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Perché e come insegnare il pianoforte ai bambini?

Di Igor, pubblicato il 19/03/2018 Blog > Musica > Piano > Sapere Tutto sull’Apprendimento del Piano per i Più Piccoli!

Regalare delle lezioni di pianoforte per principianti a tuo figlio è probabilmente il miglior investimento a fini formativi ed educativi che tu possa fare. Imparare a suonare il pianoforte comporta diversi vantaggi, infatti. Li esplicitiamo qui di seguito, data la loro importanza nell’agevolare la sociabilità futura del discente.

Tramite le lezioni di musica per bambini tuo figlio imparerà ad essere più attento, vivace intellettualmente, più perseverante, socievole, creativo, sensibile e curioso.

Queste qualità sono tanto più numerose quanto più il bambino comincia presto a studiare il pianoforte. In effetti, se il piccolo impara a leggere uno spartito prima di imparare a leggere un libro a scuola, avrà di certo una marcia in più non indifferente, rispetto ai compagni di classe che non conoscono la musica.

Per studiare il piano da principianti, a prescindere dall’ambizione specifica – divertirsi e provare piacere o diventare un pianista di professione – il pianoforte dovrà comunque rappresentare una fonte di gioia e svago, perché l’investimento dia buoni frutti.

Occorrono motivazione, volontà, rigore e perseveranza.

La magia dello strumento cardine del famoso compositore Chopin e della musica, in generale, sono assicurate dall’interazione tra questi quattro parametri.

Piano jazz, piano classico, musica leggera, rock, tango… i diversi stili dettano poi i diversi tipi di lezioni di piano.

L’offerta formativa è vasta, se vuoi che tu figlio impari a suonare il pianoforte. Si va dalla lezione al conservatorio, alla lezione privata a casa oppure online. Nell’era di Internet la parole d’ordine, poi, è “tutorial”, il che spesso significa lezione gratuita per imparare a suonare il pianoforte.

Scegli tu metodo e stile più adeguato a tuo figlio.

Perché le lezioni di pianoforte fanno bene ai bambini?

Insegnare a suonare il pianoforte a tuo figlio comporta tutta una serie di esternalità positive. Diversi effetti positivi scaturiscono da una simile esperienza. Essi agevoleranno la vita sociale del ragazzo. Superprof fa il punto sui maggiori benefici, per i ragazzi, dello studio del pianoforte:

  • Imparare a suonare il piano, strumento prestigioso, è un fattore di socializzazione:

Andare a scuola, dunque anche alla scuola di musica, costituisce un modo per esplorare un universo sociale altro da quello ristretto della famiglia.

Crescendo, il giovane potrà continuare a suonare insieme ad amici e colleghi del conservatorio, in seno ad una band o ad una orchestra.

Con l’insegnante, in particolare, si stabilirà una relazione privilegiata di scambio. Se il piccolo studia musica prima di andare in prima elementare, l’incontro col maestro di musica costituirà il suo primo incontro con un adulto esterno alla famiglia.

Il pianoforte stimola le facoltà cognitive e scolastiche del bambino

Uno studio scientifico condotto da Rausher e Shaw ha mostrato che la pratica del pianoforte nel bambino agevola lo sviluppo di attitudini spazio-temporali.

È quindi importante iniziare tuo figlio sin dalla più tenera età alla musica, per dargli una marcia in più. Studiare pianoforte stimola le capacità cognitive e d’ascolto del bambino!

L’udito e la motricità nei musicisti sono maggiorente sviluppati. L’ascolto forgia l’orecchio musicale e la coordinazione degli organi richiesta dalla pratica del pianoforte migliora il modo di muoversi nello spazio.

Un pianista in erba avrà quindi risultati scolastici migliori di altri bambini: le lezioni di musica abitueranno il piccolo alla relazione docente-discente, alla disciplina ed all’apprendimento, oltre che al lavoro e allo sforzo.

Imparare a solfeggiare e a suonare il pianoforte, con i suoi 88 tasti, svolge un ruolo chiave nello sviluppo cerebrale: il cervello diventa polivalente, più incline ad interiorizzare le diverse lingue, a leggere rapidamente le note.

