Musica Lezioni private Lingue straniere Sostegno Scolastico Sport Arte e Svago
Condividi

Piccolo test di cultura spagnola generale!

Di Igor, pubblicato il 18/12/2018 Blog > Lingue straniere > Spagnolo > 50 Informazioni Utili su Usi e Costumi Spagnoli!

Cosa sai della Spagna?

Vuoi andare in Spagna e seguire un corso di spagnolo ma non conosci nulla, o quasi, della sua cultura?

Non aspettare oltre, eccoti 50 fatti interessanti sulla Spagna che potrebbero sorprenderti.

Lingua e cultura spagnola

  1. In Spagna esistono quattro lingue ufficiali: (castigliano, catalano, basco e galiziano), tre lingue regionali non ufficiali (asturiane, aragonesi ed aranesi), oltre a molti altri dialetti. La questione delle lingua (idioma nella cultura spagnola) è presa seriamente tanto da essere protetta anche dalla costituzione spagnola.
  2. Gli spagnoli hanno un ritmo di vita diverso, molto particolare. Pranzano tra le ore tredici e le ore quindici. Cenano attorno alle ventidue, ma non è raro vedere commensali prendere posto a tavola anche oltre le 24. L’orario del pranzo, così tardivo, avvicina la cultura spagnola a quella delle nostre regioni del sud Italia, mentre per la cena, beh gli spagnoli vanno ben oltre! Per forza di cose poi bisogna aspettare l’alba prima di andare a dormire: non per fare festa, ma per digerire!
  3. La cultura spagnola ha molto influenzato l’arte moderna della fine del 1800, con artisti del calibro di Antonio Gaudí (Art Nouveau, massimo esponente del modernismo catalano, sono celebri le sue opere nel capoluogo catalano, Barcellona: il Parco Güell, la casa Batlló, la Pedrera), Pablo Picasso (artista innovatore e poliedrico, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte mondiale dando vita al cubismo), Joan Miró (tra  i massimi esponenti del surrealismo) e Salvador Dalí (abile disegnatore, indimenticabile creatore di opere surrealiste, indimenticabile anche il suo originalissima baffo).

    L'estro e la bizzarria di Salvador Dalì... e del suo baffo! Salvador Dalì grande rappresentante del surrealismo spagnolo e europeo. L’estro e la bizzarria di Salvador Dalì… e del suo baffo!

  4. Il flamenco, espressione artistico-musicale risalente alla fine del 1700, è una forma di danza e di musica di origini Andaluse; precisamente si è sviluppata nelle province di Siviglia, Cadice, Jerez e Cordoba. Inizialmente era un’espressione della minoranza gitana in Andalusia. Composto dal canto (cante), dalla musica e dal ballo (baile), ha iniziato a diffondersi nel 1800 nei Cafès Cantes, fino ad arrivare ai giorni nostri e a diventare una vera e propria icona della cultura spagnola.
  5. Oltre 80 milioni di turisti scelgono di visitare la Spagna ogni anno, cosa che fa entrare il Paese nella top 3 delle mete più visitate nel mondo. Lo straordinario risultato è dovuto a oltre un decennio di strategie politiche atte allo sviluppo del mercato del turismo spagnolo. Tra gli asset di questo impressionante risultato raggiunto troviamo: il basso costo della vita, la crescente offerta di strutture alberghiere e di attività di intrattenimento, la capacità di valorizzare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del Paese.
  6. La Spagna è piuttosto nota per le feste folkloristiche che animano la cultura spagnola. Fanno parte di questi appuntamenti:  San Fermín – ai più conosciuta come la corsa dei tori – che è la festa celebrativa di San Fermino, patrono di Pamplona. I festeggiamenti iniziano con il lancio di un fuoco d’artificio (chupinazo) dal balcone del Comune che dà il via all’adrenalinico evento. El encierro dei tori è di sicuro il particolare più conosciuto e più discusso della festa, visto che ogni anno provoca decine di feriti. La Tomatina è una festa non collegata a ricorrenze del calendario cristiano e si celebra nel municipio Valenciano di Buñol. Lo scopo della festa è quello di bombardare con pomodori i passanti (tomate nella cultura spagnola significa infatti pomodoro). Las Fallas è una festa tipica di Valencia, celebrata ogni anno tra la fine di Febbraio e il 19 Marzo, ricorda il nostro Carnevale. La città si riempie di enormi carri, che mettono in scena allegorie della politica e attualità spagnola. Las Fallas è infatti il nome di queste sculture, alcune delle quali superano anche i 30 metri d’altezza.
  7. Il nome ufficiale della Spagna è « Regno di Spagna, Reino de España » La bandiera nazionale è formata da due strisce orizzontali rosse e una grande gialla. All’interno prende forma lo stemma della nazione, generato delle araldiche delle regioni: Castiglia (un castello d’oro su sfondo rosso), León (un leone rampante color porpora), Aragona (quattro strisce verticali rosse su sfondo oro), Navarra (catene d’oro su sfondo rosso) e Granada (un melograno con foglie verdi), sotto una corona reale e tra le due Colonne d’Ercole (che rappresentano lo stretto di Gibilterra) con il distintivo Plus Ultra, in riferimento alla espansione imperiale spagnola. Si nota, in ultimo, anche, al centro della bandiera, il simbolo della casata dei Borbone.

