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Lezione di yoga: nostri consigli per meditare lavorando sui tuoi sensi!

Di Francesca, pubblicato il 21/04/2019 Blog > Sport > Yoga > Come Praticare la Meditazione Trascendentale?

Il principio della Meditazione Trascendentale è semplice, l’Essere è beatitudine nella sua natura, è una felicità infinita. La mente va sempre nella direzione di una maggiore felicità, è l’esperienza di ciascuno. – Maharishi Mahesh Yogi

La meditazione è diventata una pratica essenziale per chiunque voglia sviluppare il proprio capitale di benessere. La vita interiore è costellata di piccole insidie che cerchiamo di eliminare con ogni mezzo: stress, ansia, problemi di concentrazione, la lista è lunga! Non si può far sparire tutto, è vero! Tuttavia, possiamo certamente riuscire a prendere un po’ le distanze da determinati eventi e fattori, al fine di sopravvivervi più agevolmente.

La meditazione può aiutarci in questo senso: il distacco che crea tra noi e l’ambiente circostante, paradossalmente, riesce a metterci in comunità con gli altri, a farci capire che siamo tutti parte di un’unica cosa. E che è inutile confliggere gli uni con gli altri, per delle inezie.

Certo, qui siamo a livelli alti, ai livelli di chi ha meditato per anni, tutti i mesi, tutte le settimane e, qualche volta, tutti i giorni. Stiamo parlando di persone che riescono a fare veramente il vuoto dentro di sé quando meditano: non pensano a nulla, ascoltano solamente il proprio respiro, senza controllarlo, senza forzarlo in un senso o nell’altro.

Stiamo parlando di persone che hanno trovato la pace: la pace con se stessi e la pace con gli altri. Detto così, sembra una cosa irraggiungibile, infattibile; qualcosa che va bene solo per i santoni, quelli con i capelli lunghi, quelli con la barba lunga, oggetto di ammirazione di tutti gli aspiranti yogi. Ma in realtà, non è così.

Chiunque può arrivarvi; chiunque con un po’ di costanza e di applicazione, di abnegazione, con qualche rinuncia può riuscirvi, passando da uno step all’altro, fino al Nirvana, magari, un giorno.

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Dal momento che sono moltissimi gli italiani esposti al burnout, la meditazione appare come una potenziale soluzione. Delle migliaia di pratiche meditative esistenti, la meditazione trascendentale si distingue dalle altre.

Talvolta criticata, talvolta elogiata, ha il merito di attirare interesse. Concentrati su una particolare tecnica di meditazione, prova a trovare quella più adatta al tuo caso, alle tue aspettative, alle tue potenzialità. Di certo non perderai tempo, anzi, potresti davvero guadagnarne, e di buono!

Che cos’è la meditazione trascendentale?

Cosa intendiamo quando parliamo di meditazione trascendentale? Tutto sulla meditazione trascendentale!

Di solito, quando non si consce qualcosa, si tende ad avere due atteggiamenti riguardo ad essa. La curiosità più pura o la repulsione, a volte portata agli estremi, tramite derisione di ciò che non si conosce.

Questo banale principio dicotomico, del resto, domina tutte le nostre scelte, le formulazioni di giudizio. Si evidenzia a livello di singoli, di comunità, di nazioni. E può animare scelte ideologiche, pratiche politiche, iniziative bellicose, andando ad influire su eventi geopolitici e configurazioni dei poteri forti e delle classi sociali.

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D’altra parte, la storia e l’attualità sono piene di esempi di collettività che per cultura, o solo in determinate circostanze di necessità e sofferenza, si trovano, o hanno comunque fatto l’esperienza di trovarsi, a dover sormontare delle condizioni apparentemente insormontabili tramite strategia interne, esclusivamente basate sul mentale di ognuno.

Pensiamo a tutti i casi di prigionieri che, per mantenere contatti con la realtà circostante e per non perdere il lume della ragione, hanno scoperto da soli il modo di distaccarsi mentalmente da dolore fisico e morale.

