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Emilio
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| ✅ Tariffa media: | 17€/ora |
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Il 23 novembre del 1930 nasce Herbert Hélder de Oliveira, a Funchal, nell’arcipelago di Madera, Oceano Atlantico. È vissuto 84 anni, questo riservatissimo scrittore. Non ha mai rilasciato interviste ed ha anche rifiutato il Premio Pessoa nel 1995, chiedendo che venisse direttamente assegnato ad un’altra persona, senza che venisse fatta menzione del suo nome…
Eppure, così come Pessoa è ritenuto la personalità letteraria più rappresentativa della prima metà del Novecento portoghese, Herberto Helder può essere considerato alla sua stregua per quanto concerne la seconda metà del XX secolo.
Fantasioso, sensibile, coerente e geniale, fin dal primo libro del 1958 – O Amor em visita - quest’autore si crea una fama di misantropo e misterioso personaggio. Tanto più che il suo stile poetico non può essere certamente associato all’immediatezza della comprensibilità. Può apparire finanche ermetico:
«Mi toccarono la testa con un dito terribilmente/ dolce, Soffiarono me»,
In realtà, questa paura della gente comune di addentrarsi nella poesia di Herberto Hélder si lega probabilmente all’accoglienza a braccia aperte, da parte della nicchia intellettuale poetica e critica portoghese, di questo grande genio di sensibilità e poetica.
Un riconoscimento intellettuale che ha da sempre rischiato di relegare la lettura delle opere del poeta portoghese ad un’attività altamente cervellotica.
Invece, la poesia di Herberto Hélder de Oliveira è tutto tranne che un circuito chiuso di significati o creazione per se stessa, spuria esplorazione delle possibilità strutturali di un discorso.
La poesia è qui complessa azione umana, in tutta la sua varietà. La poesia non parla di se stessa. Bensì dell’attività dell’uomo. L’uomo, come «sogno in carne viva» di Dio; forza, energia ritmica e vero e proprio «Animale di Dio».
L’uomo stesso che scrive e che vive costituisce l’oggetto della poesia per Herberto Hélder de Oliveira.
Il linguaggio si crea con l’uomo. E può anche illustrarlo. Configurarlo.
Questo altissimo poeta lusitano vive dunque in Francia, Paesi Bassi, Belgio, svolgendo ogni sorta di mestiere, sempre piuttosto umile, marginale, nella scala sociale delle professioni.
Nella città di Anversa, addirittura, egli funge da accompagnatore e guida, per i marinai, verso gli ambienti della prostituzione.
Nulla di strano, allora, nel fatto che il giovane poeta approdi, un po’ più tardi, al Neorealismo.
Le immagini oniriche, i procedimenti introspettivi si devono alle esperienze vissute nel quotidiano.
Gli elementi poetici sono semplici, naturali, immediati ed innocenti. Si tratta di unità minime assai umili: acqua, frutto, terra, bambino, madre, Dio, desiderio, allegria e malinconia (l’immancabile saudade).
Se Herberto Helder de Oliveira è, per questioni anagrafiche, parte integrante del surrealismo, ben presto egli se ne allontana, puntando ad un rigore e ad un’esattezza verbali che si avvalgono di una perpetua e perniciosa ricerca metaforica. Stilisticamente, ciò si traduce in vera e propria frantumazione stilistica.
Temi cosmici e visioni, ricerca di un’origine e additamento del poema in quanto origine: ecco come si può caratterizzare la poesia di Herberto Helder de Oliveira.
È l’esistenza a scatenare significati: nascita, morte, amore, erotismo, poesia sono oggetti estetici che scatenano senso tramite alcune loro componenti estremamente semplici, minimali. Pensiamo alla notte, alle mucche, alla segale, allo stufato…Ogni piccola cosa acquista grandiosità nella poesia helderiana.
La ricerca di relazioni tra elementi resta una condotta di fondo della ricerca poetica.
Orfismo, sperimentalismo ed anche decadentismo sono le altre correnti che, sempre per una questione cronologica, agiscono dall’esterno su Herberto Hélder.
La poesia di questo irriducibile poeta portoghese diventa gesto, atto. La poesia è sempre “outra coisa, uma só coisa coberta de nomes” (ossia: “una cosa sola, coperta di nomi”).
In Poemacto tutto è ricreato dal principio, grazie alla relativizzazione di tutte le cose, che vengono generalmente riposizionate.
Non vi si narra un evento. Poemacto è esso stesso “evento”. È il luogo, la situazione in cui avviene il “cantare” stesso. È un atto che, come tale, incide sulla scrittura, i cui elementi sono continuamente trasfigurati. Anche la realtà è trasfigurata e riconfigurata dal Poemacto.
La poesia è un tutto, anzi “il tutto”. Il tutto è caos. Quindi, la poesia è un insieme di molecole, di atomi.
Ecco perché non deve stupire l’unione di più corpi sotto un unico titolo (come avviene in Poesia Toda, che raccoglie diversi libri singoli).
Gli atomi, le molecole hanno comunque delle relazioni precise, che appunto hanno luogo nel grande caos che tutti li include. Non bastano e non esistono solo le analogie e la grammatica che ad esse si ispira.
Hanno diritto di esistere i neologismi: oltre “poeamatto”, anche “casinfanzia”, “casassoluta”, “rosapesce”…
È possibile – spiega il poeta – modificare l’architettura delle parole.
Il poema, allora, diventa un flusso continuo, caotico, in cui si lavora costantemente per selezionare le informazioni che la memoria consente di adoperare e per legare gli eterogenei materiali, che hanno origine assai eterogenea. Per natura, il poema è dunque lungo, poiché insieme di voci, sorta di coro che si leva per stabilire, in itinere, la continua comunicazione fra queste.
Il significato ed il senso primordiale del fare poesia risiedono in questo assecondamento del movimento centripeto ed originario. Fare poesia è un modo per modellare l’esistenza stessa.
Quando passeggi nei pressi del Castello di Miramare, se ti siedi coi piedi a mollo nelle acque di Trieste, puoi certamente assaporare al meglio la scrittura e le riflessioni che essa suscita in te. Eccoti un elenco di opere in portoghese da leggere, in rigoroso ordine di apparizione, per assaporare Herberto Hélder de Oliveira nella tua Trieste (e se non ti senti ancora sicurissimo, puoi sempre adoperare le traduzioni in inglese):
Girlaine
Insegnante di portoghese
un’insegnante madrelingua fantastica! Si vede che è abituata ad avere studenti… è molto organizzata. Io mi trovo benissimo con le lezioni online perché condivide un quaderno insegnante-studente dove scrive tutta la lezione come se fosse una...
Rosi, 4 anni fa
Juliao
Insegnante di portoghese
Juliao è stato il mio insegnante di portoghese. persona molto disponibile e gentile nonché ottimo insegnante: paziente e bravo nello spiegare.️
Elisa, 5 anni fa
Federica
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Alberto, Più di 5 anni fa
Leonardo
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Eleonora, 3 settimane fa
Bruna
Insegnante di portoghese
consiglio a tutti la prof. Bruna: brava gentile e comunicativa
Marco, Un mese fa
Leonardo
Insegnante di portoghese
leornardo é un ragazzo gentilissimo e pieno di energia! sempre sorridente e fare lezione con lui é un piacere!
Joana, Un mese fa