    La bandiera spagnola fu voluta dal re Carlo III nel 1785. È formata da due strisce orizzontali rosse e una grande gialla. All'interno si notano lo stemma nazionale, formato dell'aggiunto degli stemmi della Castiglia (un castello d'oro su sfondo rosso), León (un leone rampante color porpora), Aragona (quattro strisce verticali rosse su sfondo oro), Navarra (catene d'oro su sfondo rosso) e Granada (un melograno con foglie verdi), sotto una corona reale e tra le due Colonne d'Ercole (che rappresentano lo stretto di Gibilterra) con il distintivo Plus Ultra, in riferimento alla espansione imperiale spagnola. Si nota anche, al centro della bandiera, il simbolo della casata dei Borbone. Ecco la bandiera spagnola voluta da Re Carlo III nel 1785!

  8. L’inno nazionale della Spagna è la Marcha Real (in italiano Marcia reale), nota anche come Marcha de Granaderos o Marcha Granadera. Si tratta di uno degli inni più antichi d’Europa, ma il suo autore è tuttora sconosciuto. La sua caratteristica principale è che è totalmente privo di parole, è un testo solo strumentale. Nonostante ciò esistono diversi scritti ufficiosi in merito alle parole dell’inno, una di queste realizzata ad hoc per gli Europei di calcio del 2008 giocati in Austria e Svizzera e vinti proprio dalla Spagna.
  9. Non esistono leggi sulla nudità in pubblico, in Spagna. O per lo meno la norma vigente è molto tollerante sull’argomento naturismo e nudismo. In Spagna ci sono alcune delle spiagge per nudisti più famose del mondo.
  10. Più del 50% della produzione di olio d’oliva nel mondo ha luogo in Spagna. Sono 1.600.0000 le tonnellate di olio d’oliva prodotte nella penisola iberica. Il verde nettare è così importante per la cultura spagnola da essere anche celebrato da Pablo Neruda in una delle sue poesie:
    “Non soltanto il vino canta, anche l’olio canta, vive in noi con la sua luce matura e tra i beni della terra io seleziono, olio, la tua inesauribile pace, la tua essenza verde, il tuo ricolmo tesoro che discende dalle sorgenti dell’ulivo. (Pablo Neruda)”
  11. La Spagna ha ottenuto la sua prima Coppa del Mondo nel 2010. La nazionale italiana ne ha totalizzato ben 4, iniziando nel lontano 1932, ma la Spagna negli ultimi anni è diventata veramente una nazione temibile, tanto a livello di squadra nazionale, quanto di equipe locali: basti ricordare i successi a livello europeo di Real Madrid e Barcellona, solo per citarne due. Il Real Madrid ha partecipato a 15 finali di Champions vincendone 12; per fare un paragone basti pensare che al secondo posto di questa classifica si pone il Milan, con 11 finali e 7 vittorie. Le squadre spagnole hanno vinto in totale 17 finali, contro le 12 delle italiane e le 12 delle inglesi. Non c’è che dire: se il calcio è nato in Inghilterra ed è stato reso grande in Italia, ora è il turno della Spagna di primeggiare in Europa. E il Portogallo? Scopri le differenze e similitudini tra spagnolo e portoghese!
  12. Il topolino dei denti da latte in Spagna è conosciuto come Ratoncito PèrezCredenza folkloristica occidentale che accomuna molti Paesi europei, la tradizione vuole che quando il bambino perde un dente e lo nasconde sotto il cuscino, il mattino dopo al suo risveglio, troverà al suo posto un soldino.

