Massimo - Insegnante di italiano scolastico - Follonica
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Massimo

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PhD in Filologia organizza corsi personalizzati online di latino col metodo induttivo-comparativo

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È il meglio del meglio degli insegnanti. Qualità del profilo, eccellenza del diploma, risposta garantita. Massimo organizzerà con cura la tua prima lezione d'Italiano scolastico.

Riguardo Massimo

Sono un insegnante e traduttore poliglotta esperto di comparazione linguistica. Ho ampia esperienza nella didattica delle lingue antiche sulla scorta di un nutrito retroterra classico. I miei corsi valorizzano le capacità dello studente e puntano alla trasmissione di un metodo.

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La mia formazione plurilinguistica mi ha offerto il metodo induttivo-comparativo che adotto per instradare gli studenti allo sviluppo del senso critico e all'utilizzo delle conoscenze pregresse attraverso l'analisi di radici, sintassi ed etimologia: il latino agevola l'apprendimento di altre lingue!

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Precisazioni

Preciso che i miei corsi si articolano tipicamente in unità didattiche di 4 settimane ripartite in due lezioni settimanali di 2 ore ciascuna - per un totale di 8 lezioni mensili, pari a 16 ore di didattica. In casi specifici, sono comunque aperto ad altri accordi e alla possibilità di una diversa scansione.

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  • Da dove nasce la tua passione per la materia che insegni e per le lezioni private?

    Fin da piccolo, la lingua mi è parsa un campo di giochi che s'infittiva ad ogni scoperta di oggetti sonori preziosi: le parole. Quanto più erano "strane", tanto meglio mi restavano in mente. Le associavo a quanto già sapevo solo per come suonavano - con effetti a volte comici. Presto, però, ho iniziato a interrogarmi sulla loro origine. Ho scoperto che la lingua è un essere vivo, che nasce, cresce e si trasforma fino a diventare altro - come una crisalide che fugge dal bozzolo. Quest'immagine ricalca quella del rapporto fra l'italiano - con le altre lingue romanze - e il latino, involucro condiviso la cui struttura è ancora impressa, con varie screziature, sul corpo delle lingue figlie. Concentrarsi sul nucleo originario di ogni radice chiarisce le dinamiche compositive che produssero mille discendenti da una base semplice. Condividere questo viaggio nella storia della lingua è un'esperienza di reciproco arricchimento. Come diceva Seneca: "Doceo ut discam": "insegno per imparare". Ed è così: per trasmettere un giusto approccio a morfologia, etimologia e sintassi serve confrontarsi con gli studenti, ascoltarli e prendere spunto per migliorare la propria strategia didattica.
  • Quali sono le tematiche che preferisci trattare con gli allievi? E quali sono quelle che ti piacciono meno?

    Le modalità di confronto col fenomeno linguistico che prediligo orientano di per sé la scelta degli argomenti. A partire dall'analisi di un testo, gli stimoli alla riflessione sui comportamenti generali della lingua partono da una situazione concreta scelta come pretesto per riconoscere i rapporti fra aspetti ricorrenti - dalle terminazioni alle radici alle strutture sintattiche -, rafforzando le nozioni già acquisite. L'argomento principe è insomma la lingua stessa, vista in chiave induttiva: riconducendo ogni dettaglio al sistema. I testi selezionati seguono un criterio di godibilità anche stilistica. Ecco perché il repertorio comprende anche strofe musicate - imparare il latino non significa annoiarsi: memorizzare poesia ritmica aiuta a familiarizzare con la grammatica. Anche in prosa, un contenuto seducente (leggi: Apuleio, Petronio Arbitro, il Tacito "antropologo" per il latino; Erodoto, Teofrasto e Luciano per il greco) appassiona alleggerendo il peso delle "regole". Non amo partire da un'impostazione preconfezionata e senza interazione: seguire il manuale pedissequamente, in forma solo teorica e senza sufficiente vaglio critico è, oltre che inutilmente crudele, davvero infruttuoso - come lo è comminare tediosissime descrizioni di soldataglie schierate in stile De bello gallico.
  • Quali sono i tuoi modelli o punti di riferimento? C'è stato un insegnante o un'opera in particolare che ti hanno segnato e ispirato?

    Come rammentavo, la mia propensione generale è per il metodo induttivo e comparativo, mirante a un interscambio e a un coinvolgimento diretto dello studente fin da subito. Preferire insegnare a nuotare iniziando a dare le prime bracciate dentro l'acqua - ovvero senza mostrare i movimenti all'asciutto in forma decontestualizzata - equivale ipso facto a concedere il primo posto a quei maestri che hanno promosso una visione aperta e pragmatica dell'insegnamento. Nell'ambito del latino e del greco antico, ammiro il metodo Natura di Hans Henning Ørberg - la cui origine danese mi riconduce al mio altro settore di competenza, che è quello nordico e germanico. Ne traggo spunto però solo quanto alla preferenza per l'esercizio immediato anziché teorico, integrandolo con riflessioni analitiche sul sistema di carattere se si vuole di più "tradizionale", ma con quel guizzo in più che premia l'intuizione degli studenti.
  • Quali sono, secondo te, le qualità necessarie per essere un buon insegnante o un esperto nel tuo dominio?

