La poesia italiana rientra nel programma di letteratura di ogni ciclo scolastico. L'origine della poesia italiana risale alla Roma Antica e i classici faranno sempre parte dell'educazione dei letterati italiani.

La scrittura in versi in latino predomina fino all'alto medioevo e bisogna aspettare il Cantico dei Cantici e la scuola siciliana del XIII sec. per le prime opere in volgare.

Tuttavia, è nel XIV secolo che la poesia come genere trova i massimi esponenti negli autori toscani.

La poesia non è uno stile facile da imparare per uno studente che deve preparare la prova di italiano alla maturità. Richiede un approccio diverso allo studio e implica uno sforzo maggiore che vada al di là delle parole in un viaggio tra ritmo, figure retoriche, di stile ed emozioni.

Ci sono molti codici da conoscere non solo del testo poetico ma anche del contesto sociale, politico ed economico in cui si inserisce l'opera e a volte servono corsi di italiano extra al fine di comprendere davvero il linguaggio poetico.

Se vuoi rinfrescare la memoria o prendere spunti per un approfondimento, ecco una selezione dei 10 maggiori poeti italiani che tutti dovrebbero conoscere. Ce ne sono molti altri, ma partiamo da quelli più rappresentativi del programma di italiano delle scuole superiori.

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Dante Alighieri (1264 - 1321)

Il poeta fiorentino è considerato il padre della lingua italiana. È sicuramente il poeta più conosciuto e rappresentativo della cultura italiana in tutto il mondo, anche se lo stato italiano nel momento in cui scriveva era ben lontano dal nascere. Non puoi non conoscere le opere di Dante Alighieri se vuoi superare bene la prova di italiano alla maturità.

La Commedia è stata definita Divina da Boccaccio ed è l'opera più importante e rappresentativa della cultura italiana.
Virgilio e Beatrice accompagnano Dante nel suo viaggio allegorico!

A dire il vero, l'italiano come lingua ancora non esisteva, ma grazie all'arte poetica di Dante, Petrarca e Boccaccio sono state gettate le basi che hanno consentito allo scrittore e umanista rinascimentale Pietro Bembo di codificare la lingua italiana a partire dal volgare fiorentino.

Stile e opere

Lo stile di Dante è inconfondibile ed è, come lui stesso lo definisce, il Dolce Stil Novo dove prevalgono l'eleganza e l'amore nei confronti della scomparsa Beatrice, la protagonista di Vita Nuova, la prima opera attribuita al maestro fiorentino e scritta tra il 1292 e il 1294. Tuttavia, sono i suoi endecasillabi sigillati in una delle opere d'arte della letteratura mondiale, La Divina Commedia, che gli conferiscono il titolo di Sommo Poeta.

"Amor, ch'a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancora non ma'abbandona..."

Inferno, Canto V

L'opera monumentale è stata scritta a partire dal 1307 nel pieno esilio dalla sua amata Firenze, quando la sua figura politica di Pretore viene scavalcata dalla fazione opposta dei neri. Nei tre libri che compongono La Divina Commedia, il Sommo Poeta compie un viaggio allegorico di 100 canti passando da Inferno, Purgatorio e Paradiso sotto la guida di Virgilio e, infine, dell'amata Beatrice.

Miti, teologia, astrologia, linguistica, politica, filosofia sono tutte racchiuse in questo capolavoro senza tempo.

Francesco Petrarca (1304 - 1374)

Francesco Petrarca non è il migliore amico di Dante, a differenza di quello che si legge in qualche strafalcione degli esami di maturità, quanto il maestro e amico di Boccaccio. Come Dante, però, si ascrive nella storia letteraria della Firenze trecentesca.

Quando nasce Francesco Petrarca, la famiglia è già stata esiliata e vive in un continuo peregrinare tra Italia, Francia e Germania, ma permette comunque al poeta di completare gli studi giuridici e teologici, fino a essere incoronato poeta dal re di Napoli nel 1341.

Petrarca è tra i più grandi poeti del trecento.
Lo stile di Petrarca: aulico e ricercato anche in volgare!

Stile e opere di Petrarca

Le opere più famose di Petrarca sono il Secretum, uno scambio immaginario tra l'autore e S.Agostino scritto in latino e il Canzoniere, una raccolta di poesie in volgare.

