Nascono pensieri precisi, nuovi, stilizzati, efficienti. Maturità.
Cesare Pavese
Da sempre, l’esame di maturità è una delle prove più temute del percorso scolastico. Non è solo un test di conoscenze, ma un vero rito di passaggio, che segna la fine delle superiori e l’inizio di una nuova fase tra università, lavoro o entrambe le cose.
È normale arrivare a questo momento con dubbi o ansia — soprattutto se ti stai chiedendo se sarai pronto — ma con il giusto approccio puoi affrontarlo con maggiore sicurezza. Prepararsi in modo graduale e consapevole è il modo migliore per vivere l’Esame di Stato senza farsi sopraffare.
Le date dell’esame di maturità 2026 sono già state fissate a livello nazionale, quindi organizzare per tempo lo studio può fare davvero la differenza.
In questa guida trovi una panoramica chiara e aggiornata per capire come funziona l’esame e come iniziare a prepararti senza stress.
Esame di maturità come funziona
L’esame di maturità è spesso percepito come qualcosa che cambia radicalmente ogni anno, ma in realtà la sua struttura rimane piuttosto stabile nel tempo. Anche per il 2026 non si prevedono rivoluzioni, quanto piuttosto piccoli aggiornamenti e indicazioni che possono influenzare il modo in cui affrontare le prove. Per questo è importante capire cosa cambia davvero, evitando di confondersi con informazioni imprecise o non aggiornate.
Le novità più importanti dell'esame di maturità 2026
L’esame di maturità 2026 introduce cambiamenti concreti legati alla riforma Valditara1, che incidono soprattutto sul modo in cui viene valutato il percorso dello studente e sullo svolgimento del colloquio orale. La struttura generale resta riconoscibile, ma alcune regole diventano più stringenti e orientate alla verifica delle competenze reali.
Una delle novità più rilevanti riguarda proprio il colloquio orale, che sarà costruito attorno a un numero definito di discipline indicate dal Ministero. Questo implica una preparazione più mirata, ma anche la necessità di saper costruire collegamenti solidi e coerenti tra gli argomenti.
Allo stesso tempo, assume maggiore importanza il Curriculum dello studente, che contribuisce a valorizzare il percorso svolto negli anni e le esperienze formative acquisite. Non si tratta quindi solo di “ripetere” contenuti, ma di dimostrare consapevolezza e capacità di rielaborazione.
Con le nuove regole, non è più possibile affrontare il colloquio senza partecipare attivamente. La cosiddetta “scena muta” non consente di superare la prova: è necessario dimostrare un livello minimo di preparazione e capacità espositiva per ottenere una valutazione positiva.
Un altro elemento da non sottovalutare riguarda i requisiti di ammissione, che diventano più vincolanti. In particolare, il voto di comportamento incide direttamente sulla possibilità di sostenere l’esame e può influenzare anche la prova orale in caso di valutazioni basse.
Nel complesso, la riforma sposta l’attenzione su ciò che lo studente sa fare con le conoscenze acquisite. Questo significa che prepararsi non vuol dire solo studiare, ma anche imparare a organizzare, collegare ed esporre in modo efficace.
Le principali novità da tenere a mente sono:
- un colloquio orale più strutturato, basato su 4 materie prestabilite
- una maggiore valorizzazione del percorso personale attraverso il curriculum dello studente
- requisiti di ammissione più stringenti, soprattutto per il comportamento
- la centralità delle competenze trasversali (argomentazione, chiarezza, collegamenti)
- l'impossibilità di sostenere l’orale senza una partecipazione attiva e consapevole
Questi cambiamenti non stravolgono l’esame, ma richiedono un approccio più maturo e strategico nella preparazione. Se senti l'angoscia per l'avvicinarsi degli esami e continua a risuonarti nella mente la frase: "ho paura di non essere ammesso alla maturità", fai un bel respiro e non preoccuparti: scegli un tutor per ripetizioni e ricorda che la paura degli esami di maturità è un sentimento diffuso tra tutti gli studenti, e che ogni candidato reagisce in maniera diversa all'ansia dovuta alla fine del secondo ciclo di istruzione.

