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Emilio
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Per capire l'informatica, diversi elementi essenziali vanno assimilati prima di andare avanti.
Gli elementi chiave sono:
Questi elementi aprono la strada a concetti più avanzati come la programmazione e le basi di dati.
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A Genova, se vuoi, hai la possibilità di scoprire tutto quello che c’è da sapere su questo affascinante quanto complesso ed infernale, nonché promettente, universo contemporaneo.
Partiamo, intanto, con qualche indirizzo, in modo che tu possa personalmente andare a toccare con mano ciò di cui parleremo oggi. Perché, se è vero che un informatico deve saper fare proprio tutto con un computer, è anche vero che prima di correre è opportuno saper camminare. Inoltre, conoscere da vicino insegnanti, futuri colleghi e specialisti dell’informatica è certamente il modo migliore per scoprire se il settore possa davvero essere di proprio gradimento ed interesse.
L’Università degli Studi di Genova è stata arricchita, nel 2012, dal DIBRIS, una struttura che svolge ricerca nei settori:
Il DIBRIS, naturalmente punta non solo alla formazione e alla ricerca, ma anche all’opportuno trasferimento intersettoriale della conoscenza informatica a Genova, in Italia e nel mondo.
Il Centro opera in partenariato con la Scuola Politecnica e la Scuola di Scienze MMFFNN. Le sue diverse sedi si snodano dal quartiere Albaro di Genova, al polo didattico di Savona, dove si enumerano specifici laboratori di ricerca e applicativi.
I corsi di studio proposti sono:
Tra le lauree triennali del settore informatico a Genova, troviamo quella in Informatica (sede di Valle Puggia), quella in Ingegneria informatica (con sede in quartiere Opera Pia) e quella in Ingegneria biomedica (Opera Pia).
Le lauree magistrali che è possibile conseguire nell’area informatica a Genova e dintorni, invece, sono ben sette:
Infine, un’università come quella genovese, non poteva farsi mancare le lauree a doppio titolo internazionale, nel settore informatico, che sono addirittura tre:
Sempre restando in ambito di ampio interesse informatico applicativo, infine, è possibile conseguire a scelta una delle tre lauree interdipartimentali dai contenuti molto specifici:
Naturalmente, sebbene tutti noi adoperiamo svariati dispositivi elettronici, digitali, multimediali, iperconnessi e, naturalmente, sempre rigorosamente social, anche prima di nascere … non sempre sappiamo rispondere alla domanda: “cos’è mai l’informatica”?
Un po’ come respiriamo da sempre, senza sapere come funzionino i polmoni, l’informatica permea da sempre le nostre vite, senza che noi ne sappiamo poi un granché.
Il termine informatica ci arriva direttamente dal francese, per una volta, ed è stato inventato da Philippe Dreyfus nel 1962, tramite contrazione di information e automatique.
In Italia lo abbiamo tradotto e adoperato a partire dal 1968. Invece, guardando allo sviluppo del tutto autonomo nei paesi di lingua inglese, possiamo fare riferimento ad una data precedente: il 1959. Fu allora che apparve la definizione di computer science ad opera di Luis Fein.
Alla base dell’informatica, comunque essa venga denominata, sta un principio semplice: la possibilità di fare ottenere all’utente un insieme di “informazioni” a partire da “dati”, tramite una elaborazione automatica (che si svolge in base ad una procedura prestabilita detta “programma”). Questa operazione è svolta da un apparecchio che, a seconda dei Paesi e delle epoche si è denominato: calcolatore, ordinateur, personal computer ed oggi noto ai più come PC!
Il “programma” che consente di ottenere l’elaborazione di dati, ossia le informazioni, viene organizzato e scritto sotto forma di istruzioni dettagliate indirizzate alla “macchina” da un “programmatore”, che adopera uno o più specifici “linguaggi “della programmazione.
Il computer o “calcolatore”, per adoperare un termine di portata storica, agirà seguendo il programma, che il programmatore avrà cura di installare su di esso. Ed è così soltanto che potrà “rispondere” agli input forniti dall’utente, restituendogli delle risposte secondo le istruzioni programmate.
