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Le domande più frequenti:

🗣️ Imparare il portoghese è complicato per un madrelingua italiano?

Per un italiano, il portoghese è una lingua piuttosto accessibile grazie alle comuni radici latine.

  • Il vocabolario: gran parte dei termini ricorda l'italiano e facilita i primi passi.
  • Le regole grammaticali: assomigliano a quelle italiane, con alcune differenze da memorizzare.
  • La pronuncia: è lo scoglio principale, con suoni nasali assenti in italiano.
  • L'ascolto: ha bisogno di esercizio per cogliere il parlato veloce dei madrelingua.

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💰 Qual è il prezzo di una lezione di portoghese a Catania?

Il prezzo medio di una lezione di portoghese a Catania è circa 23€/ora.

Diversi fattori influenzano questo prezzo:

  • Il tuo livello attuale e i tuoi obiettivi
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💬 Dopo quanto si riesce a parlare portoghese?

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⭐ Che voto danno gli studenti ai professori di portoghese a Catania?

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Apprezzare il portoghese a Catania

Se abiti nella città dell’elefante, passeggiando per le vie del centro, tra via Etnea e il Duomo, avrai spesso visto le sedi della facoltà di lingue e Letterature Straniere. L’inglese, il francese ed il tedesco certamente sono lingue che si possono scoprire fin dalla scuola dell’obbligo. Ma sai che oggi puoi anche studiare portoghese a Catania?

E non si tratta di una semplice infarinatura, poiché il Dipartimento propone diversi insegnamenti specifici:

  • Lingua e traduzione portoghese I e II,
  • Linguaggi settoriali e traduzione portoghese,
  • Lingua portoghese I e II
  • Letteratura portoghese e brasiliana.

Naturalmente, a volte si procede con una tale velocità nell’apprendimento di una lingua amata, che si ha fretta e voglia di proseguire oltre i programmi di studio previsti per sostenere gli esami. Ed è proprio ciò che accade a chi si innamori di un genere letterario, di un’epoca, di un autore portoghese…

Prendiamo, ad esempio, il teatro portoghese.

La nascita del teatro portoghese

Gil Vicente, vissuto presumibilmente tra il 1465 ed il 1536, è stato un grande poeta e drammaturgo portoghese, nato a Lisbona (o a Guimaraes) ed accolto a corte nella prima metà del XVI secolo.

Nella notte tra il 7 e l’8 giugno del 1502, venne alla luce il futuro Re Giovanni III, cui Vicente dedicò il suo primo lavoro di corte: il Monologo do Vaqueiro.

La sua carriera a corte fu lunghissima, proprio grazie a questo primo successo, che gli valse la protezione della Regina Madre Eleonora. E così, per ben trent’anni, Vicente compose testi liturgici, drammaturgici, componimenti sulla vita di corte e preparò spettacoli di corte in occasione di matrimoni, incoronazioni, feste religiose di ogni genere e sorta.

Quasi tutte queste opere vennero riunite, grazie al lavoro attento del figlio Luis, in Copilaçam de todas las obras de Gil Vicente, pubblicata nella città di Lisbona nel 1562.

Il peso linguistico di Vicente

Tutto il Portogallo attribuisce a Vicente il merito di aver fondato un teatro della nazione.

Eppure, egli scrisse solo la metà dei suoi lavori in portoghese. Per il resto, adoperò lingue diverse: in prevalenza il castigliano e, per il resto, un vero e proprio plurilinguismo fatto di

  • latino
  • italiano
  • piccardo
  • giudeo-portoghese
  • francese

Si capta al volo, dunque, il peso linguistico di questo autore del Cinquecento, agli occhi di studiosi attuali di lingue moderne, di lettere, di portoghese a Catania come di lingua spagnola a Napoli.

Chi studia lingue presso un dipartimento di lingue e letterature moderne non può non volere tuffarsi nell’analisi dei termini adoperati da Vicente. E ciò, a prescindere dalla specializzazione linguistica perseguita.

Chi ama tradurre da una lingua all’altra, a prescindere dalle due lingue in questione, non può non restare stregato da cotanto esempio di plurilinguismo e leggiadria verbale. Da suscitare vera e propria invidia, oggi.

