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Come diventare pianista?

Di Francesca, pubblicato il 31/07/2018 Blog > Musica > Piano > I Trucchi dei Pianisti per Imparare a Suonare il Pianoforte!

E’ vero che il pianoforte è lo strumento più completo che esista?

Ebbene…si’. Senza ombra di dubbio.

Con il pianoforte si puo’ essere autonomi: si suona la melodia, ci si “auto-accompagna”, si puo’ dare un riferimento, una base, il famigerato “la” a cantanti, violini, trombe…

Il pianoforte, all’interno dell’orchestra, è generalmente uno solo. Questo è indice della sua maestosità, come strumento, anche in seno ad una vasta assemblea di strumenti d’ogni sorta: a percussione, a fiato, a corde…

Con il pianoforte, allora, si puo’ decidere di suonare da soli, o in compagnia.

Alle volte anche più diuna chitarra. Certo, tutto dipendeda chi lo suona! Il pianoforte può essere uno strumento molto romantico!

Suonare il pianoforte assegnerà una certa posizione di spicco, una popolarità, se lo si desidera, se si lavora sodo, se si studia musica seriamente e si amano le situazioni di estrema socialità.

Se, al contrario, si è schivi, il pianoforte, proprio per la sua completezza, permetterà di suonare ed eseguire brani musicali per se stessi, si suonare da soli o a quattro mani, con un altro pianista soltanto. Fra pianisti ci si comprende!

Diventare pianisti, insomma, si coniugherà diversamente in base al temperamento, agli obiettivi, al percorso di vita e relazionale di ognuno.

Essere un musicista, naturalmente, non corrisponde per forza di cosa al fatto di suonare il pianoforte. Ma diciamo, in generale, che qui da noi è frequente che il primo incontro con la musica avvenga tramite il pianoforte. Negli anni successivi, poi, si scoprono piano piano altri strumenti, verso cui, più liberamente rispetto all’inizio, ci si avventura, con sicuro slancio e passione.

Imparare a suonare il pianoforte non è semplice. Anche prima di iniziare, è fondamentale essere motivati ​​e metterci il cuore.

Dalle lezioni di teoria musicale alle lezioni di piano per principianti, fino al livello avanzato nel quale il pianista sa come comporre la propria musica, il processo di apprendimento può richiedere molto tempo.

Per imparare a suonare il pianoforte, è necessario allenarsi regolarmente e lavorare diligentemente per superare ciò che già sappiamo fare.

Non scoraggiarti, non bruciare le tappe.

Per prima cosa, devi imparare a leggere una partitura per pianoforte e poi la teoria musicale. Quindi, devi acquisire destrezza e lavorare sulla coordinazione di entrambe le mani.

Trovarsi a proprio agio con il pianoforte per leggere una partitura come si legge un libro, suonare e poi improvvisare, cantare suonando e poi comporre, tutto ciò potrà succedere dopo alcuni anni di pratica.

Ecco i nostri consigli per diventare un pianista e imparare a suonare bene il pianoforte.

Quando fare pratica al pianoforte?

Per suonare il pianoforte e vedere progressi reali, è importante che vengano soddisfatti alcuni parametri chiave.

Ciò che occorre:

  • tempo a disposizione
  • motivazione
  • volontà
  • disciplina
  • senso per l’ascolto

I miglioramenti si ottengono con almeno mezz'ora di esercizio al giorno! Occorre esercitarsi almeno trenta minuti al giorno per migliorare!

Durante la lezione di pianoforte, l’insegnante trasmette un metodo che funziona e che farà avanzare il proprio allievo. Ma, tra una lezione e l’altra, non è con lo studente: deve allenarsi da solo sui suoi esercizi.

La questione che emerge è dunque quella della frequenza e della qualità della formazione nel proprio lavoro personale.

Imparare a suonare il pianoforte prevede una certa regolarità nel lavoro: fare tre ore di esercizio sporadicamente o appena prima delle lezioni di piano serve a poco se queste sessioni sono inefficienti.

È importante mobilitare la concentrazione e fare uno sforzo di memorizzazione.

Alla domanda “quando esercitarsi al pianoforte?”, potremmo rispondere: “quando ne abbiamo voglia”.

Può essere ovvio, ma è dalla voglia che nasce la motivazione a lavorare sulla propria partitura per pianoforte. Oltre a ciò, è la frequenza delle sessioni efficaci che è importante.