    Fin da piccoli ai bambini viene raccontato dai propri genitori l'esistenza del topolino dei soldini. Se il bambino, quando perde un dente, lo nasconde sotto il cuscino, il mattino dopo al suo risveglio, troverà al suo posto un soldino. Ratoncito Perez, il topino dei denti da latte che fa felici tutti i bambini spagnoli!

  13. In Spagna… si danno i numeri! Il 13, soprattutto se capita di martedì, è considerato un numero dalle connotazioni negative per i superstiziosi.
  14. Break e tempo libero sono parte integrante della cultura spagnola. In Spagna il nostro “riposino”, viene chiamato Siesta, e deriva dalla “Hora Sexta” latina: cioè l’ora tra le 12 e le 15 in cui si faceva una pausa dal lavoro quotidiano. Storicamente la siesta è nata per consentire ai lavoratori di evitare il lavoro durante le ore più calde del giorno.
  15. La Spagna è il terzo paese al mondo per quantità di siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (ben 44); davanti agli spagnoli solo l’Italia con 49 siti e la Cina, con 45.
  16. Don Quichotte, il famoso libro scritto dall’autore spagnolo Miguel de Cervantes nel 1605, è stato eletto “libro più significativo di tutti i tempi” nel 2002 da un gruppo di 100 autori contemporanei. E noi italiani che pensavamo che Dante fosse il migliore!

    Anche nel gioco la cultura spagnola ha da dire la sua: è lo spagnolo Alejandro Finisterre l’inventore del famosissimo calcio da tavolo. L’inventore del calcio balilla è spagnolo! Lo sapevate?

  17. Dal 2008 al 2013, la squadra nazionale di calcio spagnola è stata eletta Squadra FIFA dell’anno. Il calcio è ormai una religione anche in Spagna. Spagnoli bravissimi con il pallone, ma notevoli anche a calcio balilla! Si deve proprio ad uno spagnolo: Alejandro Finisterre l’invenzione del famosissimo calcio da tavolo (futbolìn). Le principali differenze tra il futbolìn spagnolo e il calcio balilla nostrano sono che i giocatori del tavolo in Spagna hanno 2 gambe distinte e distanziate, mentre da noi il blocco delle gambe dei giocatori è unico, e che il modulo di gioco utilizzato è differente: 343 in Spagna, 253 in Italia.