Si tratta, a volte, di forme spontanee di meditazione inconsapevole, altre di estasi trascendentale ottenuta tramite percorsi di preghiera e meditazione, altre ancora, di strategie organizzate per insegnare a distaccarsi dagli eventi transeunti, in modo volontario e consapevole. In alcuni paesi tutto ciò è insegnato addirittura a scuola, o presso comunità di meditazione aperte anche ai più piccini.

Tutto ciò ha un risultato maestoso: rende forti, sicuri, sereni e pronti ad accettare ciò che non si può modificare e a superare ciò che può essere oltrepassato o vinto.

Esistono migliaia di tecniche di meditazione, sconosciute alla maggior parte di noi soltanto quindici anni fa. Negli ultimi anni, invece, l’interesse è sempre più vivo, nei confronti della meditazione, dato l’aggravarsi delle sensazione di molta gente, in occidente. Le tecniche sono davvero varie e tutte meritano interesse.

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Si tratta di una pratica difficilmente spiegabile a parole. L'unica soluzione è testarla. Tutta la spiritualità della meditazione trascendentale!

Tra queste, la meditazione trascendentale, una tecnica leggermente più alternativa.

Infatti, viene spesso presentata più come una tecnica mentale di sviluppo della coscienza, associata al rilassamento. Il processo è presentato come semplice, efficace in breve tempo e approvato dalla maggioranza.

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Sulla carta, l’idea è di praticare questa tecnica mentale due volte al giorno, per venti minuti. In silenzio, partecipiamo positivamente alla nostra coerenza emotiva, all’autostima e, parallelamente, impariamo a rilassarci con serenità.

Il principio? Ripeti un mantra dentro di te, seduto nella posizione del loto, con gli occhi chiusi. Questo stesso mantra viene insegnato personalmente da un istruttore formato dall’organizzazione di Maharishi, il fondatore della Meditazione Trascendentale.

Quindi, nessuna concentrazione richiesta, nessuna contemplazione o, in breve, nessuno sforzo o tecnica speciale. Sebbene non richieda particolari cambiamenti nel ritmo della vita, si inserisce perfettamente nell’ambito di una vita quotidiana attiva, anche piena di impegni.

Imparare a meditare per placare i nostri pensieri è l’obiettivo della disciplina. Come servirsi delle tecniche di rilassamento per imparare a meditare? Come usare la consapevolezza per liberare mentalmente e profondamente i nostri pensieri?

Un bel programma che la meditazione trascendentale ci promette!

Scopri anche la meditazione consapevole!

Quali sono le origini della meditazione trascendentale?

Tipico di noi occidentali è voler conoscere sempre almeno un po’ di storia, relativamente ad una disciplina che rischiamo di voler intraprendere, non conoscendola. E questa necessità, sebbene ancora manifestazione del nostro approccio troppo intellettuale all’esistenza, è legittima. Per cui, eccoti qui qualche cenno storico, che naturalmente non mancherai di andare ad approfondire… appunto, da buon occidentale!

Introdotta in Occidente nel 1955 da Maharishi Mahesh Yogi, la meditazione trascendentale è ispirata a una tradizione spirituale indiana. Maharishi incarna quindi il risveglio della meditazione e delle tradizioni indiane in quest’area.

Tutto ciò ti lascia perplesso, per ora. Non abbiamo dubbi. Tutto sta nell’addentrarsi gradualmente in un universo culturale che non è esattamente il nostro, sebbene riveli anch’esso, alla fine, qualche punto di contatto con i principi morali di origine giudaico-cristiana.

Vuoi saperne di più sul legame tra il fisico ed il mentale?

 

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Andiamo un po’ a vedere qualche cifra, in modo che tu non ti senta solo, rispetto alla tua curiosità circa la meditazione trascendentale.

Stiamo parlando di sei milioni di persone a cui sarebbe stata insegnata questa tecnica nel mondo. Un numero che, nonostante le piccole controversie, è ancora rappresentativo di un certo fascino e del desiderio di essere felici.