 I generi vicentini

L’ampia opera di Vicente può essere suddivisa in tre grandi aree:

  • opere di devozione
  • commedie
  • farse
  • poesia (regolarmente poi inserita nelle opere teatrali).

La devozione

Tra le opere di devozione, componimenti drammatici dal carattere sacro che venivano rappresentati nella cappella del palazzo reale, si distinguono le prime, ancora legate agli schemi rigidi del teatro medievale e consistenti soprattutto in monologhi o dialoghi pastorali e le successive: brillanti, originali, estese, innovative nella macchina scenica di insieme (a dispetto di una Chiesa ancora assai restia ad ogni genere di progresso espressivo). Sono esempio di queste produzioni devote del secondo periodo:

L'Auto da Sibila Cassandra, l'Auto dos Quatros Tempos, l'Auto da Mofina Mendes ed anche la Trilogía das Barcas, in cui davvero l’allegoria, la costruzione teatrale e la messa in scena sono il quid che segna l’inesorabile svolta qualitativa, anche secondo le cronache dell’epoca.

L’opera ha ancora carattere “moralizzante”, ma ormai è attiva l’influenza di Erasmo da Rotterdam su Vicente. Un impatto a livello dei temi, della forma…

Un po’ come la Divina Commedia – da cui peraltro sono ripresi e rielaborati alcuni temi (la Barca di Caronte, ad esempio), la Trilogía das Barcas svela i tratti dell’immaginario collettivo portoghese con toni moderni, satirici, già implicitamente critici verso la monarchia locale e in grado di fornirci, ad oggi, un reale spaccato della società portoghese cinquecentesca, nonché della vita di corte in Europa all’epoca.

La commedia

Le commedie furono spesso scritte in Castigliano da Vicente, per presentare ed approfondire temi come l’amore, la fatica per averlo, la gelosia ed il pentimento. Si considerino opere come Amadìs de Gaula, elegante romanzo cavalleresco e Don Duardos, un componimento poetico e teatrale.

Altri lavori di successo rappresentati alla corte portoghese sono la Comédia sobre a divisa de cidade de Coimbra, Exortação da guerra, Fràgoa de amor: tutti lavori ricchi di allegorie riferite ai fatti di cronaca dell’epoca.

La commedia mitologica Floresta des enganhos, successiva al 1533, è probabilmente l’ultima opera di Vicente.

Le farse

Tra le farse, che fecero emergere le abilità satiriche e di fine osservatore degli usi e costumi del tempo, ricordiamo in particolare la Farsa de Inês Pereira, basata sui contrasti tra lo spirito artistico e nobile della protagonista femminile e ed i tratti grezzi e male educati di suo marito.

Vicente ricorre ad intrecci semplici, ma caricati di ironia, per presentare figure comuni, popolari, ma interessanti: il medico ignorante, il nobile decaduto, il povero brillante e valoroso…

È del 1512 la nota commedia incentrata sul tema della vecchiaia, che porta il titolo di O Velho da Orta.

La poesia

Per quanto nei corsi di letteratura, storia della letteratura e cultura portoghese a Catania o Milano si tenda spesso a concentrare tutta l’attenzione sul solo teatro vicentino, anche la poesia costituisce un ramo forte della produzione dell’autore cinquecentesco.

La società dell’epoca è descritta anche in poesia, soprattutto se si tratta di presentare i temi dell’amor profano, della fede religiosa e della natura.

Si legga, ad esempio, Floresta de Enganos.

Come procedere, dunque, per ben apprezzare la produzione vicentina?

Oltre alle opere in lingua originale e con testo a fronte, se necessario, ti consigliamo di fare riferimento ai numerosi audio libri ed alle letture dedicate di portoghesi madrelingua. Ti sembrerà di ripiombare nel Cinquecento di corte e vedere muoversi davanti a te le figure tipiche dell’epoca: poeta di corte, reale, damigella di corte…Quanta eleganza, teatralità, sottigliezza, ipocrisia, astuzia e modi desueti! Un fascino tutto da riassaporare, insieme alle note poetiche e satiriche del fedelissimo descrittore Gil Vicente.

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