5 /5
Valutazione media 5 ⭐ con 6+ recensioni dai nostri studenti.
21 €/ora
Ottime occasioni: 100% degli insegnanti offre la prima ora gratuita! E in media, una lezione di solfeggio costa 21€ all'ora a Messina.
Sfoglia i profili, confronta le specializzazioni (solfeggio parlato, cantato, ritmico) e scegli chi si adatta ai tuoi obiettivi. Tutti i formati: presenza, online o in webcam.

Statistica
()
Emilio
5
Scambia con il tuo futuro insegnante in tutta trasparenza. Spiega se parti da zero o hai già studiato teoria musicale. Pagamento sicuro tramite la piattaforma.

Parti senza impegno! Con lo Student Pass, accedi a lezioni illimitate per un mese. Perfetto per padroneggiare chiave di violino, battute e ritmo a Messina.

Le lezioni di solfeggio coprono diversi aspetti della lettura musicale.
Padroneggiare questi elementi apre le porte a qualsiasi strumento musicale.
A Messina, prevedi circa 21€/ora per un'ora di solfeggio.
Questa tariffa può variare secondo:
Le lezioni online sono spesso più economiche restando comunque efficaci.
La durata dello studio varia da persona a persona, anche se i fondamenti si acquisiscono abbastanza in fretta.
Con il giusto insegnante, si evitano gli errori tipici dei principianti e si avanza più spediti.
Il voto medio di 5/5 testimonia la qualità delle lezioni di solfeggio a Messina.
Questa media riflette 6 feedback degli studenti.
I commenti dettagliati permettono di trovare il professore ideale.
Scegli tra insegnanti certificati, appassionati di musica e pedagoghi esperti. Dal solfeggio per principianti all'ear training avanzato.
| ✅ Tariffa media: | 21€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 0h |
| ✅ Insegnanti disponibili: | 9 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Spesso, interessandoci alla musica e alla possibilità di saper suonare uno strumento musicale o di fare apprendere ciò ai nostri pargoli, ci ritroviamo faccia a faccia con un annoso dilemma ed impensierimento: il solfeggio.
Si tratta davvero di un grosso mostro a più teste, da sconfiggere per potersi godere un po’ di sana musica di propria mano?
Perché mai una cosa tanto importante sarebbe del tutto tediosa ed anche detestabile?
Come può essere che un’attività celestiale come la pratica musicale (o canora) possa trarre giovamento o comunque vedere la sua conditio sine qua non proprio in un’attività ardua ed opprimente?
È evidente che deve esservi un nodo concettuale nascosto, da qualche parte, utile a farci capire come stiano le cose.
Banalizzando, potremmo dire che, cosi come per contare, sommare, progettare e costruire è indispensabile scoprire i numeri, tracciarli, compararli ed operare secondo regole precise, allo stesso modo suonare viene ovviamente dopo il fatto di aver appreso le regole base sui suoni, il ritmo, i tempi, le durate e le altezze. Per non parlare, poi, di tutte le leggi armoniche…
Eppure, il paragone non è proprio calzante. La musica, infatti, esiste in noi, proprio come esiste la necessità di comunicare, dapprima a gesti e suoni indistinti, poi riproducendo le parole tipiche del nostro entourage.
Ecco che, in musica, proprio come nella lingua madre, ci comportiamo secondo tappe:
E la stessa cosa avviene in musica:
Ovviamente, molti di noi posseggono già al meglio il senso de ritmo. Ma trasferire il tutto su carta, sapendo leggere e scrivere note, pause, frasi musicali, consente di amplificare all’ennesima potenza la portata del sapere e le attitudini o doni personali.
In ogni asilo e scuola primaria di Messina, ormai, le maestre, come i genitori, sanno che i progetti legati alla musica sono importanti. I bambini si sentono un tutt’uno cantando e battendo il tempo. Dare sfogo all’innato senso del ritmo, consentendo di lavorare con piccoli rudimentali strumenti a percussione dà modo di sperimentare la musica giorno per giorno.
Questa esperienza non è, per i piccoli, qualcosa come una frontale lezione di solfeggio al Conservatorio di Messina (l’Arcangelo Corelli, di via Giuseppe Motta). Si tratta di un gioco per entrare in sintonia con il gruppo-classe, di essere capito e di comunicare con l’insegnante, di integrarsi all’ambiente fisico e relazionale dell’asilo o della scuola.
La musica, in questa tenerissima età è puro piacere e gioco.
Eppure … portata avanti con attenzione, essa contiene già moltissimo delle future lezioni di teoria musicale e solfeggio!
Incredibile? Non proprio.
Imitare i passi dell’elefante rispettando il tempo dettato dal maestro è già un rudimentale solfeggiare!
Spingersi, poi ad intonare suoni consonanti in piccoli gruppi è il buon inizio per poi giungere al futuro e temuto “solfeggio cantato”.
Eh già, solfeggiare, battere il tempo, mantenere la durata delle note, leggere i suoni di diversa altezza e coi diversi tagli addizionali viene dopo. Ed è niente altro che una codificazione formale di saperi già incontrati dai piccoli.