La meditazione deriva prima di tutto dal desiderio di essere auto-consapevoli, di capire cosa sta succedendo dentro di noi o di combattere lo stress e la depressione. Obiettivi che promettono di identificare la meditazione trascendentale, in combinazione con notevoli benefici fisici.

Maharishi Mahesch Yogi (letteralmente: Grande Veggente, Gran Signore e Divino) è l’uomo che ha così reso popolare e democratica la meditazione trascendentale (chiamata anche MT).

Nato nel 1917 e morto nel 2008, è diventato un simbolo della controcultura americana e la sua immagine è stata resa popolare, specialmente sulla copertina del Times.

Non stupisce, allora, l’interesse di molti intellettuali, soprattutto qui in Europa, nei confronti di costui!

Mentre i suoi critici associano la sua tecnica al nome di “setta”, Maharishi fonda un’università, scuole e college in diversi Paesi. Un successo legato quindi alla facilità della tecnica, che è di gran moda tra alcune stelle.

Tutti, infatti, pur disponendo di tutti gli agi e le comodità che la vita possa offrire in termini materiali, si trovano prima o poi, nella vita, ad un punto di svolta. Cedere alle pressioni, ammalarsi o cercare di scoprire il buono che esiste nella propria condizione su questa terra. Il percorso può essere lungo, tortuoso, ma di certo conviene intraprenderlo, rispetto al malessere sentito in determinate circostanze: malattia fisica, stress mentale, povertà, fallimenti personali, matrimoniali, lutti insuperabili, shock emotivi.

 

Meditazione trascendentale: i benefici

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Una tecnica che sembra semplice, sì, ma quali sono i suoi effetti?

In termini assoluti, la maggior parte dei professionisti concordano sul fatto che la meditazione trascendentale riduca lo stress, migliorando la qualità del sonno e riducendo l’affaticamento. Da far invidia!

Rifocalizzarsi giorno dopo giorno, liberarsi da ciò che sta accadendo, rendere il cervello più attento, avere una maggiore consapevolezza di sé, in breve, la pratica quotidiana ha dimostrato che la meditazione trascendentale migliora in modo confortevole la qualità di vita.

Non significa solo volersi assicurare delle migliori prestazioni a livello cognitivo. Ma sfruttare questo miglioramento perché esso retroagisca positivamente sul corpo.

In questa meditazione, non ci concentriamo nel senso classico e noto del termine, non stiamo cercando di controllare la mente, lasciamo che la mente segua il suo istinto naturale di raggiungere una maggiore felicità. Va verso l’interno e acquisisce la coscienza della beatitudine nell’Essere. Maharishi Mahesh Yogi

La cosa pare nel contempo estremamente facile… e del tutto ignota e complessa, al momento del tentativo di pratica.

La pratica della meditazione trascendentale era, secondo Maharishi, la capacità di sviluppare uno stato di risveglio a riposo, che si tradurrebbe in un rilascio delle tensioni e dell’ansia. Una consapevolezza di sé che, giorno dopo giorno, favorirebbe la gestione dello stress rendendoci più attenti verso ciò che sta accadendo.

Si parla anche di una riduzione della pressione alta o di una notevole riduzione dello stress. Rivitalizzerebbe anche il corpo e migliorerebbe il sistema nervoso. Una disciplina completa, che migliorerebbe quindi il benessere da un punto di vista generale.

Non ci sono prove, tuttavia, che questa tecnica funzioni meglio di altre pratiche di meditazione. Perché, non dimentichiamolo, si tratta prima di tutto di meditazione.  Anche i praticanti esperti di yoga potrebbero non saper bene come portare avanti un simile apprendimento.

È quindi questo il principio e il messaggio veicolato dalla meditazione trascendentale: una pratica quotidiana che favorisce il benessere psicofisico generale.

Riassumendo, quindi, la meditazione trascendentale permetterebbe:

  • di ridurre l’ansia,
  • di meditare senza sforzi,
  • di diventare consapevoli di se stessi e del proprio corpo,
  • di attenersi a una pratica quotidiana,
  • di risolvere o ridurre molti potenziali problemi fisici.

