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Voto medio 5 ⭐ su 6+ recensioni. I nostri studenti adorano le lezioni di cucina!
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Statistica
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Emilio
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<p>La durata varia molto in base a quanto pratichi e a cosa vuoi preparare.</p>
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<li><b>Le ricette di base</b>: in poche settimane prepari piatti semplici come paste, sughi e secondi facili.</li>
<li><b>I gesti tecnici</b> come tagliare e gestire le cotture si consolidano in alcuni mesi.</li>
<li><b>L'autonomia completa</b>, cioè cucinare senza ricetta, arriva dopo mesi di pratica costante.</li>
<li><b>La pratica regolare</b> conta più del tempo totale: cucinare spesso accelera tutto.</li>
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<p>Con un tutor impari le tecniche giuste fin dall'inizio, evitando di perdere mesi da autodidatta.</p>
<p>La tariffa oraria per la cucina a Catania si aggira intorno a 24€/ora.</p>
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<p>Questa tariffa varia in base a diversi criteri:</p>
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<li><b>Il tuo livello attuale</b> e i tuoi obiettivi in cucina</li>
<li><b>L'esperienza e le qualifiche</b> dell'insegnante</li>
<li><b>Il numero di ore</b> prenotate</li>
<li><b>La modalità</b> (in presenza o in videochiamata)</li>
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<p>Le lezioni online sono spesso più economiche restando comunque efficaci.</p>
<p>Le basi della cucina uniscono tecnica, organizzazione e un po' di pazienza.</p>
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<li><b>I tagli delle verdure</b> (brunoise, julienne, a rondelle), per cotture uniformi e piatti curati.</li>
<li><b>I metodi di cottura</b> cambiano sapore e consistenza degli ingredienti.</li>
<li><b>Il soffritto e le basi aromatiche</b>, punto di partenza di moltissimi piatti italiani.</li>
<li><b>L'equilibrio dei sapori</b>: dosare sale, acidità, grassi e condimenti con misura.</li>
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<p>Con un tutor adatti il ritmo ai tuoi progressi e parti subito col piede giusto.</p>
<p>Gli insegnanti di cucina a Catania si distinguono con 5/5.</p>
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<p>Questo voto si basa su 6 recensioni verificate.</p>
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<p>Ogni profilo mostra i feedback degli ex studenti.</p>
Padroneggiare le ricette, affinare l'impiattamento o scoprire la cucina di coppia: trova il corso su misura! 1ª lezione gratis.
| ✅ Tariffa media: | 24€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 0h |
| ✅ Insegnanti disponibili: | 7 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Quando passeggi per le vie di Catania, non ti fermeresti mai: dal mercato del pesce sotto gli archi della marina a piazza Università, da piazza Duomo a piazza Stesicoro, da via Etnea a via Crociferi, senza dimenticare la visita al teatro Bellini, al Giardino Botanico e alla Villa Bellini, il tempo passa rapidamente e non vorresti sprecare nemmeno un minuto, sacrificando anche il ristorante.
Fortunatamente per te, lo street food di Catania (che, qui, esiste ben prima che questa espressione anglosassone venisse adottata nel nostro Paese) ti verrà in soccorso: gustose pietanze dolci e salate, letteralmente da divorare, mentre continui ad ammirare le bellezze locali, inebriato dal tepore del sole siciliano e dal profumo di mare!
Se qualche sera, in un qualsiasi paese siciliano, dell’entroterra o della costa, hai fatto la coda in una pizzeria – rosticceria, sarà certamente capitato anche a te di assistere a questa scena: un padre e un figlio, che ordinano 6 pizze, di cui due maxi, cui fanno aggiungere 10 – 12 arancini, 6 calzoni, 3 cipolline e 4 fette di schiacciata tuma e prosciutto. Ma quanta gente ci sarà a casa, in attesa della cena? Sicuramente non più di sette – otto persone. E se la tua domanda è “ma i siciliani mangiano di più dei lombardi o dei veneti?”, la nostra risposta è “forse, ma sicuramente, anche un veneto o un lombardo non uscirebbero da una rosticceria siciliana con una misera pizza a testa. È fisiologico! Insomma, quelle dei pizzaioli siciliani sono proposte che non si possono rifiutare (per citare un famoso film di Francis Ford Coppola…!)
Diciamo che, aspettando che tutti si mettano a tavola, prima che la pizza si raffreddi, un arancino al ragù ci sta, giusto per aprire la strada al resto. E se, poi, qualche bambino della tavolata non dovesse finire la pizza, la mamma del piccolo in questione deve avere sempre pronto il piano B: la schiacciata, la cipollina, il calzone, … E comunque, se gli sprechi alimentari ti fanno paura, non temere: nulla andrà buttato.
Ma l’arancino, a Catania come a Palermo (dove, però, si chiama arancina, ricordalo!), è un passe-partout: si adatta allo spuntino di metà pomeriggio (che, a differenza del “metà pomeriggio” di Milano, non inizia prima delle sei), durante la passeggiata con gli amici; è l’ideale per l’adolescente sempre affamato, che non ce la fa ad attendere l’inizio della cena, senza spilluzzicare qualcosa; ed è perfetto come cena (ovviamente, se in numero congruo). Perché, allora, non dovrebbe essere la scelta migliore anche per il turista affamato, in tour nella città dell’elefante?