La scuola dell’infanzia e la scuola materna consentono di giocare e divertirsi con questi elementi dell’universo musicale. I gradi successivi della scuola, l’età che avanza, le lezioni di solfeggio eventualmente prese presso scuole private, con insegnanti a domicilio o al Conservatorio di Messina, invece, consentiranno di mettere nero su bianco questo sapere, confrontandolo con altri e con i maestri di musica e solfeggio.
Contato il tempo, pronunciando i nomi delle note e scandendoli per la durata necessaria, si trasforma l’apprendimento intuitivo (ad esempio l’abbaiare a tempo di un cagnolino) in una conoscenza ufficiale che diverrà canale di scambio e comunicazione fra i futuri musicisti.
Il solfeggio per codificare un sapere implicito, insomma, serve per corroborare ed affinare un sapere implicito.
Se i piccoli amano tanto cantare, non v’è motivo perché un più più grandi non debbano apprezzare il fatto di solfeggiare, ossia leggere le note tenendo la loro durata corretta, semplici melodie, brani noti, magari con l’armonizzazione di fondo da parte del maestro. Ed ecco che, automaticamente, essi si ritrovano a solfeggiare allegramente.
Il passaggio da una canzoncina cantata alla sua decodifica su carta, tramite lettura delle note, è un momento davvero emozionante, se avviene con estrema cura e consequenzialità da parte del maestro di musica che dà lezioni di solfeggio.
Una cosa, infatti, era il vecchio modo di fare, per cui i piccoli si ritrovavano a “parlare di un solfeggio” mai visto prima, di cui non conoscevano il senso, la melodia, l’interesse sonoro; un’altra è far passare i bambini da un brano noto che cantano con le parole allo stesso, letto però sul pentagramma, pronunciando le note che lo compongono.
I bambini capiscono al volo che sostituendo le note alle parole stanno identificando le posizioni dei suoni, stanno verificando la correttezza della melodia e soprattutto possono ora anche suonare loro stessi il brano amato su uno strumento.
Ecco la chiave del successo di una lezione di solfeggio: i giovani allievi devono capire che si tratta della possibilità di leggere e scrivere la musica che a loro piace. Proprio come le lettere dell’alfabeto hanno consentito loro, fino ad ora, di leggere i fumetti preferiti ed i comandi dei video giochi più usati.
Leggere le note, scriverle sul pentagramma consente di fare musica, cantando, inventando, eseguendo.
Un’idea musicale poi, - ossia una melodia inventata di sana pianta – potrà essere proposta ad altri proprio grazie alla sua trascrizione in note.
Ed ecco reso indispensabile, anche agli occhi dei più giovani, il pentagramma, con le sue cinque linee, i quattro spazzi, le note con tagli in testa e in gola.
Le tre chiavi, che danno origine al setticlavio in base alla posizione che occupano sul pentagramma, sono come la carta di identità ed anche il lascia passare per accedere ad una rappresentazione grafica della musica ed alla interpretazione di una scrittura musicale.
Andare a lezione di solfeggio, quindi, è un po’ come seguire le prime lezioni di una nuova lingua, di cui magari già si mastica molto – per averla sempre sentita – e di cui si voglia perfezionare la pratica, per poter comunicare con il maggior numero di individui nel mondo!
Michele
Insegnante di solfeggio
Eccellente! Super consigliato, anche per la acustica
Enrico, Più di 5 anni fa
Georgia
Insegnante di solfeggio
Georgia ha un approccio paziente ed accogliente, che rende la lezione con lei molto piacevole oltre che formativa. I suoi insegnamenti si basano su una solida tecnica di canto lirico, ed è un'ottima guida anche nello studio di musica leggera e pop.
Filippo, Una settimana fa
Beatrice
Insegnante di solfeggio
Ho contattato la professoressa Beatrice perché sono rimasta colpita dal suo curriculum. La sua preparazione, la predisposizione all'adattarsi al livello di ciascun allievo oltre alla gentilezza e l'accoglienza mi hanno colpito particolarmente....
Ligia, 2 settimane fa
Antonio
Insegnante di solfeggio
Insegnante molto preparato che riesce a mettervi a proprio agio dal primo momento,consiglio
Letizia, Un mese fa
Antonio
Insegnante di solfeggio
Antonio è un insegnante con una grande esperienza e capacità di trovare l'approccio giusto per lo studente. Da ex-autodidatta con altra esperienza da studente, ho apprezzato moltissimo come ha impostato il lavoro, identificando subito ciò su cui...
Shapour, Un mese fa
Antonio
Insegnante di solfeggio
Mi sono avvicinato per la prima volta al pianoforte all’età di 64 anni. La scelta, caduta sul Maestro Antonio Salerno, non sarebbe potuta essere migliore. Coniugando empatia a non comuni doti didattiche, egli spiega ogni concetto in modo semplice...
Ivan, 2 mesi fa