Ad ogni modo, da grande esperto di meditazione, non conosco davvero questa tecnica, e penso di esplorarla rapidamente.

Pensarci è una cosa, ma farlo concretamente risulta un po’ più complicato. Infatti, la meditazione trascendentale è un particolare tipo di meditazione che può essere praticata alla presenza di un insegnante.

Si tratta della persona che avrà il ruolo di istruttore, iniziatore, guida per scoprire la Meditazione Trascendentale. questo è un ruolo cruciale, considerando il fatto che per molti italiani la pratica della meditazione è un vero e proprio strumento di sviluppo personale.

Non siamo molto addentro, per ora a questo genere di distacco guidato dagli eventi. E ciò sebbene molti di noi pratichino già yoga da molti anni.

Praticare la meditazione trascendentale con un insegnante

Fatti accompagnare da un insegnante alla scoperta della meditazione trascendentale! Scopri la meditazione trascendentale con un insegnante!

La meditazione è quindi una tecnica di rilassamento e di sviluppo personale leggermente diversa dalle altre. In effetti, qui, non c’è bisogno di sforzi o di concentrazione. È sufficiente la volontà di esercitarsi quotidianamente, così come una piccola formazione sulla quale torneremo.

La pratica si basa su una pace interiore cosciente del nostro corpo, focalizzando semplicemente l’attenzione su un mantra da recitare in silenzio. Un mantra è quindi una parola, un’idea, che verrà evocata individualmente dall’insegnante.

Il principio è quindi di ripetere questo mantra, questa parola, secondo gli insegnamenti di un insegnante. Questo stesso insegnante deve essere formato dall’organizzazione di Maharashi Mahesh Yogi.

Un messaggio un po’ più avanzato della meditazione della consapevolezza o della meditazione Zen, quasi una rivendicazione, che alcuni non esitano a ricollegare a un personaggio di tipo settario.

Ed invece, molti noi, oggi, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per complessi, vuoi per diffidenza nei confronti del prossimo, cercano solo di praticare qualcosa che possa essere scoperto ed appreso in solitudine.

In linea generale, diciamo che riuscire a meditare in odo trascendentale richiede un reale coinvolgimento, una vera voglia di formarsi, di seguire corsi e ha un costo finanziario. Un punto che può essere percepito come negativo, dal momento che la meditazione è una disciplina che generalmente non richiede alcun materiale, nessun corso, solo il nostro corpo e la nostra mente.

La formazione con gli insegnanti si svolge sotto forma di lezioni, interviste personali, supportate da un follow-up di 6 mesi. Il percorso è indubbiamente impegnativo, insomma. In termini di tempo, risorse varie.

Avrai quindi capito che non si tratta di una pratica meditativa come le altre, in cui le lezioni sono fornite in maniera libera e casuale. In questo caso, la formazione è considerata necessaria al corretto funzionamento della spiritualità. Esiste, infatti, una logica consequenziale, che guida la scoperta e la pratica della meditazione. Questo rigore richiesto può stupire, trattandosi di un percorso che tenderebbe a ridurre lo stress, ad incoraggiare la spiritualità…

 

Una sorta di meditazione guidata, in cui lo sviluppo personale e questo stato di lasciarsi andare sono accessibili attraverso un processo specifico.

Quando la meditazione trascendentale fa parlare di sé

La meditazione trascendentale fa parlare di sé! Quando la meditazione trascendentale fa parlare di sé!

È forse qui che troviamo i limiti della meditazione trascendentale.

In effetti, è stata spesso percepita attraverso i media e altre polemiche come una disciplina di rilassamento a sé stante, ancorata al momento presente. Non come una potenziale formazione, per la necessità di imparare, o dai messaggi alternativi che può trasmettere attraverso la sua pratica.

