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Lezioni di cucina italiana: storia di un successo mondiale

Di Igor, pubblicato il 30/11/2018 Blog > Arte e Svago > Cucina > Corso di Cucina Italiana: tra Tradizione e Storia

M’hai provocato? E adesso ti mangio! Così diceva Alberto Sordi in un noto film rivolto a un piatto di spaghetti. In quel film, Un americano a Roma, Sordi ci consegnava l’immagine di un fanatico degli Stati Uniti che però di fronte a un ottimo piatto di pasta non poteva resistere e alla fine si mangiava questo piatto di pasta.

Gli spaghetti sono diventati un simbolo dell’Italia all’estero, basti per esempio pensare alla celebre scena di Lilli e il Vagabondo in cui in due cani si mettono a mangiare un piatto di spaghetti con le polpette e così arrivano a scambiarsi il primo bacio!

Una scena davvero indimenticabile ma che ci riporta alla mente che la cucina italiana ha avuto sì una enorme fama all’estero, ma ha comunque una lunga storia che non possiamo non conoscere!

Dalla cucina romana alla cucina moderna

La storia della cucina italiana affonda le proprie antiche e prestigiose radici nella tradizione culinaria dell’antica Roma, ma non dobbiamo tuttavia pensare che le sue peculiarità e le sue caratteristiche derivino unicamente dalle abitudini e dai gusti degli antichi romani! La cucina italiana si è infatti evoluta e sviluppata nel corso dei secoli, e tanto delle sua trasformazione e del suo incredibile percorso è stato prodotto dal contatto con altri popoli e dalle turbolenze politico sociali che hanno caratterizzato la storia della nostra penisola.

La cucina italiana si è evoluta e sviluppata nel corso dei secoli. La cucina italiana si è evoluta e sviluppata nel corso dei secoli.

Come è ben noto la cultura italiana (e non solo la sua incredibile tradizione enogastronomica) è infatti il prodotto delle successive influenze delle altre culture del mediterraneo e del continente europeo:  nella nostra tradizione culinaria è possibile infatti individuare distintamente le influenze greche e bizantine, ma non solo. Anche la tradizione culinaria araba è fortemente presente nelle cucine regionali del sud Italia, e ovviamente anche numerosi elementi gastronomici appartenenti alla tradizione ebraica sono stati integrati nella nostra cucina!

Al pari della lingua, dell’arte e della letteratura prodotte nel Bel Paese,anche la tradizione culinaria italiana è di fatto un meraviglioso e composito mosaico costituito da tasselli assai diversi tra loro eppure perfettamente fusi tra loro! Il segreto dell’impressionante varietà di prodotti tipici, di ingredienti pregiati e di pietanze prelibate è quindi dato dalla fusione di tradizioni, di abitudini e di ingredienti provenienti da culture e popoli diversi, stratificatisi nel corso dei secoli e dando vita a una tradizione unica e irripetibile.

Senza dubbio i principali cambiamenti avvenuti nella nostra incredibile tradizione culinaria  si sono verificati in seguito alla scoperta delle Americhe: tutte le tradizioni enogastronomiche del vecchio continente si sono arricchite  di elementi e di ingredienti nuovi e sconosciuti, i quali hanno apportato una ricchezza nuova e un nuovo modo di realizzare le pietanze tradizionali. Pensiamo infatti a cosa sarebbero la cucina italiana, la cucina francese o la cucina iberica senza il mais,  i pomodori, i peperoni o le patate! Si tratta di elementi ormai del tutto insostituibili all’interno delle nostre cucine, e che in Italia soprattutto, hanno dato vita ad alcuni dei piatti più celebri e amati!

La cucina italiana e l’attenzione a prodotti di alta qualità

I motivi che hanno portato alla nascita di una determinata tradizione culinaria vanno naturalmente ricercati nelle caratteristiche del territorio e di quello che esso poteva offrire. I miei nonni del nord, per esempio, non facevano uso degli spaghetti in modo così frequente quanto faccio io oggi, ma a questo ha contribuito una modifica del sistema economico e di distribuzione dei prodotti che negli ultimi anni si è diffuso ampiamente.

La cosiddetta tradizione culinaria italiana è stata poi per molti anni un semplice simbolo dietro il quale si nascondeva scarsa qualità. Per moltissimi anni le ragioni commerciali hanno spinto alla diffusione di prodotti in tutta italia, ma parallelamente a una netta diminuzione della qualità del cibo.

E’ solo negli ultimi anni che l’attenzione verso un cibo di maggiore qualità si è fatta strada, in particolare grazie alla nascita di realtà che hanno avuto da sempre la difesa del prodotto locale.

Negli ultimi anni l’attenzione verso un cibo di maggiore qualità si è fatta strada. Negli ultimi anni si è fatta strada l’attenzione verso un cibo di maggiore qualità.

Sono state ragioni puramente commerciali che per anni dominato il panorama produttivo italiano a distruggere la vera tradizione culinaria italiana, ma realtà come Slow Food hanno permesso di sensibilizzare le persone a capire che è importante consumare cibi locali, ecc.

Uno dei manuali storici di cucina italiana: l’Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi

Anche in Italia abbiamo un manuale storico di cui vogliamo presentarvi le ricette: il grande manuale di Pellegrino Artusi “LA SCIENZA IN CUCINA E L’ARTE DI MANGIAR BENE!”…  Come diceva il suo autore nell’introduzione, “due sono le funzioni principali della vita: la nutrizione e la propagazione della specie; a coloro quindi che, rivolgendo la mente a questi due bisogni dell’esistenza, li studiano e suggeriscono norme onde vengano soddisfatti nel miglior modo possibile, per render meno triste la vita stessa, e per giovare all’umanità, sia lecito sperare che questa, pur se non apprezza le loro fatiche, sia almeno prodiga di un benigno compatimento.”