In quest'ultimo capolavoro, Petrarca scrive in volgare al fine di dimostrare che era possibile comporre sonetti, canzoni, ballate o sestine anche attraverso la lingua del popolo.

"Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono

di quei sospiri ond'io nudriva 'l core

in sul mio primo giovenile errore

quand'era in parte altr'uomo da quel ch'i'sono..."

(Canzoniere, F. Petrarca)

Tra i libri celebri del poeta fiorentino ci sono anche i Trionfi, un poema allegorico scritto in volgare e pubblicato incompleto. Racchiude la visione dell'amore di Petrarca.

Nelle sue opere spicca la figura della donna amata, Laura, e la lotta tra la spiritualità, l'accidia e la mondanità.

Ugo Foscolo (1778-1827)

Nato a Zante, da madre greca e padre veneziano, il poeta trascorre la gioventù a Venezia senza mai dimenticare l'isola amata.

Nei salotti della città marinara si impregna di idee illuministe e repubblicane. Come molti giovani del suo tempo si infiamma per l'arrivo di Napoleone e per la nascita delle repubbliche, per poi sentirsi deluso dalla cessione di Venezia all'Austria.

Foscolo finisce i suoi giorni in esilio dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo e muore a Londra nel 1827.

Stile e opere:

Le opere si iscrivono nel neoclassicismo, con la rivalutazione dei classici latini e greci, ma ci sono anche influenze illuministe e romantiche. Foscolo usa un linguaggio elevato lasciandoci in eredità poesie come Ode a Bonaparte liberatore e i Sonetti, tra cui i celebri A Zacinto e I Sepolcri. 

Chi si prepara alla prova di italiano alle medie ricorda l'inizio del famoso sonetto dedicato alla terra natale:

"Né più mai toccherò le sacre sponde

ove il mio copro fanciulletto giacque,

Zacinto mia che ti specchi nell'onde

del greco mar da cui vergine nacque

Venere.." (A Zacinto, U. Foscolo)

Giacomo Leopardi (1798 - 1837)

Giacomo Leopardi è un bambino solo che trova nella lettura e nella scrittura la propria ragione di vita, tanto da ammalarsi di scoliosi, immerso per ore e anni nello studio del padre di Recanati, nelle Marche.

Nel suo percorso di formazione, Leopardi passa dai classici greci e latini alla poesia, dalle odi civili in funzione anti-conservatore all'ateismo.

Nella sua casa di Recanati, Leopardi si occupava di letteratura, poesia e classici latini e greci.
L'infinito, una delle poesie più note di Leopardi!

Stile e opere

Le poesie più celebri di Leopardi, A Silvia, L'Infinito e Il Passero Solitario, sono estratte dai Canti, uno dei libri più rappresentativi dello stile vario e ricercato del grande poeta. I Canti raccolgono temi esistenziali, della ricerca perenne di una felicità che non arriva. In età più matura, Leopardi tratta della lotta contro la natura maligna in una sorta di eroismo titanico espresso nella Ginestra.

"Qui sull'arida schiena

del formidabil monte

sterminator Vesevo,

la qual null'altro allegra arbor né fiore,

tuoi cespi solitari intorno spargi,

odorata ginestra

contenta dei deserti...

(La Ginestra, Canti, 34, G. Leopardi)

Anche la prova Invalsi di italiano potrebbe contenere alcuni brani di Leopardi, uno dei maggiori poeti italiani dell'ottocento.

Giosuè Carducci (1835 - 1907)

Giosuè Carducci nasce in Versilia, si laurea in lettere a Siena e diventa professore all'Università di Bologna. Si caratterizza per l'impegno politico, oltre che per l'insegnamento e la poesia, annoverando, tra i propri successi, l'assegnazione del primo Nobel italiano per la letteratura nel 1906. Questo riconoscimento consacra la fama di Carducci in tutto il mondo.

Nella lotta risorgimentale, Carducci era stato un fautore della repubblica e aveva poi accettato con spirito polemico la monarchia dei Savoia.

Al romanticismo del suo tempo, oppone i valori classici dell'impegno civile e della nobiltà d'animo.

