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Statistica
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Emilio
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| ✅ Tariffa media: | 23€/ora |
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| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
La scuola di musica Play Loud di Firenze, sita in via Ungheria 1, si ripropone, da sempre, di promuovere ogni forma di musica. Del resto, non si tratta solamente di una scuola di musica, ma anche di una sala prove, registrazione, noleggio audio.
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Se intendi scoprire la batteria, informati presso la sede della scuola, inizia a leggere dei testi sulla configurazione dello strumento, sulla sua storia e godrai al meglio di ogni tuo istante con le bacchette in mano, poiché lo farai con cognizione di causa.
La batteria musicale è fatta di tamburi, piatti ed altri strumenti a percussione.
Si tratta di un vero e proprio “polistrumento”. I componenti, infatti, sono disposti in modo tale da consentire ad un unico musicista – il batterista, per l’appunto – di suonarli tutti da solo, adoperando braccia e gambe, ossia mani e piedi.
Tra i diversi tamburi presenti in una batteria troviamo:
Il modo in cui ogni musicista personalizza e compone la propria batteria fa di essa uno strumento unico, sebbene esistano delle configurazioni-tipo seguite dalla maggior parte dei batteristi e dai batteristi in erba.
Ecco, a seguire, alcuni esempi di configurazione dei tamburi innestabili ed intercambiabili, e di eventuali altri strumenti a percussione integrabili nella batteria.
Il batterista Louie Bellson usò per primo una configurazione mirata a rafforzare i contrabbassi delle band swing o, addirittura, ad eliminarli. Con l’introduzione della cosiddetta “doppia cassa”, aprì la strada alla configurazione oggi più adoperata da rock e metal. Aggiunse, dapprincipio, una seconda grancassa, da suonare con l’altro piede, in modo da dare corpo ai bassi.
Anche i batteristi fusion apprezzano questo tipo di composizione dello strumento, magari aggiungendo una seconda gran cassa, con diametro inferiore rispetto a quella principale, in modo da far variare anche il suono di quest’ultima.
Altri musicisti ancora, poi, includono ben tre o quattro grancasse nelle loro batterie, senza badare a spese!
I più oculati, invece, optano per la variante con grancassa a doppio pedale. Al pedale base della grancassa che ha due battenti viene applicato un secondo pedale, tramite una prolunga che lega gli assi di rotazione dei battenti. Risultato: si suona un’unica grancassa, ma è come se se ne suonassero due.
Una delle passioni dei batteristi è rendere il proprio strumento personale all’ennesima potenza. Ed ecco che molti si cimentano nella ricerca, il reperimento e l’aggiunta di diversi strumenti.
V’è chi aggiunge tom supplementari, chi dei piatti, chi opta per inserire tamburelli, campanacci, rototom, woodblock, octoban, pad elettronici con suoni campionati…
Ma il massimo della grinta personalizzante si percepisce nei batteristi che non riescono proprio a limitarsi alla sola parte ritmica classicamente assegnata alla batteria. Costoro tengono ad intervenire anche melodicamente, con il loro strumento. Ed eccoli, allora, escogitare non solo l’aggiunta di ulteriori tamburi e percussioni, ma anche quella di altri oggetti di ogni genere, forma e categoria.
E che dire, ad esempio, del fatto di accordare i tom con intervalli semitonali, in modo da farli “cantare” al pari di altri strumenti?
Airto Moreira e Danny Carey sono solo due nomi associati a questo genere di inventiva batteristica. Cerca online qualche dettaglio sulle loro batterie.
Alcuni musicisti si avvalgono di pedali collegati a cavi flessibili in grado di pilotare dispositivi come campanacci, hi-hat…
Gli strumenti a percussione, in tal modo, sono del tutto affrancati dalla classica asta e cio’ consente massima libertà al batterista che insegue la continua sperimentazione sia ritmica, sia sonora.
Il batterista, oggi, non è più relegato alla funzione di “metronomo” della band. Il batterista vive anche di assoli, contribuisce alla melodia, fugge dal rango solo ritmico originariamente assegnatogli.
Ecco perché esistono delle tendenze, di nicchia, che vedono questa categoria di musicisti dedicarsi alla ricerca di strumenti via via più specifici ed anche melodici da aggregare al set dei tamburi.
Ebbene sì. Al pari di un pianoforte, la batteria necessita di accordatura.
Prendiamo un tamburo. Le sue due pelli, risonante e battente, vanno tese in un determinato modo, se si vuole amplificare al massimo la possibilità sonora dello strumento. Risonanza e volume di un tamburo sono strettamente dipendenti dalla tensione assicurata alle pelli.
Ogni batterista desidererà ed otterrà uno specifico grado di tensione per il proprio rullante, ad esempio. E ciò si legherà al genere musicale che egli predilige e pratica.
Per ogni singolo componente della batteria esiste un insieme di modalità e possibilità di accordatura.
La grandezza del tamburo, insieme alla posizione delle chiavette e alla tensione della pelle battente e della pelle risonante, dà luogo a diverse combinazioni. Se il rullante e la grancassa possono essere accordati in modo autonomo, ossia indipendente, gli altri tamburi verranno generalmente settati ad intervalli di terza, terza minore o quarta. Di essi si accorderanno solo le pelli risonanti, non quelle battenti. E la durata del suono emesso dipenderà da questa operazione.
Per ogni tamburo, il batterista conoscerà e desidererà massima resa sonora ed armonica, nonché una determinata tonalità. La pelle risonante e quella battente dovranno comunque avere la stessa tonalità, in modo da non rischiare eccessiva acutezza dei sovratoni (come avviene quando la pelle risonante è più tesa della battente), né sovratoni troppo gravi, in caso di pelle risonante più lenta della pelle battente).
Ogni strumento, insomma, è un po’ come il figlio del musicista, che se ne prende cura nel dettaglio, pulendolo, nutrendolo, “mettendolo in ordine”!
Lorenzo
Insegnante di batteria
Lorenzo oltre ad essere molto competente ha un approccio pratico e divertente. Mi sono trovato molto bene.
Augusto, 8 mesi fa
Tancredi
Insegnante di batteria
Insegnante molto preparato, si vedono i molteplici anni di studio all'estero. Ha capito subito quali erano le mie mancanze tecniche e le stiamo aggiustando anche tramite musica che amo! 10 e lode!
Rosaria, Un anno fa
Giorgio
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Giorgio è molto preparato e comprensivo, e riesce a consigliarti un piano preciso in base alle tue esigenze specifiche. Si vede che parte da basi solide e da una conoscenza dello strumento molto valida. È un ottimo insegnante, lo consiglio
Lorenzo, 2 anni fa
Tiziano
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Giuseppe, 2 anni fa
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Carlo, 2 anni fa
Iulian
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Claudia, 4 anni fa