In sintesi, più che sulle nozioni isolate, l’attenzione si concentra sulle competenze trasversali:
- chiarezza espositiva
- capacità di argomentare
- uso corretto della lingua
- collegamenti tra discipline
Questi aspetti incidono sia nelle prove scritte sia, soprattutto, nel colloquio orale, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale.
Maturità 2026: la struttura di base dell’esame
Al di là delle possibili novità, la struttura dell’esame di maturità resta ben definita e uguale per tutti gli Nonostante queste novità, la base dell’esame resta la stessa e continua a essere organizzata attorno a due scritti e un orale. La prima prova rimane quella di italiano, comune a tutti gli indirizzi; la seconda prova continua a dipendere dalla disciplina caratterizzante del percorso di studi; il colloquio conclude l’esame verificando non solo ciò che lo studente sa, ma anche come sa usare e presentare ciò che ha imparato.
Le prove previste sono:
- prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi (Giovedì 18 giugno 2026, ore 8:30)
- seconda prova scritta, diversa in base all’indirizzo (Venerdì 19 giugno 2026, ore 8:30)
- colloquio orale, dal 2026 centrato su quattro discipline indicate dal Ministero (a partire dal 23 giugno)
Proprio per questo, nella preparazione conviene distinguere bene tra i tre blocchi dell’esame. La prima prova richiede scrittura e capacità di analisi; la seconda va affrontata in base alla materia d’indirizzo; l’orale, con la riforma, chiede una preparazione ancora più ordinata e selettiva, perché bisogna arrivare pronti sulle discipline indicate e saperle collegare in modo convincente. Se vuoi saperne di più
Come è fatto l’esame di maturità 2026
Per orientarsi davvero nell’esame di maturità 2026 è utile avere una visione chiara del suo impianto, tenendo conto anche delle novità introdotte dalla riforma. La struttura generale della maturità 2026 resta quella tradizionale, ma cambia il modo in cui alcune prove — in particolare il colloquio orale — vengono costruite e valutate.

L’obiettivo non è entrare nei dettagli tecnici, ma capire che tipo di competenze vengono richieste in ciascuna fase dell’esame, così da impostare una preparazione più efficace e coerente.
Prima prova: cosa valuta e quali tipologie aspettarsi
La prima prova scritta è quella di italiano ed è comune a tutti gli indirizzi. Si tratta di una prova che non valuta solo le conoscenze letterarie, ma soprattutto la capacità di comprendere una consegna, sviluppare un ragionamento e costruire un testo chiaro e coerente.
In questa prova vengono valutati diversi aspetti fondamentali:
- capacità di comprensione e analisi del testo
- abilità di argomentazione
- organizzazione logica delle idee
- correttezza grammaticale e uso del lessico
Le tipologie di tracce restano diverse (analisi, argomentazione, attualità), ma ciò che conta davvero è la capacità di adattarsi alla richiesta e costruire un elaborato ben strutturato. Come ogni anno, sono già iniziate le speculazione sulle possibili tracce2. E tu, cosa ti aspetti?
Seconda prova: perché cambia in base all’indirizzo
La seconda prova scritta è specifica per ciascun indirizzo di studio e riguarda una disciplina caratterizzante. Questo significa che la preparazione deve essere necessariamente mirata, perché le competenze richieste possono variare molto da uno studente all’altro.
La prova è pensata per verificare non solo le conoscenze teoriche, ma anche la capacità di applicarle in modo pratico e coerente. Per questo motivo è importante conoscere in anticipo la materia oggetto della prova e le modalità con cui viene solitamente proposta.
Per un approfondimento completo sulle materie e sul funzionamento della seconda prova, è utile consultare l’articolo dedicato su come si svolge l’esame di maturità.
Colloquio orale: cosa cambia con la riforma
Il colloquio orale è la parte che più risente delle novità introdotte per il 2026. Non è più un’esposizione generica su tutto il programma, ma una prova costruita attorno a discipline specifiche indicate dal Ministero, sulle quali lo studente deve dimostrare padronanza e capacità di collegamento.
Durante l’orale viene valutata la capacità di costruire un discorso coerente, di collegare contenuti diversi e di esporli in modo chiaro. In questo contesto, assume maggiore importanza anche il percorso personale dello studente, che può essere valorizzato attraverso esempi, esperienze e collegamenti significativi.