Fare due ore di pratica prima della lezione è sicuramente il modo migliore per rallentare il ritmo.

L’importante è riservare parte del programma quotidiano a suonare il pianoforte, anche solo per mezz’ora al giorno.

Dedicare un momento della giornata a provare partiture e accordi significa necessariamente sostituire la propria formazione ad altre attività quotidiane.

Non sei in grado di leggere una partitura come nell’ultima lezione di pianoforte? Cerca delle lezioni di solfeggio online. Esiste anche la possibilità di seguire un corso pianoforte online gratuito.

Tuttavia, se l’allievo è veramente motivato e desidera progredire, qualsiasi cambiamento nel programma non dovrebbe rappresentare un sacrificio troppo grande.

Un suggerimento di Superprof: regalarti trenta minuti di pianoforte la sera dopo cena invece di accendere la TV è sicuramente un’attività molto più attiva e creativa.

Per quanto riguarda la questione del ritmo del lavoro, la risposta è inevitabilmente valida per tutti gli strumenti: non tutti abbiamo le stesse predisposizioni musicali, non esiste una ricetta miracolosa.

Alcuni principianti avanzano più velocemente di altri.

Alcuni impiegheranno un’ora per suonare quello che gli altri impiegheranno quattro ore a imparare. Tutto dipende dalla motivazione di ciascuno.

Comunque sia, tre fattori riguardano assolutamente tutti gli allievi, quelli che vogliono iniziare a suonare e quelli che desiderano prendere lezioni di piano per diventare dei grandi musicisti:

  • l’allenamento deve rimanere un piacere
  • occorre mobilitare la propria concentrazione e la memoria in modo che l’apprendimento al pianoforte risulti efficace.

Più pratichi, più le tue dita saranno sciolte e sarai in grado di suonare diverse ottave. Acquisirai sempre più destrezza.

Come acquisire destrezza al pianoforte?

La destrezza è la bestia nera di molti apprendisti pianisti. Naturalmente, il tuo insegnante di pianoforte ti farà lavorare su questo aspetto.

La destrezza è la capacità di essere mobili sulla tastiera, a volte rapidamente e a volte con intervalli di note molto distanziati. Scorrere le dita sulla tastiera rimanendo precisi e “quadrati” nel tempo, non è scontato.

Acquisendo destrezza, raggiungerai più facilmente i tuoi obiettivi! La destrezza migliora la qualità e l’accuratezza della tua tecnica per raggiungere i tuoi obiettivi!

All’inizio, le mani sono serrate e i tendini sciolti. Per avviare il pianoforte e acquisire destrezza, esiste una sola soluzione: il lavoro.

  • Fare esercizi di salite e discese di ottave.
  • Imparare a concatenare gli accordi, rapidamente e in maniera fluida.
  • Fare esercizi per sciogliere le dita: fletterle e defletterle.
  • Al pianoforte, suonare lentamente le scale “all’ottava” con ciascuna mano, quindi aumentare lentamente il tempo.
  • Esercitarsi a mettere insieme serie di accordi placcati (Do, Fa, Sol, La) maggiori, poi minori.
  • Abituati a non guardare le dita mentre suoni, bensì la partitura.

Questo lavoro una mano alla volta e poi sempre più rapido migliorerà la tua precisione e la qualità della tua tecnica. È un esercizio imprescindibile se hai intenzione di suonare e comporre la tua musica: cioè, diventare un pianista di livello eccellente.

Quando sarai a tuo agio con le scale dal tempo relativamente rapido, lavora sulla coordinazione suonando i passaggi con la mano sinistra, quindi con la mano destra prima di utilizzare entrambe le mani. Prima lentamente, poi velocemente.

Prepara delle scale prima delle lezioni a casa o a scuola. Gamma di La, quindi gamma di Fa, gamma di Sol…

Non è soltanto un modo per allenare le dita, ma anche per farsi un orecchio musicale.

Inoltre, le scale ti permettono di fare improvvisazioni a partire dagli accordi suonati da altri chitarristi, flautisti, clarinettisti, fisarmonicisti, ecc.

Il pianista in erba che conosce le proprie scale ha un guadagno non trascurabile sulla propria velocità di progressione al pianoforte, soprattutto se emula Chopin!

Serviti di un metodo: Hanon e Czerny ti aiuteranno con esercizi tecnici per sciogliere le dita e altri per accelerare la progressione degli accordi.

