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I migliori insegnanti privati di portoghese a Firenze

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Voto medio 5 ⭐ su 6+ recensioni. I nostri studenti amano le lezioni di portoghese!

17 €/ora

Ottima notizia: il 93% dei nostri prof di portoghese offre la prima lezione! E una lezione di portoghese costa in media 17€/h.

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Le domande più frequenti:

🗣️ Quanto è difficile il portoghese per un italiano?

Imparare il portoghese partendo dall'italiano è spesso più semplice del previsto.

  • Il lessico: moltissime parole somigliano all'italiano e rendono immediata la comprensione di base.
  • Le regole grammaticali: assomigliano a quelle italiane, con alcune differenze da memorizzare.
  • La pronuncia: è lo scoglio principale, con suoni nasali assenti in italiano.
  • L'ascolto: ha bisogno di esercizio per cogliere il parlato veloce dei madrelingua.

Con un insegnante privato superi rapidamente gli ostacoli della pronuncia e progredisci con sicurezza.

💰 Quanto costa una lezione privata di portoghese a Firenze?

Le lezioni di portoghese a Firenze costano generalmente 17€/ora.

Questa tariffa varia in base a diversi criteri:

  • Il tuo livello attuale e i tuoi obiettivi
  • L'esperienza e le qualifiche del professore
  • La formula scelta (occasionale o regolare)
  • Il formato della lezione (online, a domicilio, dal professore)

Molti insegnanti offrono una prima lezione gratuita per testare il loro metodo.

💬 Quanto tempo ci vuole per imparare il portoghese?

La durata dello studio del portoghese varia in base alla costanza e al punto di partenza.

  • Livello base (A1-A2): con studio regolare bastano pochi mesi per cavarsela nelle situazioni quotidiane.
  • La conversazione fluida: di solito richiede da uno a due anni di pratica.
  • Livello avanzato (C1-C2): la padronanza completa richiede diversi anni di pratica costante.
  • La costanza: praticare con regolarità riduce sensibilmente i tempi.

Con un insegnante privato definisci un percorso su misura e raggiungi i tuoi obiettivi più in fretta.

⭐ Come valutano gli studenti i loro insegnanti di portoghese a Firenze?

Con 5/5, gli insegnanti di portoghese a Firenze mostrano ottimi risultati.

Questo voto si basa su 6 recensioni verificate.

Ogni profilo mostra i feedback degli ex studenti.

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Le informazioni essenziali per il tuo lezione di portoghese

✅ Tariffa media:17€/ora
✅ Tempo di risposta:7h
✅ Insegnanti disponibili:14
✅ Formato del corso:In presenza o via Webcam

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Studiare e appassionarsi al portoghese a Firenze

Lo studio del Portoghese all’università

L’Università degli Studi di Firenze offre la possibilità di scoprire e approfondire la conoscenza della lingua e della cultura portoghesi, grazie ai diversi insegnamenti proposti dai Dipartimenti e dal Centro di apprendimento linguistico di ateneo.

La formazione proposta da quest’ultimo, in particolare, ha luogo in aula e nei laboratori. Il ciclo intensivo comporta due lezioni alla settimana, della durata di tre ore ciascuna, per cinque settimane o, in periodo estivo e preautunnale, 10 ore settimanali di portoghese distribuite su 3-4 giorni per 3 settimane in tutto.

Il ciclo estensivo prevede invece una lezione settimanale di 3 ore per 10 settimane oppure due lezioni alla settimana di 1 ora e mezzo per 10 settimane in totale.

I partecipanti ammessi ai corsi variano tra i 16 e i 18 individui (ma ne occorrono almeno otto, affinché un corso venga attivato) e, nell’insieme, l’insegnamento consta di trenta ore in aule attrezzate con apparecchiature multimediali, dal lunedì al venerdì, in orari compresi tra le 8.00 e le 19.00.

L’altra parte della formazione linguistica, invece, ha luogo tramite laboratori e prevede la partecipazione a seminari ed esercitazioni, incontri a tema, incontri di conversazione. Per capire meglio come orientarsi per la scelta del corso di lingue da seguire e per il posizionamento di livello, la cosa migliore da fare è, innanzitutto, consultare online il calendario degli orientamenti, prendendo contatto direttamente col centro, anche tramite il sito dell’università.

Grazie alle opportunità di ateneo, il portoghese a Firenze può essere appreso da qualunque studente universitario, a prescindere dalla facoltà specifica di immatricolazione. A ciò, naturalmente, si aggiungeranno studi e corsi specifici di chi già frequenti una facoltà di lingue e letterature straniere e le iniziative spassionate dei semplici appassionati, che magari masticano il portoghese avendo seguito delle lezioni private.

Lobo Antunes o José Saramago?

Quale miglior modo per scoprire una lingua, la letteratura, le immagini tipiche di un popolo o di un Paese, se non quello di “immischiarsi” nella rivalità tra autori?

Lobo Antunes è probabilmente meno noto, al pubblico, rispetto a Saramago. Si tratta, indubbiamente, di due colossi della letteratura portoghese del nostro tempo, sebbene quest’ultimo abbia ottenuto un riconoscimento negato ad Antunes. Eppure molti suoi titoli sono certamente passati tra le mani dei lettori comuni, non necessariamente esperti linguisti o conoscitori di tutte le letterature più rappresentative.