    La società moderna spagnola

    1. Tradizionalmente, in Spagna esistono due cognomi – uno che proviene dal padre e dalla madre. Più specificatamente in Spagna, secondo la onomastica locale, le persone portano un nome singolo o composto (nombre) e due cognomi (apellidos); un nome composto è formato da due o più nomi singoli, ad esempio Juan Pablo può essere considerato un nome unico. Tradizionalmente, il primo cognome di un individuo coincide con il primo cognome del padre (apellido paterno) ed il secondo con quello della madre (apellido materno).
    2. Gli spagnoli celebrano l’anno nuovo mangiando 12 chicchi d’uva. Dopo lo scoccare della mezzanotte, ad ogni rintocco di campana, si usa mangiare un acino d’uva in famiglia per ogni rintocco dell’orologio.
    3. La penna d’oca è probabilmente originaria della Spagna e dovrebbe risalire a circa 1.400 anni fa. Ne sono state scritte di lettere da allora!
    4. Gli spagnoli fanno spesso ricorso alla gesticolazione (come noi Italiani, del resto) per rinforzare le affermazioni durante i discorsi. Si dice che parlino gridando, un po’ come gli Italiani! E come noi, gli spagnoli hanno tantissimi accenti diversi!
    5. In Spagna vi sono molti meno matrimoni che nel resto d’Europa, se escludiamo la Svezia. A proposito di matrimoni spagnoli, qual è stato il matrimonio più chiacchierato del reame in epoca recente? Sicuramente l’unione tra l’allora trentaseienne principe ereditario Felipe di Spagna, figlio terzogenito di re Juan Carlos e della regina Sofia, e la giornalista televisiva Letizia Ortiz, di sei anni più giovane… era il 2004.
    6. Il tasso di divorzio in Spagna è del 17% (relativamente debole, se pensiamo a cifre come il 50% degli USA). Speriamo in bene per l’unione reale!
    7. Madrid si trova al centro fisico del Paese. La piazza Puerta del Sol è il centro esatto del Paese poiché rappresenta il Km 0 della rete stradale spagnola.
    8. La Spagna è il secondo paese per rapporto tra numero di bar ed abitanti. La sera, gli spagnoli di tutte le età amano incontrarsi ai bar, nei ristoranti di quartiere per chiacchierare e condividere del tempo insieme fino a tardi. Chissà se, come da noi, in Spagna c’è la tradizione di bagnare con dei gavettoni i più rumorosi chiacchieroni dopo una certa ora?

      Tra gli aspetti tradizionali spagnoli la corrida è sicuramente uno dei più noti a livello planetario. Toro e torero si affrontano nello stadio: uno dei due uscirà vincente, l’altro no!

    9. In Spagna, poi, si possono buttare a terra rifiuti quando si è all’interno di bar e ristoranti. Stranissimo. No?
    10. La metropolitana di Madrid è il secondo sistema di trasporti sotterranei in Europa per ampiezza ed importanza ed il sesto più grande sistema nel mondo. La lunghezza complessiva dei suoi binari supera le 141 miglia. Oggi è composta da 12 linee principali e da un collegamento, chiamato Ramal o Linea R, tra le stazioni Ópera e Príncipe Pío. Nel 2017 sono stati registrati 626 403 077 accessi e la linea più frequentata è stata la linea 6 (circolare) con 103,4 milioni di utenti.