Per acquisire destrezza, è importante ripetere gli esercizi tecnici con regolarità. Questo ti permetterà di affinare la tua precisione e di allenare le tue dita per suonare meglio il pianoforte.

Un pianista che riesce a rendere più fluidi i propri accordi e arpeggi con precisione è per lui fonte di soddisfazione.

Di conseguenza, si diverte quando è giunto al punto. Mentre gradualmente diventa un musicista migliore, trae gratificazione dagli sforzi passati.

Il passo successivo aggiunge una difficoltà per diventare un pianista: imparare il pianoforte significa anche saper cantare e suonare allo stesso tempo.

Come imparare a suonare il pianoforte e a cantare allo stesso tempo?

Cantare suonando significa sovrapporre il canto come un secondo strumento musicale. In altre parole, non è facile. Significa usare, molto spesso, il pianoforte come accompagnamento e riservare la melodia alla voce. Oppure, voce e piano possono alternarsi nel produrre “il motivetto” e, ancora, esiste la possibilità, per piano e voce, di suonare/cantare all’unisono!

Se il pianoforte esige una coordinazione oculo-manuale incrociata con quella uditiva, cantare mentre si suona significa chiamare in causa una “terza mano”. Infatti s già destra e sinistra suonano note diverse, teniamo presente che cantarvi sopra un’ulteriore parte (con relativa partitura) non è cosa da poco.

E’ evidente che l’esercizio rappresenta una sfida e, se raggiunto, un progresso notevole. Implica maturazione e maturità di più organi di senso. Implica un alto grado di concentrazione, di abilità, di dominio della situazione.

 

Cantare e suonare il pianoforte allo stesso tempo? Non è semplice, ma puoi farcela! Cantare e suonare il pianoforte contemporaneamente è difficile ma non impossibile!

Segui anche tu delle lezioni di piano.

Per cantare e suonare contemporaneamente il pianoforte, è fondamentale avere prima padronanza della partitura di pianoforte, poi quella del canto, al fine di poterle sovrapporre senza alcun problema.

Bisogna giungere a un secondo lavoro di sincronizzazione, non solo tra le due mani, ma tra la voce e le mani.

Così, allo stesso modo dell’esercizio di coordinazione delle mani per i principianti, dovrai allenarti prima a suonare le parti della tua canzone, poi a cantare separatamente le parole.

Ciò presuppone di selezionare una canzone relativamente semplice, e musicalmente “povera”: non più di quattro accordi, nessuna concatenazione complessa, nessun salto di intonazione, nessun incidente.

Scegliere un brano binario (in due o quattro tempi) senza difficoltà nel solfeggio.

Ti sostiene nella tua ricerca del tempo e ti consente di concentrarti maggiormente sul resto. All’inizio il metronomo pèuò essere un valido aiuto!

Un altro trucco per cantare e suonare il pianoforte contemporaneamente: fischiettare o canticchiare la melodia mentre suoni lo spartito.

Da sempre, cantare nella doccia, fischiettare e ripetere in mente una melodia è un ottimo modo per allenarsi. Si tratta anche di un’abitudine ben radicata, naturalmente, in ognuno di noi. I bambini piccoli, finché le regole della società e delle sue attività imposte non glielo impediscono, usano canticchiare, anche a bassa voce, mentre svolgono azioni di gioco, lavoretti complessi, camminano, si dondolano o rilassano.

Allenarsi a canticchiare è quindi una cosa del tutto continua, rispetto all’abitudine innata. Farlo con cognizione di causa, seguendo le indicazioni degli insegnanti che ti fanno imparare a suonare il pianoforte, potrebbe dare grandi risultati, in meno che non si dica. Canticchiare le melodie – ed anche gli accompagnamenti, per i più audaci – comporta un allenamento costante dei muscoli a funzione vocale. Imparare a suonare il pianoforte può accompagnarsi dall’imparare a cantare in modo intonato. Quale migliore guida, di una tastiera accordata, per prendere le note corrette mentre si canta?

Il pianoforte, insomma, può essere il tuo “strumento di controllo”!

Impara a suonare il pianoforte e – allo stesso tempo, ma soprattutto allo stesso costo! – potrai imparare a cantare intonatamente, sviluppare l’orecchio musicale e, con esso, allenare le tue corde vocali.