Stile e opere

Con un tono solenne Carducci parla di ricordi d'infanzia, di natura e dei timori di ogni uomo. Tra le sue poesie più belle troviamo Pianto antico, composto nel 1871 dopo la morte del figlio Dante e San Martino, con la nebbia e i ricordi autunnali della maremma toscana.

La nebbia a gl'irti colli

piovigginando sale 

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar...

(San Martino, Giosué Carducci)

Le opere del poeta ligure sono raccolte in tutti i libri di antologia.

Gabriele D'Annunzio (1863 - 1938)

Gabriele D'Annunzio trascorre un'esistenza caratterizzata da mondanità, passioni, lusso e ricerca del piacere che lo spingono dalla natia Pescara ai poli culturali dell'epoca, da Roma a Firenze, da Milano a Napoli.

Il suo pensiero si traduce nell'Estetismo, un movimento letterario e uno stile di vita fondato sugli aspetti più elevati dell'esistenza lontani dalle masse.

L'essenza dell'estetismo nelle parole di D'Annunzio.
Bisogna fare la propria vita come si fa un'opera d'arte!

La passione lo spinge a impegnarsi in politica in qualità di parlamentare, appoggiando l'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale e intervenendo nel tentativo di riconquistare Fiume nel 1919 e riparare alla "vittoria mutilata".

Stile e opere

L'estetismo di D'Annunzio è una manifestazione del decadentismo, movimento artistico di fine '800 inizi '900 e opposto al positivismo scientifico e al naturalismo.

Le opere che maggiormente rappresentano il poeta abruzzese sono Il Piacere, un romanzo sul decadentismo della nobiltà di Roma, che molto si avvicina alle proprie esperienze del periodo universitario, e Le Laudi, una raccolta di poesie dove sviluppa il tema dell'uomo che domina la natura, ispirandosi al superuomo di Nietzsche.

Il progetto originale delle Laudi includeva sette libri dedicati alle Pleiadi, ma il poeta ne ha realizzati solo cinque di cui il primo, Maia, è un vero e proprio inno al vitalismo.

"Vesperi di primavera,

crepuscoli d'estate,

prime piogge d'autunno

croscianti su l'immondizia

polverosa che nera

fermenta sotto le suola...

(Laudi, Maia, canto XVI, G. D'Annunzio)

D'Annunzio è presente in tutti i programmi di letteratura di quinta superiore e insieme a Giovanni Pascoli (1855-1912) è tra i più grandi poeti italiani degli inizi del novecento.

Entrambi hanno preso spunto dal maestro Giosuè Carducci, ma mentre D'Annunzio si impregnava di estetismo, Giovanni Pascoli rimaneva ancorato al decadentismo. Indimenticabili le sue raccolte di poesie Myricae del 1891, senza dimenticare i Poemetti datati 1897 e i Canti di Castelvecchio, l'ultimo libro dell'autore pubblicato nel 1903.

Umberto Saba (1883 - 1957)

Nato a Trieste nel 1883, da madre single, Umberto Poli usa lo pseudonimo Saba in onore della balia che lo ha cresciuto.

Dopo alcuni lavori saltuari, riesce ad aprire una libreria antiquaria a Trieste con cui attrae gli scrittori dell'epoca e che gli permette di dedicarsi alla poesia.

Nel 1941 lascia momentaneamente l'Italia a causa delle leggi razziali, ma torna da Parigi, vivendo nascosto a Roma.

Il poeta triestino Umberto Saba è uno degli autori che si studiano ai corsi di italiano a scuola e a domicilio.
Trieste, quando l'amore per una città diventa poesia!

Stile e opere

Saba pubblica da solo la Prima raccolta di poesie nel 1903. Il Canzoniere, pubblicato nel 1921, è la raccolta più nota. Si rifà alla poesia classica italiana, da Petrarca a Leopardi parlando di Trieste e dei suoi affetti, come nella poesia A mia moglie.

Tu sei come una giovane

una bianca pollastra.

Le si arruffano al vento

le piume, il collo china

per bere e in terra raspa;

ma nell'andare ha il lento

tuo passo di regina

ed incede sull'erba

pettoruta e superba.