    La cultura culinaria spagnola

    1. Gli spagnoli ricorrono al termine «tortitas» per riferirsi a delle gallette di farina di mais. La sua versione più famosa però è senza ombra di dubbio la tortilla de patatas: la celebre “frittata di uovo sbattuto” e patate, è una delle pietanze più classiche della cucina spagnola che si può trovare in qualsiasi bar o ristorante
    2. Come in Italia, ogni famiglia acquista pane fresco tutti i giorni.
    3. Pomodori, patate, avocadi, tabacco e cacao sono tutti prodotti introdotti in Europa grazie alla Spagna e in particolar modo al periodo del colonialismo spagnolo. Chi fu un celebre navigatore italiano a guidare la spedizione della Nina (Niña), la Pinta e la Santa Maria? Ma certamente sì, Cristoforo Colombo, da Genova.
    4. Per quanto la Spagna sia più celebre per il suo vino rosso (vino tinto), che non per il bianco, la maggior parte delle sue vigne mostra splendidi chicchi di uva bianca. Ma se chiedete a qualsiasi turista appena rientrato da una vacanza in Spagna quale sia il vino tipico spagnolo, questi vi risponderà la Sangria. Tecnicamente la Sangria non è un vino, ma è una bevanda alcolica a base di vino, spezie e frutta, originaria della penisola iberica. Della sangria esistono varie ricette, a seconda delle regioni. Comunemente la sangria viene realizzata con il vino rosso, mentre in Catalogna viene creata con vini spumante o bianchi (Sangria de Cava).
    5. La Spagna è uno dei maggiori produttori mondiali di zafferano, un ingrediente importantissimo per le ricette di Paella.
    6. La Paella è forse il piatto più imitato e riproposto della cultura spagnola. Pietanza a base di riso, zafferano e frutti di mare o carne, ha origini antichissime e popolari. La sua città natale è Valencia e il suo nome si deve alla pentola nella quale si cucina, ossia paella o paellera.

      La Paella può avere un numero elevato di interpretazioni e ingredienti e prevede l'utilizzo di verdure, carni, pesci, molluschi e crostacei. La Paella Valenciana è quasi pronta: qualcuno ha fame?

    7. La famiglia è la base della struttura sociale in Spagna. E infatti, come in Italia, anche in Spagna i pranzi domenicali in famiglia sono praticamente sacri. Se l’influenza cattolica in questo è sicuramente molto forte, con la desacralizzazione della società e dei riti quotidiani, quello del pranzo domenicale è rimasto forte, sia a Madrid, sia a Roma. Come spiegare questo fenomeno e le differenze rispetto a un popolo, ad esempio quello francese, che è sempre di origine latina e mediterranea, ma che non investe invece molto nella convivialità familiare? Hai mai mangiato a casa di un francese? La tradizione culinaria di Italia e Spagna è nettamente superiore!

      Tradizioni spagnole e altre informazioni generali

    8. Disporre di una casa di proprietà è molto importante per gli spagnoli. Ecco perché circa l’80% dei focolari spagnoli ha almeno una casa di proprietà. Probabilmente il re di Spagna non impone tasse elevate sulle abitazioni di proprietà, come invece succede in Italia! E i catalani sono come gli spagnoli?
    9. La maggior parte degli spagnoli è di religione cattolica. Insieme all’Irlanda e all’Italia, la Spagna è il Paese più praticante in Europa.
    10. Don o Dona sono appellativi utilizzati per riferirsi a persone particolarmente importantiOriginariamente, Don, era il predicato d’onore usato per ecclesiastici e laici. In Spagna e nei domini spagnoli, l’uso, anticamente riservato ai re, agli infanti, ai capi delle più nobili famiglie e ai loro primogeniti, si estese in seguito a ogni persona di riguardo.
    11. Se ti capita di essere invitato ad un pranzo a casa di spagnoli, segui la tradizione. Essa vuole che si porti in dono un vero e proprio regalo alla padrona di casa.
    12. Per quanto riguarda gli affari, poi, gli spagnoli amano la conversazione face to face, piuttosto che le e-mail e l’uso del telefono. E come dare torto ai cugini spagnoli: il virtuale non deve prendere il posto del fisico, non deve prevalere a discapito delle emozioni e delle sensazioni. Questione di cultura mediterranea, no? Ecco un altro aspetto culturale che imparerai, di certo, se ti iscriverai a un corso spagnolo, che sia pure, perché no, spagnolo online.
    13. Il berretto è stato indossato, per la prima volta, proprio dai nostri amici spagnoli! Il più famoso tra i berretti di tradizione iberica? Sicuramente il Basco!
    14. In Spagna, diversamente rispetto a quanto accade in Francia, non si usa molto dare la mancia. Ciò è particolarmente vero quando si pranza in locali poco costosi. È un po’ come in Italia, alla fin fine.
    15. Ogni regione della Spagna – Pais Vasco, Cataluña, Galizia– ha una propria lingua, un inno e una bandiera.
    16. Barcellona accoglie 15 milioni di visitatori all’anno, mentre Madrid  solo 6 o 7 milioni. Non è che la capitale della Spagna sia più piccola o meno bella; e non dipende nemmeno dal fascino di Leo Messi. La spiegazione la si può trovare sicuramente nel clima, estremamente più mite o addirittura caldo in Catalogna rispetto al centro della Spagna dove gli inverni sono rigidi e le estati torride. Per non parlare delle spiagge: hai mai visto le coste del sud della Spagna? Da restare veramente a bocca aperta per la bellezza della sabbia o degli scogli che si buttano direttamente nell’acqua del mare.
    17. L’itinerario Madrid-Barcellona è quello su cui convergono le principali rotte aeree settimanali nel mondo. Tra le due capitali, quella catalana e quella castigliana, gli aerei portano ogni giorno migliaia e migliaia di viaggiatori, spagnoli ma anche europei e extra europei.
    18. La Spagna ha ben oltre otto mila chilometri di costa. Le spiagge più belle possono essere ricercate, e scoperte, tra le tante regioni della penisola: dalla Costa Brava alla Costa del Sol, delle spettacolari spiagge e scogliere della Galizia alle spiagge dell’Andalusia, senza dimenticare le spiagge delle isole degli arcipelaghi delle Canarie e delle Isole Baleari.