Tutti i musicisti, non solo coloro che imparano a suonare il pianoforte, hanno poi l’abitudine, quando vedono uno spartito per la prima volta, di cantarselo: un po’ a mente, un po’ sottovoce, per anticipare il percorso delle dita, prevedere ostacoli, prefigurarsi il tragitto delle mani e prendere visione delle alterazioni.

Questo favorisce la memorizzazione dei pezzi di pianoforte. Ascoltare e lavorare sul proprio orecchio musicale permette di immergersi nel pezzo originale.

Per riuscire a cantare e a suonare il piano contemporaneamente, dovrai cercare di acquisire una buona interpretazione delle tue labbra e delle tue dita. Per fare questo, è meglio imparare a memoria le parole e l’intonazione originali.

In sintesi, ecco i suggerimenti chiave per cantare e, contemporaneamente, suonare:

  • sii paziente, determinato, perseverante.
  • Adotta una buona postura per suonare e cantare: schiena dritta, diaframma rilasciato, respirare con la pancia.
  • Suona la parte di pianoforte e la parte vocale separatamente.
  • Scegli una canzone semplice.
  • Suona la canzone parlando (per vedere se è stata interiorizzata bene).
  • Ascolta più volte la canzone originale.
  • Scomponi le sillabe delle parole.
  • Usa un segno ritmico (metronomo o piede).

Su un brano complesso, la fase di interpretazione può risultare difficoltosa. Questo perché è necessario semplificare la musica.

Il tuo insegnante, un musicista professionista, è qui per offrirti un metodo, può aiutarti a semplificare un pezzo.

Come semplificare un pezzo al pianoforte?

Quando si impara a suonare il pianoforte, spesso, non si vede l’ora di buttarsi a capofitto nello studio e nell’esecuzione di determinati brani amati. A volte, un genitore o un ragazzo decidono rispettivamente di far imparare a suonare il pianoforte e di studiare pianoforte proprio perché innamorati di alcuni brani, che sognano di riuscire a sentir suonare o ad eseguire personalmente.

Chi di noi, una volta nella vita, non ha sospirato all’idea di poter suonare Al chiaro di luna o Per Elisa?

Ma la realtà cui va incontro chi inizi a suonare il pianoforte è spesso ben lontana dal consentire, da subito, l’eecuzione di brani celebri. Questi, in effetti, soprattutto quando si tratti di opere classiche o romantiche, sono generalmente piuttosto difficili. Ed è piuttosto difficile riscire a studiarli per suonarli correttamente da subito.

Di solito, un buon insegnante di musica consiglierà di attendere, di allenarsi su altro. Se l’allievo che impara a suonare il pianoforte è molto dotato, poi, linsegnante potrebbe decidere di fargli leggere – a mo’ di premio – qualche battuta del pezzo amato. E in effetti, ripetendola più e più volte, sebbene il livello generale non sia ancora giunto a quel dato livello di complessità, lo studente ben “assistito” dall’insegnante volenteroso potrà soddisfare il proprio desiderio. Riuscirà ad imparare a suonare al pianoforte qualche parte, quelche rigo del pezzo celebre che adora. Il resto della partitura verrà rimesso a più tardi, ad una fase di maggior maturazione ed autonomia dello studente. Oppure, con molto zelo egli tenterà, fra un esercizio e l’altro, di proseguire con la scuoperta di qualche altra misura. Una volta trovato il metodo…!

Per aiutare i propri alunni in questa impresa “antipataria”, alcuni insegnanti possono personalmente operare delle semplificazioni – abbattendo qualche accordo troppo ampio rispetto alla dimensione della mano, per esempio o semplificando qua e là le “prestazioni” richieste – oppure reperire e far acquistare degli spartiti semplificati.

Noi siamo piuttosto del partito del…”tenta se riesci”, ma con lo spartito originale! Tuttavia, capendo l’impazienza che prende spesso i giovani pianisti in erba, ma anche gli adulti che scelgono di imparare a suonare il pianoforte, vi diamo qualche indicazione relativa ai pezzi semplificati per pianoforte.

Brevemente, qui di seguito, trattiamo dell’accessibilità degli spariti.

Potrebbe essere utile e necessario rendere più accessibile una partitura.

In caso di pezzi complicati, a volte è necessario rivedere le partiture! Per suonare pezzi complicati al pianoforte, a volte è necessario rimodellare le partiture!