Fra le sue 790 ricette che ancora possiamo provare a fare oggi troviamo per esempio quella del Rosolio d’Anaci. Ecco qui di seguito la ricetta!

“L’infuso fatelo con grammi 50 d’anaci di Romagna, e dico di Romagna perché questi, per grato sapore e forte fragranza sono, senza esagerazione, i migliori del mondo; ma prima di servirvene gettateli nell’acqua per nettarli dalla terra che probabilmente contengono, essendovi a bella posta frammista per adulterar quella merce. Fu uno scellerato che io ho conosciuto, perché era dagli onesti segnato a dito, colui il quale trovò pel primo quella infame industria, saranno ormai sessant’anni. Coloro che seguono le sue traccie, e sono molti, si servono di una terra cretacea del colore stesso degli anaci, la mettono in forno a seccare, poi la vagliano per ridurla in granelli della grossezza medesima e la mescolano a quella merce nella proporzione del 10 e fino del 20 per cento.

Qui verrebbe opportuna una tiratina di orecchi a coloro che adulterano per un vile e malinteso guadagno, i prodotti del proprio paese, senza riflettere al male che fanno, il quale ridonda il più delle volte a danno di loro stessi. Non pensano allo scredito che recano alla merce, alla diffidenza che nasce e al pericolo di alienarsi i committenti. Ho sempre inteso dire che l’onestà è l’anima del commercio, e Beniamino Franklin diceva che se i bricconi conoscessero tutti i vantaggi derivanti dall’esser onesti sarebbero galantuomini per speculazione.

La cucina italiana è fatta soprattutto di ricette locali che hanno acquisito fama. La cucina italiana è fatta soprattutto di ricette locali che hanno acquisito fama!

La mia lunga esperienza della vita mi ha dimostrato che l’onestà, nel commercio e nelle industrie, è la più gran virtù per far fortuna nel mondo.

Un soldato del primo impero mi diceva di aver letto sul barattolo di uno speziale a Mosca: Anaci di Forlì. Non so se fuori d’Italia sieno conosciuti con questo nome; ma i territori ove si coltiva questa pianta della famiglia delle ombrellifere, sono esclusivamente quelli di Meldola, di Bertinoro e di Faenza, verso Brisighella.”

Il caso della pizza: uno dei miti della cucina italiana all’estero

La notevole varietà culturale del nostro paese non può ovviamente non riflettersi nell’incredibile proposta culinaria della nostra penisola: da nord a sud, da est a ovest, passando per le isole, sono incalcolabili i piatti tipici, i prodotti locali e i vini prestigiosi italiani che da secoli deliziano i palati degli appassionati di enogastronomia! Non è certo un segreto che la cucina italiana sia nella top 3 delle cucine più amate al mondo, e le ragioni son ben note a tutti: semplicità, qualità degli ingredienti, amore per i dettagli e sapori unici! A ciò dobbiamo aggiungere l’incredibile creatività che da sempre le cucine regionali italiane han saputo manifestare nel trattare e processare ingredienti relativamente semplici e poco costosi! Proprio in questo binomio magico, creatività e semplicità, risiede il segreto del successo della cucina italiana!

L’incredibile diffusione della pizza è dovuta da una miriade di fattori: esistono infinite varietà di pizza, i gusti possibili sono incalcolabili e le forme e consistenze davvero numerose e adatte a tutti i gusti o palati! La versatilità della pizza è davvero unica, e il suo successo è principalmemente dovuto a qwuesta caratteristica: la pizza che viene preparata in Italia è certamente molto diversa da quella che potremmo trovare in Asia, e lo stesso si potrebbe dire delle infinite varietà di pizza preparate nei quattro angoli del globo!

Varietà che si accompagna alla creatività: la pizza può essere condita pressoché con qualunque tipo di ingrediente, e infatti praticamente chiunque può ideare e poi creare una pizza che sia adatta ai propri gusti e alle proprie esigenze alimentari! Nel corso dei decenni questo piatto meraviglioso ha infatti raggiunto i palati di persone diversissime, appartenenti a culture e contesti geografici molto diversi da quelli nei quali questo piatto è stato originariamente ideato. La versatilità di cui abbiam parlato è infatti la ragione per cui la pizza è divenuta probabilmente il piatto più noto e diffuso al mondo!

Esiste infatti una pizza per tutti: pizze con farine speciali, pizze senza glutine, pizze vegane... Esiste infatti una pizza per tutti: pizze con farine speciali, pizze senza glutine, pizze vegane…

Nel complesso contesto globalizzato nel quale viviamo sono davvero pochi i cibi capaci di adattarsi ai bisogni alimentari di tutte le culture: se prendiamo in considerazione -per esempio- le interdizioni alimentari dovute alle confessioni religiose, o quelle dovute a consuetudini culturali diverse, o a esigenze legate ad allergie e intolleranze, sicuramente la pizza è uno dei pochi piatti capaci di venire incontro a tutte queste istanze, senza scontentare nessuno! Esiste infatti una pizza per tutti: pizze con farine speciali, pizze senza glutine, pizze vegane, pizze senza latticini, pizze farcite

Perciò… Buon appetito!

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