      La società civile spagnola

Anche il Real, come il Barça e la nazionale spagnola stanno inanellando una serie di successi che sembrano essere senza fine. Al Santiago Bernabeu i tifosi del Real Madrid hanno assaporato tante vittorie anche in campo internazionale!

  1. Il nome Spagna proviene dal termine Ispania, che vuol dire ‘terra dei conigli”. Scopri subito tutta la storia della lingua spagnola!
  2. Il 15 maggio la tradizione spagnola vuole che tutte le donne nubili della città di Madrid visitino la cappella denominata Ermita de San Isidro. E questo al fine di trovare marito.
  3. Il matrimonio omosessuale è autorizzato in Spagna fin dal 2005.
  4. Il 23 Aprile a Barcellona si usa offrire in dono un libro o una rosa alla persona che si ama. La Giornata Internazionale del Libro in Catalogna è un’occasione di festa specialmente romantica. I catalani celebrano la ricorrenza del loro patrono, Sant Jordi, uscendo per le strade a rivivere una curiosa tradizione popolare. La tradizione vuole che le coppie si scambino regali: gli uomini ricevono un libro e le donne una rosa. Così Barcellona si trasforma per tutta la giornata in un’enorme libreria-negozio di fiori all’aperto.
  5. Gli spagnoli posseggono più macchine che telefoni cellulari. Sembra proprio strano, in un’epoca in cui ognuno dai 10 – 12 anni, ai 90 anni e a volte anche oltre, è attaccato in qualsiasi occasione allo smartphone. Ma stando alle cifre, i nostri cugini spagnoli, sembrerebbero preferire le 4 ruote.
  6. Gli spagnoli sono molto golosi di ogni sorta di cibo. (Te lo ricordi Sancho Panza? Era un po’ rotondetto nelle immagini iconografiche del tempo!). Ed eccoti un detto piuttosto celebre in merito: «llena Barriga, corazón contento!». Pancia piena, cuor contento, per l’appunto!

A proposito, scopri le altre grandi citazioni spagnole!

Condividi

I nostri lettori apprezzano questo articolo
Hai trovato le informazioni che cercavi?

Nessuna informazione utile? Sei sicuro?Ok, cercheremo di fare meglio la prossima volta!La sufficienza, menomale! Niente di più?Grazie! Scrivici le tue domande nei commenti!É stato un piacere aiutarti! :-) (media di 5,00 su 5 per 1 voti)
Loading...
avatar