Alcuni pezzi sono in effetti indecifrabili e illeggibili, soprattutto in quanto contengono accordi sostitutivi, dei quali si può fare a meno, almeno per quanto riguarda la fase di assimilazione dei pezzi di pianoforte.

Semplificare il brano, vale a dire trovare un arrangiamento per pianoforte più semplice, può essere necessario se la persona ha iniziato a suonare lo strumento da poco: per adattarsi al livello del pianista, si lucida il pezzo.

È anche consigliabile conoscere perfettamente il pezzo e ascoltarlo più volte per poterlo semplificare.

Durante l’ascolto attivo, riconosci le note degli accordi della canzone e suonale al pianoforte.

Questo esercizio fa progredire rapidamente, specialmente quando inizi e stai imparando a suonare il pianoforte.

Identifica gli accordi del brano e poi padroneggia la sequenza al tempo corretto.

Quando proviamo a decifrare una canzone, per prima cosa cerchiamo gli accordi.

Vale a dire, cerchiamo la prima nota di ogni accordo, chiamata “fondamentale”.

Questa costituisce un punto di riferimento fondamentale per la distinzione degli accordi.

Quindi, il pianista cercherà la terza e la quinta, se occorre eseguire un accordo minore o maggiore, se c’è una settima o nona nota…

Semplificare un pezzo di pianoforte implica quindi conoscere la teoria musicale e la cornice di un accordo.

Se hai lavorato con destrezza, tuttavia, dovresti essere in grado di mettere insieme accordi e arpeggi.

Come comporre un pezzo al pianoforte?

Ecco alcuni suggerimenti per diventare un compositore di pianoforte:

Conoscere la teoria musicale e avere una mente creativa.

L'ispirazione è fondamentale per comporre al pianoforte! Per diventare un compositore al pianoforte, occorre essere ispirati e avere a che fare con i propri stati d’animo fluttuanti!

Avere solidi rudimenti tecnici al pianoforte: non si compone quando si è principianti.

È necessario sapere come concatenare tutti gli accordi, padroneggiare le inversioni, le interruzioni di ritmo, le sfumature.

Inoltre, la composizione richiede una buona cultura musicale per conoscere gli stili del pianoforte.

Essere abituato a leggere le partiture per pianoforte: leggere le note dovrebbe essere come leggere un libro. Imparare il solfeggio significa integrare un linguaggio parlato dal compositore musicista.

La composizione al pianoforte stimola l’immaginazione e la creatività. È un esercizio difficile ma gratificante che ti dà fiducia.

Utilizzare il metronomo per entrare nelle pulsazioni. È inquietante perché sentiamo le pulsazioni soltanto quando ci siamo spostati dal tempo…

Avere un’idea della natura ritmica della canzone che desideri creare: vuoi fare un valzer o una canzone binaria?

Darsi accordi guida consente di “ricamare” tra i diversi punti salienti della misura, ma di preservare l’anima della musica composta.

Scegliere la modalità giusta. Accordi minori o arpeggi daranno al tuo pianoforte una dinamica malinconica.

Al contrario, gli accordi in maggiore renderanno la tua composizione una canzone piuttosto gioiosa e allegra. Sta a te vedere anche secondo le parole scritte e il loro messaggio.

Scegliere degli accordi che funzionino bene insieme: se la persona che suona il pianoforte passa dagli accordi minori a un accordo maggiore, è probabile che la musica appaia dissonante.

Questo lavoro fatto in precedenza è necessario per stabilire il modo di suonare: con accordi placcati o arpeggi.

Inarrivabile per tutti, o almeno per moltissimi. Chopin: dovresti ispirarti a lui!

Negli accordi placcati, le ritmiche dei pezzi per pianoforte appariranno convulse, asciutte, suonando gli arpeggi con la mano sinistra, gli accordi si apriranno e le canzoni avranno un tocco più armonioso.

Ultimo trucco per diventare un compositore affermato: è molto importante registrare le improvvisazioni. Lasciare una traccia delle proprie creazioni.

Con l’aiuto di un microfono e di un software musicale, effettua diverse registrazioni e lasciati trasportare dalle tue “sensazioni”.

Questo è il modo migliore per registrare buone improvvisazioni al pianoforte.

Il trucco è scrivere le partiture delle proprie creazioni.

In conclusione, diventare un pianista e suonare bene il pianoforte è una lunga strada da percorrere. Ma, considerando la bellezza di questo strumento, il gioco vale la candela.

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