Per prepararsi in modo efficace, può essere utile lavorare su:
- mappe concettuali e schemi
- collegamenti tra le discipline previste
- esempi concreti da utilizzare durante l’esposizione
Per strategie più dettagliate su come prepararsi all’orale e organizzare lo studio, puoi fare riferimento all’articolo dedicato su come studiare per la maturità.
Con le nuove regole, il colloquio diventa quindi una prova più mirata ma anche più esigente, che richiede non solo conoscenze, ma capacità di rielaborazione e consapevolezza del proprio percorso. La riforma ha però anche esteso il valore della condotta e del rispetto delle regole, elemento che ha scatenato non poche polemiche poiché ritenuto punitivo da molti pedagogisti3.
Quale prova ti preoccupa di più?
Tracce esame di maturità 2025: come usarle per allenarti nel 2026
Allenarsi sulle tracce esame di maturità 2025 è uno dei modi più efficaci per prepararsi alle prove scritte e orali del 2026. Questo perché il formato dell’esame cambia poco nel tempo: anche quando vengono aggiornate le consegne, la logica resta simile e permette di esercitarsi in modo realistico.
Utilizzare tracce recenti ti consente di entrare in contatto con il tipo di richieste che potresti trovare, evitando di studiare in modo troppo teorico o distante dalla prova reale.
Perché allenarsi sulle tracce dell’anno prima funziona
Le tracce dell’anno precedente rappresentano un punto di riferimento concreto perché riflettono il livello di difficoltà, il linguaggio delle consegne e le competenze richieste dal Ministero. Non si tratta solo di conoscere gli argomenti, ma di capire come viene formulata la richiesta e come rispondere in modo efficace.
Allenarsi con queste tracce permette di sviluppare maggiore sicurezza e di ridurre l’ansia, perché ti abitua al contesto reale dell’esame. Inoltre, aiuta a individuare con più chiarezza i propri punti di forza e le aree da migliorare.

Durante l’esercizio, è utile prestare attenzione a:
- lo stile e il registro linguistico
- la consegna e i vincoli richiesti
- il tipo di testo da produrre
- il livello di approfondimento necessario
Questi elementi fanno spesso la differenza tra un elaborato sufficiente e uno ben valutato. Se dovessi sentirti impreparato/a, non aspettare a correre ai ripari e ricorda che esistono molte risorse online, come ad esempio la guida Zanichelli all'esame di Stato 2026x, che possono aiutarti a prepararti adeguatamente alla prova.
Prepararsi alla maturità 2026: metodo pratico in 4 step
Per rendere davvero efficace l’allenamento, è importante seguire un metodo strutturato e ripetibile nel tempo. Non basta scrivere un tema ogni tanto: serve un approccio che permetta di monitorare i progressi e correggere gli errori, con l'aiuto di ripetizioni se necessario.
Un metodo semplice e funzionale può essere organizzato in quattro passaggi:
scegli una traccia adatta ai tuoi punti di forza, senza evitare del tutto le difficoltà
revisiona il testo in modo critico, verificando coerenza, chiarezza e correttezza linguistica
simula le condizioni reali, rispettando il tempo e preparando una scaletta prima di iniziare
ripeti la stessa traccia dopo alcuni giorni per valutare i miglioramenti
Lavorare in questo modo ti permette di trasformare ogni esercitazione in un vero momento di apprendimento, rendendo la preparazione più efficace e meno dispersiva.
Per la fase di revisione, può essere utile utilizzare una checklist:
- sono presenti errori grammaticali o di sintassi?
- il testo rispetta la consegna?
- le idee sono organizzate in modo logico?
- ci sono esempi concreti a supporto?
- il linguaggio è chiaro e appropriato?

Cosa portare e cosa fare nelle settimane prima dell’esame
Arrivare preparati all’esame di maturità non significa solo studiare, ma anche gestire in modo efficace gli aspetti pratici e organizzativi. Spesso sono proprio i dettagli a fare la differenza tra una prova affrontata con tranquillità e una vissuta con stress inutile.