Dal fare apparentemente più amabile rispetto a José Saramago, Lobo Antunes, medico psichiatra, che fu ugualmente candidato al Nobel per la letteratura, ha scritto:

  • Memoria de Elefante
  • Os Cus de Judas
  • Conhecimento do Inferno
  • Auto dos Donados
  • As naus
  • A Morte de Carlos Gardel
  • Esplendor de Portugal

La prosa è decisamente più “baroccheggiante”, rispetto a quella di Saramago. Teniamo presenti le influenze di Celine e di Faulkner, su di lui. Che si debba ad esse lo stile, per così dire, “arzigogolato”? Una scrittura che ti intrappola e, trattenendoti, consente di conoscere davvero ricchezza, complessità intricata del Portogallo, della quotidianità in strada, a casa, nelle istituzioni: realtà contraddittoria, fatta di opposti, tragicomica in sintesi.

Se la prosa ha una logica narrativa sotterranea, quest’ultima si intravede proprio nella ricorrenza di eventi e temi in diverse opere. Spesso ci si confonde: il lettore dimentica quale testo stia leggendo esattamente, talmente i temi sono ricorsivi … Ed è proprio questa la prova della genuinità della narrazione: ti tiene legato alle pagine, fa dimenticare la situazione attuale e può anche far scoppiare a ridere mentre si legge da soli in poltrona, sul bus...

Antunes ha vissuto tre anni in Angola, verso la fine della Guerra coloniale portoghese (dal 1970 al 1973). Ed ecco una delle fonti di ispirazione ricorrenti della sua letteratura. Rientrato, ha lavorato all’ospedale psichiatrico di Lisbona (da cui le trame psicologiche, tratte da storie private) ed è stato militante dell'APU (Aliança Povo Unido: una coalizione capeggiata dal Partito Comunista) nel 1980. Svestendo i panni del medico ha, poi, dedicato tutto il tempo alla sola carriera di scrittore.

Se dovessimo citare uno solo degli aspetti-chiave della scrittura di Antunes, sarebbe certamente l’uso del passaggio repentino dalla prima alla terza persona, in una folle cavalcata, dalla difficile percezione cronologica, che esalta le psicologie parallele, di cui sta al lettore reperire faticosamente la coerenza intima.

A última porta antes da noite, del 2018, è l’opera più recente di Antunes, che tuttavia, oltre ai romanzi, ha pubblicato, da sempre, diverse cronache.

“Antipatia” di Saramago?

Saramago è ben più noto al grande pubblico. Ed è conseguentemente oggetto di più numerosi aneddoti ed appellativi. È poi vero che si tratta di una figura non sempre simpatica ai lettori portoghesi? Snob? Male amato dai compatrioti o fastidioso giornalista che ogni regime avvertirebbe come zanzara?

Tutto è possibile. Fatto sta che l’ammirazione per l’opera di Saramago nel mondo intero è oggi un dato certo. Nemo profeta in patria?

Certamente, il CV di questo scrittore portoghese mette soggezione: traduttore, drammaturgo, giornalista, critico letterario…e Nobel per la letteratura nel 1998!

Le sue posizioni antireligiose, probabilmente, sono la vera origine di certa “antipatia” provata nei suoi confronti in patria. Ed ecco perché è alle Canarie che lo scrittore decide di trasferirsi ad un certo punto.

Anche la Chiesa Cattolica non coglie di buon occhio alcune sue opere…

Gli scritti di Saramago iniziano spesso con un accadimento che ha dell’impossibile, da cui si sviluppa poi la storia complessa, che mostra le mille complessità della condotta umana. Non vi sono eroi, ma uomini comuni che, con le sole forze proprie, devono giungere al fine delle vicende.

L’ironia serve per presentare comportamenti umani, a volte anche discutibili. I difetti dei personaggi sono oggetto di compassione da parte dell’autore.

Saramago non è sempre facile da leggere. Un lettore può anche infastidirsi, nel dover scorrere periodi lunghissimi, in cui la punteggiatura non è convenzionale. I discorsi diretti, ad esempio, non sempre sono delimitati da convenzionali virgolette!

L’allegoria infarcisce lo stile narrativo di Saramago, che ama mettersi da angolature assai infrequenti, per narrare le storie.

Le prese di posizione, assai controverse, criticate e a volte tra loro contraddittorie, di Saramago sono state tante, nei decenni:

  • in favore del comunismo libertario e dell’anarchismo
  • contro la politica contemporanea dello Stato di Israele nei confronti della Palestina
  • in favore della ritrosia mussulmana alla rappresentazione di Maometto in vignette satiriche, ma a favore della libertà di stampa nel caso di satira anti-cattolica
  • contro la permanenza di Berlusconi nella politica italiana
  • in favore di una ricostruzione di eventi storici di portata religiosa basata su documenti altri dai quattro vangeli.

Di umili origini, Saramago ha lavorato sodo fin dalla prima giovinezza, per poi poter essere scrittore. Scopre presto l’editoria, proprio per motivi di lavoro. E non dimentica mai, pur facendo dello scrivere la sua professione, che una persona che non sa leggere né scrivere può anche essere quella da cui imparare di più (il riferimento diretto è al nonno).

Tra le maggiori opere di Saramago – numerosissime nell’insieme e quasi tutte famose – ne ricordiamo qui alcune, per eterogeneità, non certo per preminenza:

  • Memoriale del Convento, del 1982, gli vale il primo successo di massa,
  • Storia dell’assedio di Lisbona, Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità gli valgono il grande successo internazionale,
  • I poemi possibili (prima raccolta di poesie del 1966),
  • Probabilmente allegria (altra raccolta di poesie, del 1970),
  • Numerose cronache, consultabili anche online.

Saramago, inoltre, teneva un blog, testimonianza del suo essere uno scrittore socialmente impegnato e non schivo rispetto alla visibilità mediatica.

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