Eccellente ( 4,7 )
1,8 milioni di recensioni degli studenti

I migliori tutor per ripetizioni di informatica a Trieste

Visualizza più insegnanti

5 /5

Valutazione media 5 ⭐ con 19+ recensioni verificate da studenti come te.

19 €/ora

Super notizia: 100% dei prof di informatica offre la prima ora gratis! E in media, una lezione di informatica costa 19€ all'ora. Investimento minimo, risultati massimi.

7 h

Risposte lampo in ~7h: il tuo prof di programmazione ti aspetta. Zero attese infinite, solo azione! 🚀

Prenotare ripetizioni di informatica a Trieste non è mai stato così semplice

02 Dialoga

Scrivi al tuo prof ideale: hai bisogno di aiuto con gli algoritmi per l'esame? Vuoi imparare HTML e CSS da zero? Messaggio diretto, calendario condiviso, pagamento protetto. Tutto in un clic.

picture contact
03 Progredisci

Con lo Student Pass, lezioni illimitate per 1 mese con tutti i prof di informatica a Trieste. Prova OOP, strutture dati, debugging e web design senza limiti.

picture organize

Le domande più frequenti:

💻 Da dove partire per capire l'informatica?

L'informatica poggia su principi che aprono la strada a tutto il resto.

Si distinguono diversi aspetti fondamentali:

  • Hardware e software: la distinzione tra componenti fisici e programmi è il primo concetto da comprendere.
  • Sistemi operativi: conoscere il funzionamento di Windows, macOS o Linux è alla base dell'utilizzo del PC.
  • Reti e Internet: la connessione tra computer e il funzionamento di Internet sono parte integrante dell'informatica moderna.
  • Logica e algoritmi: il pensiero logico e la capacità di scomporre un problema in passi sono alla radice della programmazione.

Con queste basi acquisite, la progressione diventa più fluida e motivante.

💰 Che prezzo aspettarsi per le lezioni di informatica a Trieste?

A Trieste, prevedi circa 19€/ora per un'ora di informatica.

L'importo dipende da:

  • Il livello dello studente (principiante, intermedio, avanzato)
  • La competenza e il percorso professionale dell'insegnante
  • La durata e la frequenza delle lezioni
  • Il formato della lezione (online, a domicilio, dal professore)

Alcuni professori propongono pacchetti scontati per ridurre il costo nel tempo.

⌨️ Da dove partire per imparare a programmare?

Imparare a programmare da zero è assolutamente possibile con il metodo giusto.

Un percorso tipico per i principianti include:

  • Scegliere un linguaggio di partenza: Python è spesso consigliato ai principianti per la sua sintassi semplice e leggibile.
  • Capire le strutture di base: padroneggiare le strutture di controllo (if, for, while) è il primo obiettivo concreto.
  • Praticare con progetti concreti: scrivere piccoli programmi reali accelera l'apprendimento molto più della teoria pura.
  • Correggere gli errori (debug): imparare a leggere i messaggi di errore e correggerli fa parte del processo di apprendimento.

Seguendo questi passaggi con regolarità, i primi risultati arrivano in poche settimane.

⭐ I professori di informatica a Trieste sono ben valutati?

Il voto medio di 5/5 testimonia la qualità delle lezioni di informatica a Trieste.

19 studenti hanno condiviso la loro esperienza.

Queste recensioni garantiscono l'affidabilità dei profili e ti aiutano a scegliere il docente giusto.

Ti serve aiuto con la programmazione a Trieste per superare l'esame?

Scegli tra i nostri tutor di coding selezionati: da Python per principianti a cybersecurity avanzata. Inizia oggi!

Visualizza più insegnanti Inizia subito

Le informazioni essenziali per il tuo lezione di informatica

✅ Tariffa media:19€/ora
✅ Tempo di risposta:7h
✅ Insegnanti disponibili:67
✅ Formato del corso:In presenza o via Webcam

Qualche consiglio per migliorare in informatica e programmazione a Trieste

Una storia di informatica di Trieste di rilevanza nazionale e internazionale

Se vivi nel capoluogo giuliano o ti trovi nella regione Friuli Venezia Giulia per effettuare i tuoi studi in Ingegneria elettronica ed informatica a Trieste, probabilmente avrai scoperto che qualche decennio fa, proprio questa città è stata interessata da uno dei primi ed inimmaginabili - per l’epoca – progetti di informatica e telecomunicazione. Ad idearlo un grosso nome della storia italiana dell’informatica: Luigi Dadda.

Se sei un esperto di computer o segui corsi di informatica a Trieste e dintorni, leggi questa affascinante biografia, per risalire alle origini di quella che per te oggi è una passione, un’ovvietà o una funzione indispensabile alla vita di ogni giorno.

Gli albori della comunicazione informatica a Trieste e in Italia

Nato nel 1923 e morto nel 2012, Luigi Dadda è un informatico il cui peso è stato rilevante nella ricerca e nell’accademia italiana.

Ingegnere, alla base, è stato tra i primi italiani ad occuparsi a fondo dei calcolatori elettronici. Ha in seguito coordinato le ricerche in questo “nuovo” campo, fino a diventare rettore.

Dopo gli studi presso l’Istituto Magistrale di Lodi e presso il Politecnico di Milano, si laurea anche in Ingegneria elettronica, nel 1947. Per la tesi di laurea, progetta un ponte radio a microonde tra Torino e Trieste, per la trasmissione dei segnali.

