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Conoscere e suonare la batteria a Firenze

La scuola di musica Play Loud di Firenze, sita in via Ungheria 1, si ripropone, da sempre, di promuovere ogni forma di musica. Del resto, non si tratta solamente di una scuola di musica, ma anche di una sala prove, registrazione, noleggio audio.

Ciò è rilevantissimo, per una realtà come quella fiorentina, in cui i musicisti che crescono e formano band sentono la necessità di ritrovarsi in luoghi attrezzati e farsi consigliare da insegnanti e maestri esperti ed appassionati.

Le grandi aule insonorizzate e climatizzate consentono ad ogni genere di musicista di trovare il suo comfort, sia per seguire corsi di chitarra, sia per provare insieme ad amici e compagni di corso.

Le strumentazioni sono di alto livello ed il clima conviviale e profittevole all’apprendimento.

I locali della scuola chiudono alle 23! Meglio di così …!

Se intendi scoprire la batteria, informati presso la sede della scuola, inizia a leggere dei testi sulla configurazione dello strumento, sulla sua storia e godrai al meglio di ogni tuo istante con le bacchette in mano, poiché lo farai con cognizione di causa.

La batteria, strumento personalizzabile…che non batte solo il tempo

La batteria musicale è fatta di tamburi, piatti ed altri strumenti a percussione.

Si tratta di un vero e proprio “polistrumento”. I componenti, infatti, sono disposti in modo tale da consentire ad un unico musicista – il batterista, per l’appunto – di suonarli tutti da solo, adoperando braccia e gambe, ossia mani e piedi.

Tra i diversi tamburi presenti in una batteria troviamo:

  • cassa
  • rullante
  • due tom (uno alto ed uno grave)
  • uno o diversi timpani
  • i piatti (ride, hi-hat, china, charleston, crash).

Il modo in cui ogni musicista personalizza e compone la propria batteria fa di essa uno strumento unico, sebbene esistano delle configurazioni-tipo seguite dalla maggior parte dei batteristi e dai batteristi in erba. 

Ecco, a seguire, alcuni esempi di configurazione dei tamburi innestabili ed intercambiabili, e di eventuali altri strumenti a percussione integrabili nella batteria.

La configurazione tipo per una rock band

Il batterista Louie Bellson usò per primo una configurazione mirata a rafforzare i contrabbassi delle band swing o, addirittura, ad eliminarli. Con l’introduzione della cosiddetta “doppia cassa”, aprì la strada alla configurazione oggi più adoperata da rock e metal. Aggiunse, dapprincipio, una seconda grancassa, da suonare con l’altro piede, in modo da dare corpo ai bassi.

Anche i batteristi fusion apprezzano questo tipo di composizione dello strumento, magari aggiungendo una seconda gran cassa, con diametro inferiore rispetto a quella principale, in modo da far variare anche il suono di quest’ultima.

Altri musicisti ancora, poi, includono ben tre o quattro grancasse nelle loro batterie, senza badare a spese!

I più oculati, invece, optano per la variante con grancassa a doppio pedale. Al pedale base della grancassa che ha due battenti viene applicato un secondo pedale, tramite una prolunga che lega gli assi di rotazione dei battenti. Risultato: si suona un’unica grancassa, ma è come se se ne suonassero due.

L’aggiunta di percussioni

Una delle passioni dei batteristi è rendere il proprio strumento personale all’ennesima potenza. Ed ecco che molti si cimentano nella ricerca, il reperimento e l’aggiunta di diversi strumenti.

V’è chi aggiunge tom supplementari, chi dei piatti, chi opta per inserire tamburelli, campanacci, rototom, woodblock, octoban, pad elettronici con suoni campionati…

Ma il massimo della grinta personalizzante si percepisce nei batteristi che non riescono proprio a limitarsi alla sola parte ritmica classicamente assegnata alla batteria. Costoro tengono ad intervenire anche melodicamente, con il loro strumento. Ed eccoli, allora, escogitare non solo l’aggiunta di ulteriori tamburi e percussioni, ma anche quella di altri oggetti di ogni genere, forma e categoria.

E che dire, ad esempio, del fatto di accordare i tom con intervalli semitonali, in modo da farli “cantare” al pari di altri strumenti?

Airto Moreira e Danny Carey sono solo due nomi associati a questo genere di inventiva batteristica. Cerca online qualche dettaglio sulle loro batterie.

L’uso remoto dei pedali

Alcuni musicisti si avvalgono di pedali collegati a cavi flessibili in grado di pilotare dispositivi come campanacci, hi-hat…

Gli strumenti a percussione, in tal modo, sono del tutto affrancati dalla classica asta e cio’ consente massima libertà al batterista che insegue la continua sperimentazione sia ritmica, sia sonora.

Il batterista, oggi, non è più relegato alla funzione di “metronomo” della band. Il batterista vive anche di assoli, contribuisce alla melodia, fugge dal rango solo ritmico originariamente assegnatogli.