Nelle settimane precedenti è quindi importante curare sia la preparazione mentale sia quella logistica, evitando di sottovalutare elementi che possono incidere sulla performance.
Documenti e materiali: il minimo indispensabile
Prima di presentarti all’esame, è fondamentale verificare con attenzione cosa portare e cosa è consentito. Le indicazioni possono variare leggermente da scuola a scuola, ma esistono alcuni elementi di base che è sempre bene avere con sé.
In generale, è consigliabile preparare tutto con anticipo per evitare imprevisti il giorno della prova. Tra i materiali più importanti rientrano:
- documento di identità valido
- penne funzionanti (meglio averne più di una)
- dizionario di italiano per la prima prova
- eventuali strumenti consentiti per la seconda prova (da verificare con la scuola)
- acqua e piccoli snack
Arrivare con il necessario già pronto permette di concentrarsi esclusivamente sulla prova, senza distrazioni o preoccupazioni dell’ultimo momento.
Errori comuni che abbassano il voto (anche se sei preparato)
Anche uno studente preparato può compromettere il risultato a causa di errori evitabili. Spesso si tratta di aspetti legati alla gestione della prova più che alle conoscenze, ma che incidono comunque sulla valutazione finale.
Uno degli errori più frequenti riguarda la gestione del tempo: iniziare a scrivere senza una scaletta o dedicare troppo spazio a una sola parte del compito può portare a testi incompleti o poco equilibrati. Allo stesso modo, non rileggere il proprio elaborato aumenta il rischio di lasciare errori che potevano essere facilmente corretti.

Durante le prove scritte, è importante anche evitare di uscire fuori tema o di non rispettare la consegna, mentre nel colloquio orale è utile prestare attenzione alla qualità dell’esposizione. Risposte troppo brevi possono risultare superficiali, mentre discorsi troppo lunghi e poco organizzati rischiano di perdere efficacia.
Essere consapevoli di questi errori permette di evitarli e di valorizzare al meglio la propria preparazione.
Dove trovare informazioni ufficiali e aggiornate
Quando si parla di esame di maturità, uno degli errori più comuni è affidarsi a informazioni non verificate o a voci che circolano online senza conferme ufficiali. Per evitare confusione, è fondamentale sapere dove cercare le informazioni corrette e quando controllarle.
Le regole dell’esame, le eventuali novità e le indicazioni operative vengono infatti comunicate attraverso canali precisi. Fare riferimento a queste fonti ti permette di avere un quadro chiaro e aggiornato, senza
rischiare di prepararti su basi sbagliate.
Fonti da controllare e quando farlo
Le informazioni più affidabili sull’esame di maturità provengono da:
- il sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito
- le comunicazioni della tua scuola (circolari, registro elettronico, avvisi)
- eventuali documenti ufficiali pubblicati nel corso dell’anno
È importante non limitarsi a controllare una sola volta, ma monitorare queste fonti nei momenti chiave dell’anno scolastico. In particolare, conviene prestare attenzione ai periodi in cui vengono pubblicate:
- le materie della seconda prova
- il calendario ufficiale
- eventuali indicazioni sullo svolgimento dell’esame
Avere chiari questi punti di riferimento ti permette di restare aggiornato in modo semplice e di concentrarti su ciò che conta davvero: arrivare preparato all’esame senza inutili incertezze. Ricorda che le ripetizioni online o in presenza possono aiutatati ad arrivare preparato all'esame!
Fonti
- Ministero dell’Istruzione e del Merito. Esami di primo e secondo ciclo 2025-2026, https://www.istruzione.it/esami-di-primo-e-secondo-ciclo-2025-2026/Esami%20di%20primo%20e%20secondo%20ciclo%202025-2026.html
- Il Messaggero. “Maturità 2026, prima prova: cosa aspettarsi dal tema", https://www.ilmessaggero.it/scuola/maturita_2026_prima_prova_studenti_tema-9486913.html.
- Avvenire. “Mancano due mesi alla maturità ma il nuovo orale sta già facendo discutere”,
https://www.avvenire.it/attualita/mancano-due-mesi-alla-maturita-ma-il-nuovo-orale-sta-gia-facendo-discutere_107141
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