per il completamento degli studi, dato che i primi tre anni possono essere seguiti vicino a casa, in modalità pendolare, per spostarsi fuori sede, solo negli ultimi due.

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