Oltre ai classici arancini al ragù (a seconda della ricetta, al ragù di carne possono essere aggiunti anche piselli, il riso può essere condito con lo zafferano, …) e a quelli al burro (che in realtà non contengono burro, bensì prosciutto e mozzarella o prosciutto e tuma, un formaggio locale, freschissimo, a base di latte di pecora), la cucina di Catania propone anche quelli alla Norma: il nome è un omaggio all’opera del catanese Vincenzo Bellini, ovviamente, e la farcitura dell’arancino prevede melanzane, ricotta salata, tuma e basilico.
Se vuoi assaggiare anche altri sapori, sappi che esistono anche arancini al pistacchio, ai funghi e al nero di seppia.
Forse proprio per reazione all’estrema abbondanza di pesce freschissimo, pescato ogni notte e venduto ogni mattina agli archi della marina o alla sezione alimentare del quotidiano feroluni, i catanesi sono degli appassionati divoratori di carne, in particolare di carne di cavallo.
In via del Plebiscito o in via Dusmet, ci sono diversi panifici o tavole calde, che preparano sul momento degli squisiti panini con carne di cavallo, che puoi gustare nella versione semplice o cui, nel rispetto della tradizione locale, puoi aggiungere una serie di verdure grigliate o crude a tua disposizione: melanzane, cipolla, funghetti sott’olio, peperoni grigliati o sott’olio, zucchine, lattuga, radicchio, …
Insomma, dopo un panino del genere, non c’è altro da fare che rimettersi in moto e digerire passeggiando tra le vie e i palazzi, resi caratteristici dalla pietra lavica, disponibile grazie alla presenza ravvicinata del vulcano più alto d’Europa, l’Etna.
A meno che…
… a meno che, dopo un paio di arancini, magari uno al ragù e l’altro alla norma, o dopo il panino con la carne di cavallo, tu non senta la necessità di un sapore dolce, per temperare i gusti forti che hai provato fino a questo momento.
Niente di meglio, allora, che entrare in una pasticceria (ne trovi veramente tante e quasi tutte di ottima qualità) e chiedere un vassoio di cannoli. Si tratta, probabilmente, di uno dei dolci siciliani più noti (assieme alla cassata) e dei più esportati nel continente. Il sapore delizioso della ricotta di pecora e zucchero, con cui viene farcita la cialda del cannolo, è reso ancora più sublime dalla granella di pistacchio o dai fruttini canditi, che vengono apposti alle due estremità del dolcino. Un consiglio: chiedi che il cannolo venga riempito davanti a te; la cialda sarà ancora più croccante.
Se un cannolo ti dovesse sembrare troppo (effettivamente, non è da tutti, dopo pranzo, mangiare 100 – 150 grammi di ricotta!), puoi puntare sui più modesti cannolicchi, la versione corta del fratello maggiore.
Un altro dolce tipico di Catania città è la crispella di riso: al riso cotto nel latte, vengono amalgamati farina, zucchero, scorza di arancia, cannella e lievito. L’impasto, dopo aver riposato un’ora, viene suddiviso in bastoncini di una decina di cm di lunghezza, i quali sono fritti e, ancora caldi, cosparsi di abbondante miele: da mangiare bollenti!
Inverno o estate che sia, quando sarai a Catania, non potrai non assaggiare il gelato, freschissimo e disponibile in tanti gusti, diversi da quelli che puoi trovare in altre città (per non citarne che un paio, il gelato al gusto cassata siciliana, quello al pistacchio di Bronte, ...).
Ma la cosa particolare è che in Sicilia il gelato si può mangiare nella brioche: questa viene parzialmente aperta, per essere farcita con il gelato, che potrai mangiare aiutandoti con un cucchiaino.
A questo proposito, ricorda che nelle mattinate estive, i catanesi fanno colazione con granita e brioche: non vorrai farti mancare questa chicca, vero?
Francesco
Insegnante di cucina
Francesco non solo è uno chef di altissima qualità, ma anche un insegnante nato. In un’unica lezione è riuscito a spiegarmi la logica e il processo alla base della costruzione di un piatto squisito. Siamo partiti dalla spesa fino alla...
Carlos, 5 mesi fa
Simone
Insegnante di cucina
Simone è stato molto professionale, gentile e soprattutto si è concentrato molto su quelle che erano le mie richieste .
Niky, Un mese fa
Elisa
Insegnante di cucina
“ ottima insegnante, chiara nell’esposizione dell’esecuzione delle ricette . Disponibile con gli allievi , con cui instaura in breve tempo un rapporto familiare e di collaborazione La consiglio anche ai bambini che amano cucinare “
Ilaria, Un mese fa
Costantino
Insegnante di cucina
Ho avuto una lezione con Costantino, ed è stata un’esperienza davvero fantastica. È una persona molto simpatica, ha un approccio estremamente accogliente e riesce a trasmettere la sua passione per la cucina con grande competenza. Ogni passaggio...
Roberto, 3 mesi fa
Luca
Insegnante di cucina
Con Luca ho condiviso idee di piatti e poi mi sono lasciata guidare da lui per i dettagli. Le lezioni si sono svolte online, cucinando entrambi la stessa ricetta. Luca è molto competente e preparato, ma anche organizzato e puntuale. Lezioni molto...
Susanna, 3 mesi fa
Giovanni
Insegnante di cucina
Giovanni è un ottimo insegnante di cucina preparato da cui ho imparato molto, premetto che ero partito da una conoscenza njlla sull argomento adesso posso incominciare a gestire una cena con gli amici.
Matteo, 4 mesi fa