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Le domande più frequenti:

🗣️ Il portoghese è una lingua difficile da imparare per un italiano?

Per un italiano, il portoghese è una lingua piuttosto accessibile grazie alle comuni radici latine.

  • Il vocabolario: gran parte dei termini ricorda l'italiano e facilita i primi passi.
  • Le regole grammaticali: assomigliano a quelle italiane, con alcune differenze da memorizzare.
  • L'accento: rappresenta la sfida maggiore, per via dei tipici suoni nasali.
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Studiare Portoghese a Verona, leggendo Pires

Se cerchi una figura-chiave ispiratrice in termini letterari ed anche una personalità di valenza politica e libertaria certa, probabilmente il nome di José Cardoso Pires è il più pertinente da sottoporre alla tua attenzione.

La letteratura portoghese s’intreccia indistricabilmente, nell’Ottocento come nel Novecento, con la storia del Portogallo, con esperienze monarchiche di stampo assolutista e poi costituzionali, come con parentesi fasciste e dittatoriali, mai scevre da persistenze coloniali (e conseguenti correnti anti-colonialiste).

La letteratura lusitana, tra Brasile e Portogallo, tra isole e terraferma in cui i suoi maggiori creatori vivono per scelta o per esilio, è un prodotto storico-culturale denso di forza interiore, retorica, satirica, teatrale, poetica e di prosa. Si tratta di una risultante di una componente chiave – la saudade – pervasiva delle epoche, dei territori e dei prodotti letterari, oltre che, naturalmente, delle vite interiori di ogni individuo e della popolazione lusitana nel suo insieme.

In Pires, poi, le influenze narrative nordamericane degli anni Venti sono un complemento alla radice europea.

La lingua Portoghese a Verona

Il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Verona propone l’acquisizione di saperi linguistici, letterari e culturali internazionali, con interesse per la didattica, il commercio, il turismo e l’editoria quali sbocchi futuri dei laureati.

Sito in Lungadige Porta Vittoria, il Dipartimento è anche sede del Dottorato dipartimentale in Letterature Straniere, Lingue e Linguistica.

Se vivi a Verona, hai oggi la possibilità di frequentare i corsi di lingua portoghese di diverso livello: alfabetizzazione e post-alfabetizzazione, entrambe parte della proposta didattica d’Ateneo.

Il portoghese viene insegnato a classi di 35 studenti al massimo e, par la validazione del percorso, oltre all’esame da sostenere, è prevista una presenza all’80 per cento delle lezioni.

Pires e la sperimentazione

Del Novecento europeo, José Cardoso Pires (1925-1998) rappresenta il massimo esponente in termini di innovazione della scrittura e della drammaturgia. La narrativa moderna ha in questo autore il massimo sperimentatore, che sfida il regime salazarista (Dinosauro Excelentìssimo è una favola-parodia del dittatore e di tutti i fascismi), per comunicare sempre e comunque le proprie idee.

Tra le prime opere di successo segnaliamo Os caminheiros e outros contos (1949), poi rielaborato in Jogos de azar (1963), ed anche Histórias de amor (1952).

Già nei romanzi realistici ed “asciutti” come O anjo ancorado (1958), O hóspede de Job (1962) e O delfim (1968), la qualità è d’eccezione. Ed anche nel lavoro teatrale O render dos heróis del 1960.

Uno dei primi saggi noti è Cartilha do Marialva, del 1960. Opere ancora oggi molto consultate e citate.

Tuttavia, è in particolare dopo il 1974 - Rivoluzione dei Garofani – che José Cardoso Pires darà il meglio di sé. In piena democrazia la sua vita è completa. E le opere sono grandiose:

  • burro-em-pé, del 1979, è un libro di racconti,
  • Balada da praia dos cães (1982), Alexandra Alpha (1987) e A república dos corvos (1988) sono dei romanzi,
  • Corpo-delito na sala de espelhos (1979) è un lavoro teatrale molto apprezzato,
  • mentre E agora, José? (1977) è un saggio.

La giovinezza dell’autore è in sé una sperimentazione, dato che egli effettua studi matematici presso l’Università di Lisbona, oltre che al liceo. Proprio in questo ambiente culturale sui generis avverranno, in realtà, gli incontri salienti della sua presa di coscienza politica. Egli si unirà ad ambienti rivoluzionari e socialisti, pur mantenendo sempre una personalità assai autonoma ed indipendente.

Questo temperamento sarà alla base dell’intrapresa di una brevissima esperienza militare – in Marina – subito seguita dalla professione giornalistica (Almanacco e Diario de Lisboa sono due delle riviste con le quali collabora), pubblicitaria, redazionale, già rivelatrici della passione letteraria, in fondo.

Una vita bohémienne condotta per le strade di Lisbona si deve ugualmente all’amore per l’autodeterminazione ed è fonte di trame delle maggiori opere.

Le esperienze di vita personali, come la malattia da ictus sopraggiunta nel 1995, causa di temporanea perdita della memoria, fanno da spunti per romanzi ad oggi apprezzatissimi. De profundis, valsa lenta del 1997, prende spunto proprio dalle peripezie neurologiche di Pires stesso, il quale, del resto, ha occasione di rivisitarla anche grazie al supporto nel suo neuro-chirurgo: J. Lobo Antunes, fratello del noto scrittore Antonio, che fornisce un piccolo contributo inserito nell’opera. Il Premio Pessoa, a questo punto, non tarda ad arrivare. Pires morirà l’anno seguente nella città di Lisbona.

Il Premio Pessoa

Il Premio Pessoa prende il nome da Fernando Pessoa e costituisce il maggior riconoscimento nell’ambito della Cultura Portoghese. È stato istituito nel 1987 su iniziativa del quotidiano Espresso e dell’azienda IT Unisys. Dall’anno 2008, è sponsorizzato dalla Caixa Geral de Depositos e viene assegnato alla persona che si distingue – o si sia distinta in passato – per attività scientifica, artistica e letteraria.

Fra i nomi illustri che lo hanno ricevuto ricordiamo qui soltanto quelli più noti in Italia:

  • José Mattoso (il primo a riceverlo), storico, nel 1987;
  • i neurofisiologi António Damásio e Hanna Damásio, nel 1992;
  • il filosofo e poeta Fernando Gil, nel 1993;
  • Eduardo Souto de Moura, architetto, nel 1998;
  • Manuel Sobrinho Simões, ricercatore, nel 2002;
  • Eduardo Lourenço, saggista, nel 2011;
  • Henrique Leitão, Fisico, Professore e ricercatore nel campo della Storia delle Scienze, nel 2014 .
  • Tiago Rodrigues, regista teatrale nel 2019.

Herberto Helder, poeta, ha invece rifiutato il premio nel 1994 (per motivi di…. “estrema timidezza e riservatezza”!).

Questo riconoscimento è rilevante non tanto in termini finanziari, quanto per la sua natura profondamente culturale, in senso lato. Mettere allo stesso piano le diverse arti e le scienze, come anche diverse professioni e diversi prodotti dell’intelletto è probabilmente il modo migliore per fare emergere nuovi talenti in ogni settore e per favorire l’interconnessione tra i diversi saperi e modi di sentire e rappresentare la realtà.

Il Premio Pessoa è, per tutti questi motivi, un riconoscimento che la dice lunga sull’approccio poliedrico della cultura lusitana al concetto di cultura, di vita e di visione dell’esistenza. La sua intestazione, poi, dà ulteriori spunti di approfondimento a colui che voglia immergersi in un’altra “storia linguistica”.

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