Sebbene siano questi termini ormai inglobati dal nostro parlare comune, trattando di informatica è utile fare il punto della situazione.
Dare un input significa immettere in una macchina uno o più dati, che saranno in seguito elaborati. In seguito alla elaborazione, la macchina restituirà un insieme organizzato di informazioni, da cui sarà possibile ricavare “conoscenza”.
Ciò che noi oggi chiamiamo computer, allora, non fa altro che effettuare un’attività di calcolo. Si tratta di un insieme di calcoli logici e aritmetici che sono svolti secondo le regole (o istruzioni) precedentemente impartite alla macchina da un programmatore umano.
Il PC, insomma, sarebbe dotato di una intelligenza. Una intelligenza sui generis, però, che nulla ha a che vedere con la nostra, la quale è sempre associata alla consapevolezza (salvo gravi situazioni patologiche).
Un PC, dunque, non è autocosciente, come lo è, invece, un essere umano.
Questa specificazione non è affatto banale, dato che i grandi progressi della branca informatica fanno a volte confondere tra potenziale umano e potenziale della macchina e sperare in una possibilità di uomo-computer o computer umano!
Indicata ormai prevalentemente con le lettere AI o IA, l’intelligenza artificiale è una branca assai specifica ed affasciante dell’informatica. Essa tratta la creazione di tecniche, algoritmi, programmi per simulare dei processi di pensiero e ragionamento. Il carattere di tutto ciò è strettamente algoritmico e deterministico, ovviamente. Ma il fatto che esse consentano di ottenere conoscenze a volte più fini di alcuni risultati meramente umani, ha dato origine all’appellativo di “intelligenti”.
La filosofia si è dedicata ampiamente, e continua a farlo, alla giustezza di questo uso terminologico e concettuale del termine di intelligenze all’area informatica. I filosofi sottolineano che alla macchina mancherà sempre la coscienza di essere nel mondo, nonché la possibilità di instaurare un rapporto concreto con l’ambiente circostante. E questi due aspetti sono invece specifici dell’uomo, di cui si dice, appunto, che è “intelligente”.
La bioinformatica, a questo riguardo, appare una branca destinata ad espandersi, poiché affronta con successo proprio temi inerenti alla risoluzione di problemi biologici a livello molecolare, con metodi informatici.
Tutto ciò è davvero affascinante e non cesserà mai di alimentare dibattici, approfondimenti e scoperte, tanto informatiche, quanto filosofiche, etiche, tecnico-pratiche.
Perché non studiare informatica a Genova, allora, per soddisfare curiosità ed impegnarsi, un domani, nel miglioramento delle condizioni di vita organizzata sul nostro pianeta ed anche altrove?
Antonio
Insegnante d'informatica
Grazie di essere stato paziente con me,il miglior insegnante, consiglio vivamente di affidarsi a luì. Grazie Ancora Antonio,e un grazie a questa scuola meravigliosa... 5 stelle sono poche ne meriti 1000
Jenny, 10 mesi fa
Antonio
Insegnante d'informatica
Troppe poche stelle perché Antonio merita più di 10 stelle! È un tutor davvero preparato, professionale e accurato nei minimi dettagli e qualora percepisce che qualcosa non ti è chiaro, te la rispiega in modo semplice! Lo consiglio!
Jenny, Un anno fa
Antonio
Insegnante d'informatica
un insegnante che spiega,preparato,paziente,,scrupoloso,e ogni volta se non hai capito te lo rispiega...contentissima
Jenny, Un anno fa
Serafino
Insegnante d'informatica
Sono veramente molto soddisfatto, Serafino è disponibile e soprattutto competente! Spiega molto bene, è chiaro e preciso. Lo consiglio vivamente. -Marco
Marco, 5 anni fa
Paolo
Insegnante d'informatica
E’ stato molto utile. Insegnante paziente e preparato
Simona, Più di 5 anni fa
Francesco
Insegnante d'informatica
Francesco è un insegnante splendido, puntuale, motivante, onesto e soprattutto molto preparato. Grazie per aver aiutato Danilo a superare l'esame di riparazione di informatica.
Elisabetta, 2 mesi fa