La ragione è semplice ed è in particolare dovuta alla grande esposizione mediatica del fondatore della meditazione trascendentale. Infatti, mentre Maharishi Mahesh Yogi si circondava di star come Stevie Wonder, Hugh Jackman o Oprah Winfrey, la pratica regolare della MT diventava molto popolare a partire dagli anni ’60.

Il dubbio sorge spontaneo: come mai un ispiratore della meditazione si reca in televisione? Frequenta un mondo in cui denaro e stress circolano in abbondanza? Si può rispondere in vario modo: per aiutare a migliorare questo mondo, perché in questo mondo circola più sofferenza che altrove? Oppure perché il denaro che circola lì fa gola a chiunque? Il dibattito sarebbe lunghissimo. Ma non abbiamo i mezzi né l’interesse per svilupparlo in questa sede. Diciamo, semplicemente, che la meditazione può convenire a molti praticanti di yoga e molta gente che attualmente viva una condizione di stress psico-fisico. La cosa migliore, come sempre, è provare. Vedere se in breve si osserva un leggero miglioramento del proprio sentire e sentirsi: bene? O peggio?

Nel primo caso si può scegliere di approfondire e persistere su una pratica e formazione di yoga e meditazione, nell’altro sarà meglio darsela a gambe e cambiare versante.

Ricordati, però, sempre, di discernere tra la disciplina e chi tenta di insegnartela. Ricordati che un buon maestro dovrebbe porti qualche domanda critica, senza tuttavia atterrarti. Ricordati che un insegnante serve sempre, per intraprendere una nuova disciplina, salvo poi distaccarsene una volta divenuti autonomi.

Superprof, così come fa per le diverse discipline – dalla matematica all’Inglese – ti dà oggi anche la possibilità di reperire un buon insegnante di yoga e meditazione. Scorri i profili che più ti intrigano, entra in contatto col tuo prescelto e prova a vedere come scorre il flusso relazionale al primo incontro. Generalmente ogni prima lezione è gratis, dunque non dovrai temere “nessun obbligo d’acquisto”. Potrai anche farti un’idea e poi scegliere di darti a tutt’altra pratica , non più lo yoga, giammai la meditazione… ma la boxe!

Invitato a diversi programmi televisivi americani, il maggior fondatore della meditazione trascendentale contribuì a democratizzare la meditazione trascendentale e di fatto aprì la strada a varie controversie, come quella relativa alla natura settaria della disciplina. Quindi, comunque sia andata, diciamo che il suo ruolo è stato utile alla diffusione della coscienza che oggi abbiamo della necessità di “staccare la spina” da un eccesso di preoccupazioni correnti e terrene o, semplicemente, troppo intellettuali.

L'importante è raggiungere un livello di concentrazione tale, da rendere possibile fare il vuoto attorno a sé e dentro di sé. Anche l’osservazione di una candela può aiutare la meditazione!

Dimensione religiosa, politica, finanziaria, è stato detto di tutto sulla meditazione trascendentale. Anche perché il concetto di religione può, molto spesso, rivelare una dimensione prettamente personale: è una questione del tutto soggettiva quella che riguarda il rapporto con un dio o con una forza non umana. si tratta cioè di una dimensione extrasensoriale, che va al di là di quello che è percepibile. Ed ognuno è libero di vivere questa dimensione “religiosa” come meglio crede. Che poi, con la meditazione si possa fare politica o guadagnarci soldi, … a noi sembra che il discorso lasci il tempo che trova. Pur non negando la possibilità che qualche “furbetto” possa tentare di guadagnare dei soldi con un’attività che nulla ha a che fare con il denaro …!

Detto questo, il fatto è che la meditazione trascendentale si pone come un ramo della meditazione che, se non soddisfa tutti, ha il merito di far parlare di sé. Ti consigliamo di scoprire da vicino cosa sia la mediazione trascendentale, soprattutto se sei già un appassionato di yoga e dunque hai avuto modo di sperimentare la differenza tra uno stato mentale di iper – agitazione ed un altro di calma, distacco e serenità interiore.

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Felicef

Faccio meditazione da alcuni anni, ma provo sempre rabbia. Perche.