    Apertura e capacità di ascolto sono la chiave di ogni buon rapporto tra insegnante e studente. Fin dalla prima lezione, le mie energie sono dirette a stimolare un processo di apprendimento che si trasformi in ricerca personale. Abbattere il pregiudizio secondo cui le lingue antiche dovrebbero per forza risultare un'odiosa costrizione scolastica "subita" come obbligo è il mio primo obiettivo. Uno studente conquistato al latino e al greco antico, cosciente della loro utilità nell'acquisizione futura di altre lingue, consapevole della loro centralità nel vocabolario di tutti i giorni - anche al di là dei termini dotti -, felice di riconoscere le basi comuni di culture affini con ovvie ripercussioni nel presente è uno studente in grado non solo di "migliorare la pagella", ma - e voglio aggiungerlo: soprattutto - di trovare da solo la motivazione per accrescere le proprie conoscenze in un clima informale alleato della creatività.
  • Raccontaci un aneddoto divertente o particolare relativo alla tua formazione o ad una esperienza di lezione!

    Tralascio i vari esempi positivi possibili - dal caso di adulti intenzionati in età matura ad apprendere il latino per scopi universitari a quello di futuri insegnanti preparati con successo all'abilitazione a quello di liceali "rimessi in sesto" in pochi mesi dopo anni di difficoltà - perché la domanda verte sugli episodi "particolari". Eccone uno davvero buffo. Tempo fa sono stato contattato su un altro portale di didattica per un corso di latino destinato a un iscritto al terzo anno del Liceo scientifico. La scelta era evidentemente dei genitori - allo STUDENTE in questione non arrideva troppo la prospettiva di giustificare il participio presente della propria definizione… STUDIANDO. In breve, avviato il collegamento Skype, alla terza lezione non ha risposto alla chiamata. Contattato al cellulare, si è inventato problemi di linea. Intuendo che il vero problema fosse la sua scarsa voglia di impegnarsi, ho scritto un commento ironico sulla chat di Skype - al quale il ragazzo non ha resistito a rispondere. Oltre al segnale verde, quel messaggio l'ha sbugiardato - "tu che sei nativo digitale saprai certo spiegarmi come sia avvenuto questo miracolo ;-". Direbbe Esopo: "La storia ci insegna che…". Cosa ci insegna? Che è sempre bene che gli studenti siano motivati in partenza a lasciarsi motivare e pronti a collaborare. Io, da parte mia, ce la metto tutta per trovare argomenti di crescita nel rapporto con la lingua - l'unica precondizione è il rispetto reciproco...
  • Rassicuraci, anche tu, come tutti noi, hai riscontrato qualche difficoltà a scuola.. ?

    Chi propende per le materie umanistiche tende a non stravedere per la matematica. Se è vero che le lingue classiche hanno in sé un ordine che richiama la linearità di un sistema regolare, è anche vero che un margine di arbitrio è la cifra di tutte le lingue - e, a maggior ragione, della loro espressione artistico-letteraria. Chi preferisce l'ambito scientifico è spesso meno portato a cogliere le sfumature di domini avvertiti come "indefiniti e inclassificabili". Come accennavo, si dà anche il contrario: molti partigiani della cultura umanistica amano meno matematica, fisica e affini. Nel mio caso, a scuola non facevo eccezione: odiavo le così dette "scienze esatte" - che, a onor del vero, non si autodefiniscono tali da oltre un secolo - a totale vantaggio delle lingue, della letteratura, della storia e filosofia e della storia dell'arte.
  • Quali sono le tue passioni, oltre alla materia che insegni?

    Fra gli interessi culturali, accanto alle lingue e alla comparazione interlinguistica, la mia passione è la musica. La mia predilezione va in particolare alla polifonia anteriore alla metà del XVII secolo. Amo molto anche la letteratura e il cinema - con un debole per la Nouvelle vague francese e i film di Ingmar Bergman. Fra gli italiani, prediligo Pasolini e Fellini. Quanto alle attività ricreative e sportive, mi piace nuotare e praticare immersione in forma dilettantesca. Oltre a questo, sono un buon camminatore e un discreto ciclista amatore. Appena posso, viaggio volentieri perché sono intrigato dalle differenze di mentalità e tradizioni.
  • Cosa ti rende un grande Superprof (oltre al fatto di aver risposto a questa intervista :-P)?

    Quel che credo rappresenti il mio punto di forza nell'interrelazione con gli studenti è uno stile spigliato e fresco che si accompagna a una profonda dimestichezza con la mia materia e il suo insegnamento. L'esperienza linguistica di cui dispongo e il taglio comparativo che contrassegna la mia formazione da poliglotta mi permettono di spaziare e affrontare gli argomenti da più prospettive, soddisfacendo le esigenze di ogni studente al di là della loro età e formazione. Certo che non esistano due studenti uguali in tutto, trovo un punto d'onore nel valorizzare appieno la situazione di ognuno allo scopo di sfruttare i singoli vantaggi individuali per arrivare prima e meglio alla meta. Dopo un primo approccio, il piano didattico risente infatti sempre del rapporto interpersonale che si crea e dell'identificazione della strada che sembra più promettente caso per caso. Quel che certo non guasta mai è la conoscenza da parte del discente di altre lingue, comunque utili a stabilire interconnessioni col latino (e col greco antico) nelle due direzioni - dalla lingua antica alla moderna e viceversa. Caratterialmente, mi ritengo - e mi ritengono - una persona informale e disponibile, con un sincero interesse per la buona riuscita degli studenti e il piacere di fornire indicazioni e suggerimenti al di là del mero percorso didattico prestabilito.
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