Se studi informatica a Verona o Storia della computer science nell’ambito di una laurea triennale in discipline informatiche, sai di certo che la prima parte della carriera di questo rilevante esperto italiano venne dedicata alla ricerca sui modelli e alla costruzione di calcolatori analogici. La National Science Foundation concesse a Dadda una borsa di studio perché egli si perfezionasse presso il CalTech di Los Angeles. Era Il 1953.

In parallelo, l’ingegnere elettrotecnico, per conto del Politecnico lombardo presso cui ha studiato, formula la richiesta di un calcolatore digitale, che verrà tuttavia creato a San Diego. Il Rettore lo manda in missione in California ed egli partecipa alla costruzione del CRC 102A. Sfruttando i fondi stanziati dallo storico Piano Marshall, egli rinuncia alla borsa di studio ottenuta nel 1953, per collaborare attivamente con la Computer Research Corporation.

L’innovativa e preziosissima macchina costruita effettua poi un delicato viaggio – ben imballata nel cotone, perché le valvole termoioniche non risentano delle grandi vibrazioni – a bordo di una nave da trasporto transoceanico. Un’emozione inimmaginabile, se paragonata al fatto che noi oggi acquistiamo dei portatili su Amazon!

Nel 1954, dunque, la grossa macchina venne installata presso un’aula interrata del Politecnico di Milano: si trattava, di fatto, del primo vero grande elaboratore di tutta l’Italia e dell’Europa continentale.

L’ingegnere Dadda si dedica al suo controllo, alla gestione, alla scoperta e sperimentazione dei migliori modi di utilizzo. Tiene, inoltre, corsi di informatica per docenti, ricercatori e studenti. Sviluppa anche uno schema dalle prestazioni assai elevate, oggi ancora performante, noto come Dadda Multiplier.

Dadda Multiplier

Si tratta del disegno di un moltiplicatore hardware binario che Luigi Dadda mise a punto nel 1965.

Il suo utilizzo si basa sul ricorso al Dadda Tree o alla “riduzione di Dadda”. Si ricorre ad una selezione di addendi pieni o dimezzati, per sommare i prodotti parziali paso dopo passo, finché restano due soli numeri.

Il disegno è simile a quello del moltiplicatore di Wallace, che però riduceva con minore velocità i numeri.

Dadda segue regole ancora più dettagliate, che rendono il suo lavoro di riduzione più efficace.

Altri temi di ricerca sviluppati da Dadda

Ovviamente, la vita di un informatico agli albori delle macchine elaboratrici è ricca di spunti e mai appagata.

Dadda, che dal 1960 è ordinario di Elettrotecnica all’Università, si lancia nello studio delle “reti di Petri”, a suo avviso adottabili per migliorare i sistemi di controllo a complessità elevata.

La sua passione per i segnali non svanisce. Ed egli effettua nove ricerche nel campo della elaborazione dei segnali tramite i nuovi sistemi di “convolutori”.

Intanto, divenuto direttore del Centro di Calcolo e del Laboratorio di calcolatori elettronici del Dipartimento di elettronica milanese, Dadda coordina nuove ricerche sui sistemi di calcolo , sui microelaboratori e la loro architettura, sui linguaggi di programmazione sulle reti di calcolatori e sulle banche di dati.

Lasciti attivi dell’informatico Dadda

Se studi informatica a Trieste o al politecnico di Milano, sai bene che abbiamo grossissimi debiti nei confronti del passato. E, infatti, sempre restando al caso di questo visionario ingegnere elettrotecnico, abbiamo davvero molto per cui ringraziarlo.

I lasciti di ogni studioso sono nei suoi progetti, in ciò che è riuscito a realizzare, in ciò che ha innescato nei suoi seguaci:

  • Gli scritti e le pubblicazioni del passato sono l’origine delle nostre possibilità di progredire oggi negli stessi campi.
  • Dadda ha anche avuto il merito di essere un socio fondatore dell’AICA, nata nel 1961, nonché della prima Rivista di informatica.
  • L’Associazione Italiana per l’Informatica ed il calcolo automatico è tutt’ora la principale organizzazione che incoraggia e porta avanti la diffusione capillare della cultura informatica nel nostro Paese, da Trieste a Palermo.
  • L’informatico di Lodi ha fatto in modo che nascesse la European information Network e, negli anni Ottanta, ha presieduto, presso il Consiglio dei Ministri, la Commissione per la Scienza e la Tecnologia.
  • Paesi stranieri, come la Svizzera, ne hanno riconosciuto i merito, invitandolo a presiedere organismi universitari come l’ALARI (che dal 1999 si occupa di ricerca e promozione relative ai sistemi embedded) ed il CSELT (un istituto di ricerca torinese che si occupava di telecomunicazioni in Italia e in Europa in modo pionieristico ed avanguardistico).

Testi di storia dell’informatica a Trieste

Naturalmente, tutto ciò può aver suscitato una grande curiosità storica e culturale, nei confronti della computer science, della sua nascita, degli albori dei sistemi binari e delle vita stessa dell’ingegnere Luigi Dadda.

Eccoti, a seguire, dei consigli di lettura, che potrai seguire in treno, in metro o sul bus, mentre ti rechi a lezione presso l’Università degli Studi di Trieste o mentre siedi su una panchina del lungomare giuliano, mangiando un panino in pausa pranzo:

  • Luigi Dadda, La nascita dell’informatica in Italia, Milano, Polipress, 2006.
  • Daniele Casalegno, Uomini e computer, Hoepli 2010,
  • Massimo Bozzo, La Grande teoria del Computer, Edizioni Dedalo, 1996.
Modifica la mia ricerca