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Le tappe per realizzare una mano: un corso di disegno

Di Igor, pubblicato il 14/12/2018 Blog > Arte e Svago > Disegno > Lezioni di Disegno per Tratteggiare una Mano!

Fai parte di quei disegnatori che amano fare schizzi di tutto quello che vedono intorno a loro? Ami catturare i dettagli attraverso la tua mano e la tua creatività?

Quando si impara a disegnare, si inizia di solito con il tracciare le forme semplici e con quelle si realizzano i primi schizzi. Poi hai subito voglia di passare a cimentarti con qualcosa di più complesso, come il corpo umano. Sai quale parte del corpo è tra le più difficili da riprodurre a matita? Forse non ci crederai ma è proprio quella che ti permette di disegnare: la mano.

La sua struttura complessa necessita infatti di uno studio di tecniche di base per saper disegnare una mano che assomigli davvero al modello. La riproduzione di una mano fa parte degli esercizi di disegno più complessi, proprio come disegnare un viso o un piede.

Piccola curiosità: per capirne la sua importanza nell’arte, considera che la mano è anche protagonista del più antico disegno rupestre risalente a 40.000 anni fa e scoperto in Indonesia solo nel 2014. La mano è stata realizzata mettendo del colore attorno ai contorni della mano appoggiata sulla roccia.

Un po’ come sicuramente ti sarà capitato di fare all’asilo, insieme alle maestre, per realizzare un meraviglioso souvenir da conservare nella scatola dei ricordi (e magari per poi esercitarsi a fare meglio).

Ma non divaghiamo: torniamo a parlare di mano disegno e piccoli consigli!

Insegnante disegno per conoscere a fondo l’anatomia della mano

Prima di saper riprodurre a matita una mano dovrai saper riconoscere tutte le parti che la compongono, nel minimo dettaglio. Sarebbe impossibile riprodurre una cosa che non si conosce: senza una conoscenza approfondita dell’anatomia, dunque, il disegno di una mano non potrà essere realista!

Ma perché?

Semplicemente perché disegnare una mano significa saper riprodurre qualsiasi posizione essa possa assumere. Non si tratta solo di disegnare una mano aperta, ma anche di disegnarla sotto tutte le prospettive e in diverse posizioni, il che può sembrare difficile visto quanto questa parte del corpo è flessibile e considerato lo spettro amplissimo di posizioni che può assumere. La mano, proprio come il viso, è un elemento importante in un disegno. È una parte del corpo ricca di espressività, per questo in grado di attirare e focalizzare l’attenzione di chi osserva. È quindi essenziale saper ritrasmetterne tutti i dettagli, così come i volumi o l’impressione di movimento.

Riusciresti a disegnare una mano come quelle protagoniste dell’affresco della Cappella Sistina? Forse non ora, non nell’immediato e neanche domani… ma possiamo iniziare a lavorarci su perché questo accada!

La volta della Cappella Sistina, dipinta da Michelangelo, è uno degli esempi migliori, in questo senso. Le mani sono al centro delle grandi opere degli artisti del passato!

Per iniziare a vedere insieme alcune nozioni essenziali di anatomia, potremmo cominciare col dire che una mano è composta di ossa, muscoli e tendini. In particolare, comprende:

  • 27 ossa, suddivise in tre gruppi (carpo, metacarpo e falangi);
  • 5 metacarpi: sono le ossa situate nel palmo. Nel loro prolungamento si inseriscono le dita;
  • 14 falangi: sono le ossa delle dita. Ogni dito ne conta tre, eccetto il pollice che ne ha due;
  • 21 muscoli;
  • tendini flessori ed estensori.

A dettarne i movimenti è una meccanica molto precisa, che dà alla mano e alle dita numerose funzioni, in particolare quelle che permettono la presa, di afferrare le cose. Flessibilità, mobilità… la mano è uno strumento davvero incredibile.

D’altro canto, non bisogna dimenticarsi che la mano non funziona da sola, non è un arto a sé staccato dal resto del corpo come forse crederanno i fan della Famiglia Addams! I suoi movimenti sono infatti legati a quelli del polso e dell’avambraccio. Il gomito ne assicura la rotazione, mentre il polso ne permette l’inclinazione in avanti, indietro e di lato.

Questo solo per citare quello che sembra essere il primo errore di coloro che debuttano in disegno: non tenere cioé conto dello “spessore” delle ossa del polso nel tracciare il disegno di una mano.

Bisogna considerare che le ossa del metacarpo si inseriscono nel polso: il primo è collegato al pollice, il secondo all’indice, il terzo al medio, il quarto all’anulare e il quinto al mignolo.

Il primo metacarpo è molto mobile, il che consente al pollice di essere in opposizione alle altre dita, consentendo tutti i movimenti di presa degli oggetti.

Gli altri quattro metacarpo sono più fissi e formano un arco. Per dare più movimento e più vita ad una mano, sarà sufficiente accentuare quest’arco nel disegno.

Per evitare errori grossolani ricorda anche che l’asse del braccio e dell’avambraccio passa per il centro del polso e quindi per il terzo metacarpo, corrispondente al dito medio. Facile, no?

Ok, niente panico: vediamo come tratteggiare le dita di una mano.

Disegnare una mano in maniera realistica non può prescindere da alcuni dettagli di tipo meccanico, ad esempio. Ecco perché è importante conoscere approfonditamente il funzionamento. La mano non funziona da sola: i suoi movimenti sono connessi a quelli del polso e dell’avambraccio!

Corsi disegno per tratteggiare le dita della mano

Innanzitutto, da cosa sono formate le dita?

Le dita sono costituite di tre falangi, eccetto il pollice che ne ha due.

Quando disegniamo una mano, prima di interessarci alle dita, è meglio disegnare il palmo, il primo metacarpo e poi le dita.

Un errore in cui spesso incorrono i principianti è quello di confondere il primo metacarpo con la prima falange. Effettivamente, questo metacarpo è molto mobile e può facilmente essere confuso con una falange.

Un piccolo trucco: disegna sempre il pollice per ultimo, è infatti il dito più complesso da realizzare in modo realistico.

L’indice e l’anulare sono in genere della stessa taglia, mentre il medio è leggermente più grande. In realtà, a dare questa particolare impressione è soprattutto il fatto è che il terzo metacarpo è leggermente più lungo del secondo e del quarto. Dovrai quindi concentrarti sulla lunghezza dei metacarpi più che sulla lunghezza delle dita.

Il pollice è un caso a parte. Non è diverso dalle altre dita, ma è più che altro la mobilità del metacarpo che lo caratterizza: è capace di girare su se stesso quasi a 90°. Pollice e mignolo riescono praticamente a porsi l’uno di fronte all’altro.

Mano disegno: corso per realizzare una mano aperta

Come per la realizzazione del disegno di un qualsiasi oggetto o parte del corpo dovrai, prima di metterti al lavoro, metterti a osservare attentamente il modello.

Il vantaggio di quando si desidera imparare a disegnare una mano (non vale lo stesso per un elefante o una navicella spaziale, ad esempio) è che hai sempre un modello a completa disposizione dal vivo: allenati a disegnare la tua, prima di tutto! Comincia dalla cosa più facile, ovvero la mano aperta. Potrai imparare a disegnare il dorso della mano o, al contrario, il palmo.

Dopo che avrai realizzato entrambi questi disegni, riuscirai a conoscere e padroneggiare l’anatomia completa della mano, scoprendone poco a poco con maggiore profondità tutti i dettagli.

Solo dopo, potrai passare alle posizioni più complessa, come il pugno o la mano che tiene un oggetto. Per imparare a disegnare una mano, inizia dalla posizione più semplice: la mano aperta!

Prima di fare il primo schizzo della tua mano, dovrai consacrare un po’ di tempo al trovare dei punti di riferimento sul tuo foglio. Non pensare che sia un’attività inutile che rallenta il lavoro: questi tratti di base sono infatti indispensabili se vorrai collocare i diversi elementi rispettando le giuste proporzioni. E le proporzioni sono decisamente importanti!

Puoi anche tracciare tre tratti orizzontali, leggermente a curva, che delimiteranno l’inizio delle dita, la base delle dita e la base del palmo.

Potrai poi tracciare dei quadri nei quali andrai poi a collocare gli elementi che compongono la mano: il palmo (senza il pollice) e ogni dito. Il tratto verticale che taglia la mano in due corrisponde alla separazione tra il medio e l’anulare.

Fai delle forme semplici. L’idea è quella di iniziare a trovare le diverse lunghezze della dita e collocare ogni articolazione.

Alcuni tutorial disponibili su Youtube ti aiuteranno a capire meglio come disegnare una mano aperta.

Avrai, infatti, notato che le articolazioni delle dita non sono allineate, sono sfalsate. Questo fa parte dei dettagli che non devi trascurare nel realizzare il tuo disegno.

Inizia con degli strumenti semplici: una matita è più che sufficiente, prima di passare al carboncino, ai colori o, ancora, alla pittura ad olio. Disegnare a mano libera non è di certo semplice, ma ti consigliamo di evitare di fare ricorso al calco. È facile infatti, dopo averlo utilizzato una volta, abituarsi al comfort del calco, senza quindi imparare il funzionamento reale della mano.

Un’altra difficoltà quando si disegna una mano è quella di dare la sensazione della terza dimensione. Effettivamente, una mano non è mai piatta. Per fare un disegno realista, è importante tenerne conto. Le dita sono di forma cilindrica, il palmo ha dei muscoli importanti che danno dei rilievi e degli avvallamenti; inoltre, ci sono tutte le articolazioni, da mostrare in un disegno.

Corsi disegno per la tecnica della muffola e quella del guanto

Quando sei agli inizi, è bene non avere fretta; meglio procedere per tappe e imparare a perfezionarsi poco alla volta, senza spazientirsi se sembra di non fare rapidamente progressi. Disegnare una muffola, piuttosto che la mano, è più facile, poiché non sono da tratteggiare tutte le dita: comincia da lì.

Ma non è questo l’unico vantaggio: disegnando una muffola è più facile comprendere la posizione della mano nello spazio. Quando indossi una muffola, puoi piegare tutte le dita allo stesso tempo. E non hai nemmeno bisogno di impazzire per rendere il movimento del polso: questo ti consentirà di realizzare più velocemente i tuoi disegni.

Al disegno della muffola, usando la muffola stessa come riferimento, andranno poi ad aggiungersi le dita (basterà seguirne il contorno).

Disegnare un guanto semplifica elimina il problema di riprodurre fedelmente dita e polso e relativi movimenti. La tecnica del guanto è utilizzata anche per i manga, ma non solo!

Quando avrai superato questa tappa, la successiva sarà quella di disegnare un personaggio con i guanti. È una tecnica utilizzata molto spesso per evitare tutte le difficoltà dovute al movimento del polso dei personaggi. A questo proposito, dai un’occhiata a Topolino!

Fare una mano con un guanto e solo quattro dita come nei cartoni animati ti consente di focalizzarti solo sulla prospettiva e di lasciare da parte le proporzioni.

Insegnante disegno per conoscere tutti i dettagli di una mano

Come disegnare una mano in maniera realistica?

Appena avrai tracciato il primo schizzo, dovrai concentrarti su tutti i dettagli della mano. E non si può negare che siano numerosissimi; solo per dirne alcuni, ti troverai alle prese con:

  • L’osso del polso,
  • Le pieghe delle dita e delle articolazioni,
  • Le linee della mano sul palmo,
  • Le diverse tipologie di pelle,
  • I tendini e le vene,
  • Le unghie,
  • I volumi.

Quando avrai tracciato la mano nella sua globalità, dovrai lavorare su tutti questi dettagli. E sarà, senza dubbio, la tappa più complessa. Per disegnare una mano facilmente ti converrà posizionare le pieghe delle articolazioni delle dita, le principali linee delle palme della mano e le pieghe situate alla base del pollice. Con questi elementi supplementari, il tuo disegno della mano diventerà subito più realista e potrai lavorare sul volume della mano.

Se desideri fare un disegno per un logo, per esempio, impara a tracciare le pieghe, facendo dei piccoli tratti uno dopo l’altro, e non un tratto semplice. In effetti, se guardi da vicino, constaterai che le pieghe sulla mano non sono delle linee franche. È indispensabile che ti concentri per realizzare alla stessa maniera.

Per aiutarti, utilizza la matita e traccia dei segni più o meno marcati e inizierai già a vedere dei primi risultati. La pelle di un adulto e quella di un bambino sono diverse e devi riuscire a renderlo nel tuo disegno!

Per lavorare al disegno della mano, c’è un altro punto importante da prendere in considerazione: più le pieghe della mano saranno marcate e scure, più la pelle avrà un aspetto “spesso”. I tuoi tratti dovranno essere più o meno forti, a seconda che tu stia realizzando una mano adulta o una mano bambina.

Inoltre vi sono diverse differenze tra mano maschile e quella femminile. Le mani femminili sono infatti solitamente più sottil e più affusolate per quanto riguarda le dita; varierà anche la forma delle unghie. La differenza tra mano di uomo e mano di donna si deve avvertire anche quando il pugno è chiuso: nel primo caso, infatti, la mano dovrà risultare maggiormente compatta.

Se vuoi creare una mano molto realistica, dovrai insistere sulle ombre e sulla luce, per riprodurre i diversi muscoli della mano e per creare la sensazione degli incavi del palmo della mano, ad esempio. Questo è ancora più vero se vorrai realizzare un tatuaggio. Potrai, in quel caso, giocare sulle sfumature e sugli effetti della pelle per rappresentare le diverse possibilità di una mano.

Questa tappa necessiterà di lunghe sedute di allenamento. Disegnare una mano realista richiede del tempo. L’ideale è poter lavorare il disegno in una sola seduta, senza doversi fermare per poi riprendere. Prima di iniziare, accertati di avere almeno una o due ore a disposizione per terminare il lavoro in maniera tranquilla, senza fretta e con tutta la cura necessaria.

Dopo aver imparato bene la tecnica della muffola e quella del guanto, è forse tempo di passare al disegno della mano meccanica, mettendo in prospettiva non solo la mano e le dita, ma anche il polso.

Un altro errore frequente una volta giunti a questo stadio è quello di non insistere sui piani laterali.

Ricorda, la mano è a tre dimensioni; è quindi importante prendere in considerazione i piani che rappresentano lo spessore della mano. Senza i piani laterali, mancherà una dimensione.

Disegnare una mano con i contorni molto dritti mette in evidenza la prospettiva in modo più semplice. Sarà sempre necessario rappresentare il dorso delle dita, prima della parte davanti, per non perdersi nelle diverse tappe e nello spazio. È sufficiente, poi, arrotondare gli angoli.

Ora sai disegnare una mano meccanica e sarà molto più semplice renderla umana, lisciando i contorni. Per realizzare una mano naturale, dovrai ripetere, ripetere, ripetere e ancora ripetere, per poter alla fine guardare con soddisfazione al disegno che avrai realizzato.

Forse non sarà bella come la mano di Dio che si protrae verso quella di Adamo, ma sappiamo che anche Michelangelo Buonarroti non è arrivato a quel livello in un niente e che ha dovuto lavorare a lungo per perfezionarsi.

Persino geni della pittura e del disegno hanno dovuto effettuare studi e esercizi prima di affrontare la rappresentazione del corpo umano. Anche artisti come Michelangelo e Leonardo hanno dovuto lavorare molto allo studio del corpo umano!

I suoi studi sulla figura umana sono una testimonianza del suo intenso esercizio e impegno profuso nello studio della struttura del corpo, sebbene le sue intenzioni non fossero quelle di riprodurlo in maniera scientifica.

 Le sue figure si allungano, si contorcono, si piegano e si curvano, in un modo che invita l’occhio a guardare criticamente alla figura umana, rivelando quanto impegno richieda la rappresentazione del movimento, già nel disegno.

E possiamo forse tralasciare la figura di Leonardo quando si parla di disegni anatomici? Vero è che il suo interesse è sempre stato focalizzato principalmente sul volto ma nei suoi appunti sono presenti tracce di accurate descrizioni delle ossa umane, muscoli e anche dei nervi, come è possibile evincere dalla raffigurazione dei muscoli del braccio e della spalla e della loro meccanica.

Ti sembrano paragoni azzardati?

Ci rendiamo conto che abbiamo preso in considerazione non due artisti qualunque, ma due figure geniali… eppure è proprio puntando in alto che si trova la motivazione giusta per lavorare al meglio e perfezionare se stessi.

Anche Vincent Van Gogh studiò approfonditamente il tema della mano; il suo “Studio di mani” risalente al 1885 è la testimonianza dell’importanza di questo elemento per mettere in evidenza, attraverso i gesti e le azioni compiuti da queste parti del corpo, anche lo stato d’animo del personaggio ritratto.

Per quanto riguarda mano disegno e posizione, dobbiamo dire che la posizione delle dita è certamente uno degli aspetti chiave della raffigurazione: mani protese, mani chiuse, mani incrociate, mani tese… ognuna di loro ritrae ed esprime con forza una situazione. E ancora mani rugose, giovani, grandi, piccole: non è solo la gestualità a parlare, sono tutti gli elementi messi insieme a creare un contesto ogni volta diverso, da cui trarre diverse conclusioni.

Forse, in una delle mostre a lui dedicate, hai avuto modo di vedere l’opera dell’artista olandese Maurits Corenlius Escher intitolata “Mani che disegnano”: ogni opera di Escher racchiude illusioni e paradossi e questa non fa di certo eccezione. La rappresentazione di quelle due mani colte nell’atto di disegnarsi l’un l’altra ha assunto significati diversissimi sia agli occhi dei critici che del pubblico “profano”, tutti molto potenti e forse ugualmente validi.

Anche l'artista olandese Escher lavorò a un disegno di mani in cui ognuna disegna l'altra, in un gioco di illusione che si ritrova in tutti i suoi lavori. Ecco “Mani che disegnano”, l’incredibile opera di Escher tra paradossi e illusioni!

Se, arrivato fino a qui, sei poco fiducioso di poter migliorare e fare progressi (e mano disegno è un connubio che ti fa paura), fatti  incoraggiare direttamente dalle parole di Michelangelo:

Il più grande pericolo per molti di noi non sta nel fatto che i nostri obiettivi siano troppo elevati e quindi non riusciamo a raggiungerli, ma nel fatto che siano troppo bassi e che li si raggiunga.

E se ogni tanto sei tentato di non rifinire il tuo disegno, di trascurare alcuni dettagli pensando che non siano importanti e che nessuno ne avrà percezione, pensa al monito di Leonardo:

I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.

Quindi, come avrai capito, non c’è spazio per un lavoro fatto “a grandi linee”… anche se le linee servono! Mettiti subito a lavorare su questo elemento complesso ma non impossibile da realizzare, se fatto con i dovuti accorgimenti e non ti scoraggiare se dovrai ripeterli molte volte prima di arrivare a un risultato soddisfacente.

Una volta realizzata la soddisfazione sarà enorme. Tanto più che, da buoni italiani, sappiamo benissimo quanto le mani siano fondamentali per esprimersi appieno. La nostra gestualità è famosa in tutto il mondo, tanto che ci si è anche scritto sopra!

A proposito di questo, ti consigliamo di dare un’occhiata al testo “Supplemento al dizionario italiano” del mai dimenticato Bruno Munari . La prima edizione risale al 1958 e fu realizzata dal designer per un’insolita operazione di marketing dell’azienda di vermouth Carpano.

Al suo interno troverai una galleria fotografica con didascalie in quattro lingue che, siamo sicuri, ti aiuteranno a decodificare ancora meglio gesti e significati delle varie posizioni delle mani prima di metterti al lavoro per trasporli sulla carta.

Ecco una guida completa per imparare a disegnare!

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