Insomma rende facile l’apprendimento di altri strumenti e la comprensione in generale. Imparare a suonare il pianoforte ha un impatto sensibile sulle disposizioni cognitive.

Oltre alle facoltà cognitive e alle competenze sociali del bambino, suonare uno strumento musicale, ha diversi effetti positivi:

  • Il pianoforte è un potente antistress: suonando, il bambino gioisce, si sente soddisfatto.
  • Il pianoforte da fiducia in se stessi (specialmente quando si riesce ad eseguire per la prima volta bene un intero brano).
  • Il pianoforte favorisce lo spirito di squadra, l’ascolto, la condivisione: tutti valori chiave per la vita sociale.
  • Il piano agisce sulla sensibilità: esso rende il cervello più creativo e più espressivo.

Iscrivere il proprio figlio ad un corso di pianoforte per principianti va bene. Ma a partire da che età?

A che età si può cominciare a studiare il pianoforte?

Spesso sentiamo dire che non esiste un’età per imparare a suonare il pianoforte, si può imparare per tutta la vita. Ma prima dei tre anni, il neonato non potrà di certo seguire delle lezioni di musica frontali.

Si può iniziare a studiare a 80 anni, ma anche a 3 anni. Ovviamente con criteri e ritmo diversi. Non c’è un’età precisa per portare in alto le capacità pianistiche!

Saranno le lezioni di risveglio musicale che faranno scoprire al piccolo l’universo musicale: ritmo, suoni, piacere, gioco, uso dell’orecchio.

Dal piacere provato in queste circostanze potrà poi nascere l’interesse futuro per la pratica di uno strumento musicale.

Per incoraggiare il piccolo, occorrerà complimentarsi spesso con lui, durante le scoperte. Può servire trovare un insegnante specializzato in queste prime fasi della vita, per fargli scoprire la musica.

Verso i 7 anni, poi, il bambino avrà la sua massima plasticità neuronale: il suo cervello sarà una spugna ed egli integrerà rapidamente le cose nuove, meglio di un adulto.

Incoraggialo a prendere lezioni di piano anche prima della prima elementare.

Sarà attorno ai 6-7 anni che le lezioni di solfeggio potranno poi davvero aver luogo in seno ad un corso di pianoforte, naturalmente.

Fai capire a tuo figlio che il pianoforte è uno strumento molto completo, che permette di studiare ed eseguire qualsiasi tipo e genere di brano e stile. Inoltre, è l’unico strumento che può eseguire melodia ed accompagnamento rendendo il pianista autonomo, a differenza dei suoi colleghi chitarristi…

Anche l’adulto può agevolmente scoprire il pianoforte. In modo diverso, naturalmente, dato che i suoi muscoli sono già sviluppati.

L’adulto ha dalla sua una maggiore cultura musicale, oltre che un budget autonomo da gestire come preferisce, per pagare le lezioni di piano.

Imparare da zero a suonare il pianoforte in età adulta, ad esempio iniziando a 40 o 50 anni, potrebbe ritardare l’insorgere di eventuali patologie cognitive come l’Alzheimer: il cervello è un muscolo, se allenato bene sarà più informa. Un senior può imparare a suonare il pianoforte.

Come incoraggiare i più piccoli nello studio del pianoforte?

Affinché tuo figlio abbia voglia di mettersi al pianoforte occorrerà che egli provi piacere nel farlo.

Significa che ama quello che sta facendo. Potrebbe essere il caso di farlo seguire da un insegnante. Se tuo figlio ama giocare con i tasti del piano è un buon segno!

Il pianoforte sarà un piacere, non un obbligo. Se il bambino si stressa o angoscia con le lezioni di pianoforte, non v’è possibilità che l’esperienza dia buoni frutti.

Ogni lezione di piano, in sé, dovrà essere un’esperienza gradevole. Occorrerà trovare l’adatto professore, che strutturi il corso di musica attorno ad una pedagogia ludica e semplice.

Vuoi prendere lezioni di piano a casa tua?

Il sito di Superprof è pieno di pianisti d’esperienza che aspettano te.

Però, non contattare il primo che passa davanti ai tuoi occhi. Occorre l’insegnante di piano sia già abituato a lavorare in ambito educativo, avvezzo alla prima infanzia.

Non è detto, infatti, che una promessa del piano-jazz, per quanto plurititolata in vari conservatori, sappia relazionarsi con dei piccoli alle prime armi. Il rischio potrebbe essere quello di produrre un allontanamento rispetto alla musica.

Se tu stesso sei un po’ musicista sai bene tutto ciò. E saprai come motivare tuo figlio, dato che il suo universo sociale comprende già la variabile “musica”, da quando egli è nato.

Cerca di guidare tu il suo “battesimo musicale”, lasciandogli libero accesso agli strumenti che avete in casa

Internet offre occasioni di apprendimento varie: dal risveglio musicale, al solfeggio on line, passando per il pianoforte in rete.

Tuo figlio potrebbe imparare a suonare il pianoforte a casa, senza nemmeno dover uscire.

La lezione di piano on line potrebbe rivelarsi una fonte di scoperta, dal punto di vista del metodo, della pedagogia, dell’aspetto ludico.

Anche ascoltare la musica a casa è fondamentale.

Mettere musica jazz, classica, far ascoltare dei brani fin dalla più tenera età, può dare voglia al piccolo di suonare il pianoforte per suonare quello che ascolta.

Perché insegnare il pianoforte ad un bambino?

Per questo è bene differenziare le attività che si propongono ai più piccoli, sin dalla più tenera età. Studiare piano porta più benefici che giocare ai videogiochi!

Come fare perché le lezioni private di musica che paghi a peso d’oro per i tuoi figli diano dei frutti apprezzabili? Il corso di musica privato per tuo figlio fa in modo che venga seguito con regolarità. Alcuni aspetti poi vengono trattati con cura dall’insegnante:

  • Postura
  • Solfeggio,
  • Esercizio ripetuto ed esecuzione dei brani studiati,
  • Allenamento con accordi ed arpeggi,
  • Interpretazione espressiva del colore,
  • Dosaggio graduale della difficoltà…

Ciononostante, l’insegnante di pianoforte non starà sempre col fiato sul collo del bambino: sarà un accompagnatore.

L’alunno è spesso da solo di fronte alla propria tastiera, con le difficoltà da superare. Perché il bambino riesca a suonare bene il pianoforte, la cosa fondamentale resta lo studio regolare.

Sarà meglio assicurarsi 20 minuti di studio ed esercizio ogni giorno, che due ore intere poco prima della lezione privata settimanale.

Il cervello ha bisogno di tempo per immagazzinare, ripetere, assimilare. Converrà, allora:

  • Redigere una tabella di marcia
  • Dosare bene la frequenza e la durata dello studio (due ore al giorno sono troppe per un piccolo di quattro anni)
  • Astrarsi dal contesto, concentrarsi sullo spartito
  • Non cedere di fronte al primo ostacolo
  • Sviluppare la sensibilità indispensabile per suonare con espressione e colore adeguati

Come suonare il pianoforte a casa propria?

Le lezioni private non bastano per riuscire a suonare.

Il lavoro personale a casa rappresenta la parte principale del percorso per essere un musicista! Quantità e qualità dell’esercizio a casa andranno dosati con attenzione ed intelligenza.

L’insegnante privato potrebbe fornirti una tabella che indichi cosa, come e quanto studiare:

  • Brani da ripetere più volte per perfezionarli,
  • Ogni quanto svolgere determinati esercizi e per quanto tempo,
  • Che tecniche di allenamento prediligere per affinare questo o quel passaggio di un esercizio o di un brano…

E così, smetterai di chiederti: cosa fare con il pianoforte quest’oggi?

Per non smettere mai di avanzare, è importante porsi le giuste domande. Cosa mi blocca nell’esecuzione di questo brano? Devo focalizzare la mia attenzione sulle mani o piuttosto cercare di “dimenticarle” mentre suono? Come posso concentrarmi meglio, smettere di agitarmi?

Per trovare risposta a questi interrogativi, ti servirà dapprima reperire il buon insegnante, ovviamente. Diciamo, infatti, che riuscire ad imparare bene a suonare il pianoforte è un vero lavoro di squadra, che coinvolge tanto il discente quanto il suo maestro. Il feeling, e l’organizzazione ottimale e dedicata di ogni ora di lezione, sono fondamentali!

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