Ecco perché esistono delle tendenze, di nicchia, che vedono questa categoria di musicisti dedicarsi alla ricerca di strumenti via via più specifici ed anche melodici da aggregare al set dei tamburi.

La batteria si accorda?

Ebbene sì. Al pari di un pianoforte, la batteria necessita di accordatura.

Prendiamo un tamburo. Le sue due pelli, risonante e battente, vanno tese in un determinato modo, se si vuole amplificare al massimo la possibilità sonora dello strumento. Risonanza e volume di un tamburo sono strettamente dipendenti dalla tensione assicurata alle pelli.

Ogni batterista desidererà ed otterrà uno specifico grado di tensione per il proprio rullante, ad esempio. E ciò si legherà al genere musicale che egli predilige e pratica.

Per ogni singolo componente della batteria esiste un insieme di modalità e possibilità di accordatura.

La grandezza del tamburo, insieme alla posizione delle chiavette e alla tensione della pelle battente e della pelle risonante, dà luogo a diverse combinazioni. Se il rullante e la grancassa possono essere accordati in modo autonomo, ossia indipendente, gli altri tamburi verranno generalmente settati ad intervalli di terza, terza minore o quarta. Di essi si accorderanno solo le pelli risonanti, non quelle battenti. E la durata del suono emesso dipenderà da questa operazione.

Per ogni tamburo, il batterista conoscerà e desidererà massima resa sonora ed armonica, nonché una determinata tonalità. La pelle risonante e quella battente dovranno comunque avere la stessa tonalità, in modo da non rischiare eccessiva acutezza dei sovratoni (come avviene quando la pelle risonante è più tesa della battente), né sovratoni troppo gravi, in caso di pelle risonante più lenta della pelle battente).

Ogni strumento, insomma, è un po’ come il figlio del musicista, che se ne prende cura nel dettaglio, pulendolo, nutrendolo, “mettendolo in ordine”!

Le domande più frequenti:

💸 Quanto si paga in media un/un'insegnante di batteria a Firenze?

Il costo medio di un/una prof privato/a di batteria a Firenze è di 15. Questo costo cambia da insegnante a insegnante e dipende da tre fattori.

 

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✒️ A Firenze, qual è la valutazione media che hanno ricevuto i/le nostri/e insegnanti di batteria?

In totale, i/le nostri/e maestri/e hanno ricevuto 1 valutazioni da parte degli/delle alunni/e. Il voto medio ricevuto dai/dalle insegnanti di batteria a Firenzeè di 5,0 su 5.

 

Per qualsiasi dubbio riguardo il nostro servizio, i corsi privati o i/le nostri/e maestri/e, puoi consultare le nostre domande frequenti, dove rispondiamo ai dubbi più frequenti. Se desideri parlare con noi, un'équipe di supporto clienti è disponibile tutta la settimana via mail o per telefono.

💻 Se trovo un/una maestro/a di batteria che che è perfetto/a per quello che cerco ma siamo lontani, è possibile fare le lezioni a distanza?

Assolutamente sì! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi online.

 

Le lezioni a distanza sono meno care rispetto ai corsi a domicilio perché non ci sono supplementi di trasporto e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

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🥁Perché contattare un/una professore/essa di batteria a Firenze può essere una buona scelta?

La batteria è uno degli strumenti più amati. Sogni di suonare in una band ed esibirti su un palco? Ti piacerebbe diventare un mago con le bacchette? un corso di batteria è quel che ti serve!

 

Non c'è da stupirsi se la batteria ha raggiunto una tale popolarità, poiché i suoi vantaggi sono tanti. Per prima cosa, è uno strumento adattabile aggiungendo piatti a piacimento.

 

In seconda istanza, perché la batteria è uno strumento intuitivo. Contrariamente al violino non richiede una grande conoscenza teorica, solo uno spiccato senso del ritmo!

 

Terzo, perché la batteria è uno strumento essenziale in ogni rock band. È la batteria che dà il  ritmo agli altri strumenti, che permette ai diversi componenti di suonare sincronizzandosi. Con un po' di regolarità, in poche settimane sarai capace di eseguire i ritmi più semplici. Non demordere se non ci riesci in fretta: la pratica musicale richiede costanza. Su internet potrai trovare moltissimo materiale: partiture, video e consigli per perfezionarti.

 

Quarto, suonare la batteria ti aiuta a sviluppare la tua creatività e concentrazione, elimina lo stress e rinforza la fiducia in te stesso. La creatività è una qualità molto importante nella vita personale e lavorativa; stimolare questa parte del cervello ti aiuterà infatti a trovare nuove soluzioni ai problemi quotidiani.

 

Cosa aspetti a prenotare il tuo primo corso di batteria?

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L'offerta di insegnanti di batteria a Firenze è importante. Si contano più di 6 professori/esse disponibili per dare corsi di batteria.

 

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