(A mia moglie, Umberto Saba)

Conviene prepararsi in tempo per lo scritto di italiano, senza tralasciare i poeti italiani del novecento che trovi nel libro di antologia!

Giuseppe Ungaretti (1888 - 1970)

Ungaretti nasce nel 1888 da genitori lucchesi in Egitto. Passa gli anni della formazione a Parigi dove incontra esponenti del simbolismo del calibro di Baudelaire e Mallarmé.

In Italia torna nel 1914 e si arruola durante la prima guerra mondiale. Da questa esperienza drammatica nascono le prime poesie.

Nel dopoguerra diventa corrispondente per il giornale fondato da Mussolini Il popolo d'Italia e nel 1936 si trasferisce in Brasile dove gli è stata offerta la cattedra di letteratura a San Paolo. Di nuovo, il ritorno in Italia in piena guerra lo porta ad approfondire la poetica che non lascerà fino alla morte nel 1970.

Stile e opere

Le sue raccolte L'Allegria e Il Dolore, pubblicate dopo le due guerre mondiali rappresentano i temi della morte e della vita, dell'accettazione del dolore e della speranza per il futuro.

La sintesi e la libertà espressiva della poesia libera dalla metrica sono una nota stilistica dell'autore come illustrato dalla poesia Mattina:

M'illumino d'immenso. 

La ricerca poetica e la scelta delle parole di Ungaretti può essere una possibile traccia d'esame alla maturità.

Salvatore Quasimodo (1901 - 1968)

Il poeta siciliano Salvatore Quasimodo e premio Nobel per la letteratura nel 1959, nasce a Modica nel 1901. Nonostante la passione per la letteratura e la poesia, svolge diversi lavori da geometra.

Nel 1930 riesce a pubblicare Acqua e terre dando il via alla propria carriera di poeta e traduttore dei classici. Nel 1942 riceve la cattedra di italiano al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dove insegna fino alla morte nel 1968.

Stile e opere

Quasimodo si autodefinisce un poeta ermetico con la raccolta Oboe sommerso. La sua raccolta più conosciuta Ed è subito sera ha riscosso un grande successo di pubblico.

Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera

(Ed è subito sera, S. Quasimodo)

Giorno dopo giorno del 1947 è una raccolta che chiude la fase ermetica; Quasimodo esce dall'intimità e tratta di impegno civile e rinnovamento dell'uomo.

Eugenio Montale (1896 - 1981)

Nato a Genova nel 1896, Eugenio Montale studia ragioneria e fa l'impiegato prima di perseguire la propria passione per la poesia collaborando con riviste letterarie.

Prende posizioni antifasciste e lavora come critico letterario per il Corriere della Sera e critico musicale. Nel 1975 riceve il premio Nobel per la letteratura e muore nel 1981 a Milano, dove viveva da anni.

Il poeta Eugenio Montale è stato premier nobel per la letteratura.
Ossi di Seppia!

Stile e opere

Nel 1928 Montale pubblica la sua prima raccolta di poesie, Ossi di Seppia, seguita da Le occasioni. In età matura pubblica Quaderno dei quattro anni e Altri versi.

Meriggiare pallido e assorto

presso un rovente muro d'orto,

ascoltare tra i pruni e gli sterpi

schiocchi di merli, frusci di serpi...

(Meriggiare pallido e assorto, E. Montale)

Il quadro poetico italiano è davvero ricco e sarebbe impossibile anche solo citare tutti gli autori. Questa semplice lista ha cercato di includere i poeti classici che non puoi non conoscere se devi affrontare gli esami di maturità e per la tua cultura generale.

Se vuoi un consiglio, studia sempre il libro di antologia, cerca degli approfondimenti su siti affidabili con un'antologia virtuale di poesia italiana e acquista un libro pubblicato dal tuo poeta preferito.

Se ti interessano gli autori dello scorso secolo e contemporanei, affidati a una raccolta come "I grandi poeti italiani del '900", a cura di Mauro Macario o "Nuovi poeti italiani" a cura di Giovanna Rosadini, Giulio Einaudi Editore.

Se hai qualche lacuna chiedi aiuto a un insegnante privato: puoi fargli domande su tutto il programma scolastico per migliorare in italiano.

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue