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Cinema, cantanti, citazioni: scoprite il piano sotto una nuova forma

Di Alice, pubblicato il 23/03/2018 Blog > Musica > Piano > Il Piano e la Cultura Pop!

La cultura del piano non si esaurisce nei grandi compositori classici come Beethoven, Brahms, Haydn, Tchaïkovski, Schumann, Chopin o Debussy.

Oggi i pianisti sono anche cantanti, questo rende l’idea di quanto il piano sia popolare.

Molti amanti della musica si buttano quindi su un corso musicale, con un insegnante privato di piano oppure direttamente all’interno di un Conservatorio.

Un modo per imparare a suonare i più bei pezzi della musica popolare.

Ispirati da film o cantanti, i musicisti possono approfittare di una grande cultura musicale accessibile a tutti.

Guardare film, ascoltare cantanti, imparare citazioni di pianisti, ecco alcuni modi per scoprire il piano attraverso l’arte e la cultura.

Il piano e la cultura cinematografica

Bach, Mozart, Liszt, Schubert, li più grandi compositori hanno spesso ispirato altri grandi artisti.

Ma non per forza in campo musicale.

Alcuni registi si sono ispirati alla loro vita per farne veri capolavori della settima arte. Ne è un esempio la celebre pellicola Amadeus realizzata da Milos Forman o Lezioni di piano di Jane Campion.

Un film che ripercorre un periodo della vita di Mozart e permette di capire meglio il suo successo e le sue opere.

E il piano è molto spesso presente nei film degli ultimi anni.

Poltrone d’orchestra, La voltapagine, Vitus e molti altri film che hanno segnato il mondo del cinema.

Il cinema è spesso definito arte popolare.

Sono moltissimi gli artisti, famosi in campi diversi da quello musicale, che suonano il pianoforte. Charlie Chaplin ne è un esempio. Anche Charlie Chaplin, indimenticabile artista, era un pianista!

Mentre la borghesia si reca a teatro, le classi popolari vanno al cinema. Un’attività molto più accessibile al loro stile di vita.

E sono in effetti gli attori popolari che hanno reso il cinema così celebre. Possiamo citare ad esempio il grandissimo Charlie Chaplin.

Utilizzare il piano nei film permette di rendere questo strumento più famoso. O forse è perché il piano è diventato così popolare che lo ritroviamo così spesso nel cinema attuale?

In passato era riservato a un’élite e non era molto presente al cinema.

Dal 2000 ad oggi le cose sono molto cambiate.

Resta comunque il fatto che sintetizzatori e tastiere digitali sono venduti a prezzi più abbordabili,  ma il piano è diventato più accessibile.

Oggi è molto più credibile che un personaggio, anche di ceto basso, sappia suonare il piano. E anche scrivere sceneggiature di conseguenza.

Ma, di fatto, a cosa serve guardare film col piano?

A divertirsi, direte voi!

In effetti, questo è sicuramente il primo obiettivo.

Sicuramente è il motivo per cui molte persone si recano al cinema ogni anno.

Ma il cinema non serve solo a divertirsi. Dietro a sceneggiature commoventi o al cardiopalma, si nascondono i messaggi del regista.

Questo permette di scoprire la storia del piano ma anche di coloro che lo suonano.

Per gli amanti della musica che desiderano imparare a suonare il piano, i film sono anche l’occasione per scoprire nuova musica e nuovi metodi di apprendimento.

Guardare film in cui il piano è protagonista non vuol solo dire divertimento ma anche scoperta della storia dello strumento e degli artisti che l'hanno suonato. I lungometraggi sono l’occasione per scoprire la storia dei più grandi pianisti!

E perché non motivarsi con un film?

A volte è faticoso seguire le lezioni di piano. Una pausa di tanto in tanto fa bene. Guardare un film sul piano è una buona opzione per staccare senza cambiare troppo argomento.

I grandi saggi parlano di piano

La cultura popolare ama le citazioni.

Queste piccole e massime ci danno consigli, lezioni oppure, semplicemente, ci fanno ridere.

Non dimenticare mai che le tue parole hanno il potere di distruggere o costruire, di scoraggiare o incoraggiare, di guarire o aprire profonde ferite. Scegli le tue parole con precauzione.

Nella storia, numerosi intellettuali, musicisti, scrittori, filosofi, pittori, attori ci hanno messo del loro.

Frasi che hanno attraversato la storia come quella scritta da Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe:

Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.

Ma anche il piano ha le sue citazioni.

Perché possono essere utili?

Bisogna sapere che la maggior parte delle citazioni sul piano sono state pronunciate o scritti da grandi artisti di questo mondo, e molto spesso da pianisti.

Si tratta di artisti riconosciuti, con decenni di esperienza. Un’occasione per ascoltare ciò che hanno da dire.

Ascoltare che ha esperienza nel campo è sicuramente un buon consiglio. Questi pianisti hanno vissuto diverse tournée, composto pezzi suonati ancora oggi.

Potete stare certi della veracità dei loro suggerimenti.

Le citazioni sono utili anche per l’apprendimento.

Si parla anche della maniera di interpretare un pezzo, di come comporre una musica…

Consigli molto utili sia per i principianti che per i pianisti affermati.

Le citazioni restano nella memoria facilmente. Forse più che una lezione di piano con un insegnante.

Sono quindi l’occasione di mettere in pratica la teoria e rendere un corso un po’ più originale.

In qualità di insegnanti di piano, perché non utilizzare citazioni nel corso delle vostre lezioni?

Gli alunni sono a volte un po’ annoiati dalle lezioni classiche con solfeggio, arpeggi, lettura delle note…

Iniziare una lezione con una citazione è un modo efficace per ottenere la loro attenzione.

In alternativa alle lezioni classiche, che possono risultare un po' noiose per gli allievi, l'insegnante può inserire durante il corso diverse citazioni, utilissime per catturare l'attenzione degli allievi. Le citazioni permettono di rendere il corso più leggero e originale!

E anche se i programmi di una scuola di musica sono abbastanza rigidi, una piccola citazione di tanto in tanto non farà di voi dei ribelli.

Questa tecnica è particolarmente consigliata agli insegnanti privati di piano. Questi sono totalmente liberi di costruire il corso come desiderano.

I vostri allievi potranno così brillare anche in società.

Le citazioni fanno sempre il loro effetto!

Non conoscete forse persone che hanno sempre sulla bocca citazioni di intellettuali?

Diventate come loro e impressionate amici e familiari.

E potrete anche guadagnare punti a Trivial Pursuit!

Il piano e gli interpreti

Il piano ha a lungo fatto parte dell’universo dei cantanti.

Insieme alla chitarra è lo strumento più scelto per accompagnare numerosi pezzi e comporli.

Elton John, Aretha Franklin, Stevie Wonder, si sono fatti conoscere con questo strumento.

Il piano è lo strumento perfetto per comporre. Anche senza avere nozioni di solfeggio, è possibile provare a creare melodie e scoprire le note.

La cosa si complica quando si tratta di accordi.

Ma numerosi artisti hanno appreso nozioni sul piano sin dall’infanzia.

Ciò gli è valso spesso riconoscimenti e molti album venduti.

Ci sono cantanti che utilizzano da sempre il piano come loro strumento d'elezione. Un grande esempio è rappresentato da Elton John, che non se ne separa mai. Elton John non si separa mai dal suo piano, con cui regala performance live straordinarie!

Alcuni di loro si servono del loro talento per scrivere e comporre per altri artisti.

Nella scena musicale attuale, numerosi artisti – anche giovani – sono contemporaneamente cantanti e pianisti. Un’eredità sicuramente dovuta a questi artisti e pianisti incredibili.

Il piano è d’altra parte spesso utilizzato per pezzi dal ritmo lento. Permette all’artista di suonare uno strumento cantando, al contrario di armonica e violino.

Ecco alcune canzoni famose di pianisti e cantanti da ascoltare e imparare:

  • La groupie du pianiste di Michel Berger,
  • Hit the Road Jack di Ray Charles,
  • Let it be dei Beatles,
  • Lucie di Pascal Obispo,
  • Girl on Fire di Alicia Keys,
  • Imagine di John Lennon,
  • Forever young di Bob Dylan,
  • Can you feel the love tonight di Elton John,
  • Don’t Know why di Norah Jones,
  • I Say A Little prayer for you di Aretha Franklin.
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