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Quali sono i migliori modi per diventare pianista?

Di Igor, pubblicato il 16/03/2018 Blog > Musica > Piano > Come Imparare il Pianoforte?

Imparare a solfeggiare, a leggere gli spariti, a tenersi ben dritto al pianoforte, a coordinare testa-mani-piedi, è un processo lungo.

Alcuni pianisti in erba evolvono più velocemente di altri. Abbiamo predisposizioni cognitive e musicali ben differenti gli uni dagli altri.

Per guadagnare autonomia, fluidità e agilità al pianoforte, occorre essere motivati, determinati, perseveranti, rigorosi ed avere voglia di suonare.

I nostri consigli per imparare a suonare il pianoforte

Prima di toccare i tasti, assumere la buona postura.

La posizione del corpo

Siediti ben al centro della tastiera, al livello delle ottave di mezzo (do centrale con la mano sinistra).

Suonare con una mano può andare bene all’inizio, ma poi è necessario usare anche la sinistra, per crescere di livello. Impara a suonare il piano con due mani, se vuoi lanciarti nelle arie più importanti!

Regola bene lo sgabello, non troppo alto, né basso.

Per suonare correttamente il pianoforte, la postura classica indica:

 Gomiti: all’altezza della tastiera.

  • Avanbracci diritti, perpendicolari alla tastiera, per consentire fluidità ed ampiezza del movimento del pianista.
  • Predilezione della panchetta: consente di spaziare dagli alti ai bassi, comodamente.
  • Schiena: dritta e mai ricurva in avanti.
  • Spalle: all’indietro, per evitare dolori, liberare il torace e consentire di respirare bene mentre si suona.
  • Mani: le dieci dita devono essere leggermente flesse, in modo da abbassare i tasti con la punta della falange, quasi con l’unghia. Ciò consente un suono energico.
  • Palmo della mano in parte sopraelevato, per dare velocità, ampiezza e fluidità ad ogni mano.
  • Piedi piatti sul pavimento, gambe parallele, nell’asse delle anche.

Di solito si inizia a suonare separatamente le due parti. Ossia, prima si suona con la destra la melodia e poi con la sinistra l’accompagnamento. Ciò ripetutamente, prima di unire il tutto. Di solito la sinistra suona in chiave di basso e la destra in chiave di violino.

Leggi come studiare il piano!

Iniziare con una esecuzione lentissima.

Aumentare poi progressivamente il tempo. Se prendi lezioni di piano sarà l’insegnante a dirti quando aumentare la velocità.

Come imparare a suonare il pianoforte correttamente?

Imparare da solo, a lezioni private, alla scuola di musica, su Internet, con un amico… Tutto è possibile secondo il tuo modo di lavorare, il tuo budget e la tua esperienza musicale.

Esiste una tecnica perfetta per studiare il piano?

Imparare a suonare il pianoforte da autodidatta

Il rischio poi è quello di incappare in alcuni errori, anche posturali, senza poi riuscire a correggerli. Imparare da soli a suonare il piano: possibile, ancorché difficile!

Se non sei convinto dell’opportunità delle lezioni di pianoforte, dotati di:

  • Un metodo didattico per principianti al pianoforte
  • Un manuale di teoria e solfeggio
  • Una raccolta di spartiti per principianti
  • Molta determinazione e volontà

Attenzione, ti consigliamo anche di:

  • Trovare testi al tuo livello
  • Scaricare spartiti da internet
  • Consultare Youtube e Dailymotion per video tutorial
  • Consultare pagine di appunti per lezioni di piano on line
  • Allenarti suonando un brano che ascolti: allenerai l’orecchio

Svantaggi del formarsi da soli al pianoforte:

  • Non si è inquadrati, nessuno interviene in caso di errore ripetuto
  • Si arranca nel solfeggio, in assenza di una figura che sia all’ascolto
  • Si rischia di assumere cattive abitudini
  • Si rischia di scoraggiarsi

Si può iniziare a studiare il piano da soli, ma meglio scegliere la via più opportuna. Se si intende progredire in modo costante, sarà meglio optare per la formula “lezioni di pianoforte”.

Prendere lezioni di pianoforte con un insegnante

Il tuo insegnante privato di pianoforte ti inquadra, ti segue e ti evita di mollare tutto. Ti insegna a superare le fasi di stallo, cosa che serve anche per la vita quotidiana.

L’insegnante di pianoforte, un professionista amante della musica, ti trasmette l’amore per il pianoforte. La lezione di piano funge da scambio che alimenta la motivazione dell’alunno principiante.

Diverse formule sono disponibili: lezioni private (come con Superprof, per esempio), scuole di musica, conservatorio.

E visto che trascorrerai un po’ di tempo con il tuo insegnante privato, diciamo almeno per un’ora a settimana, è importante che il feeling scatti tra voi due.

Suonare il pianoforte è un po’ come mettersi a nudo: una relazione di fiducia reciproca deve aver luogo tra l’insegnante e l’alunno.

A tal fine, scegli un insegnante che corrisponda alla tua personalità e alle tue ambizioni.

In ogni caso, qualunque sia la formula di apprendimento che sceglierai, la tua pratica del pianoforte dovrà essere regolare. Delle sessioni di lavoro sporadiche non sono proficue.

Occorre studiare solfeggio per suonare il pianoforte?

Il solfeggio non è uno strumento di tortura.

Sarebbe sicuramente un ottimo metodo per riuscire a calarti per un’ora nei panni di un professionista del piano. E se improvvisassi un concertino per pochi intimi?

È un linguaggio da dominare per suonare ogni strumento, in seguito. Il solfeggio consente di leggere uno spartito per pianoforte, proprio come si legge un romanzo: capire la codificazione consente di memorizzare e riprodurre.

Le lezioni di solfeggio sono spesso la base delle lezioni di piano: un quarto d’ora di solfeggio precede spesso la pratica.

Insomma, il solfeggio è per la musica ciò che le fondazioni sono per una casa: la base per leggere, suonare, arrangiare e comporre la musica.

Quando e perché studiare solfeggio?

  • Studiare solfeggio fin da piccoli: un bambino impara cose nuove più facilmente di un adulto;
  • Sparpagliare gli esercizi di solfeggio nel corso di una lezione;
  • Imparare il solfeggio per strutturare l’apprendimento ritmico dell’alunno;
  • Imparare a distinguere i ritmi diversi;
  • Il solfeggio migliora la comprensione della musica nel suo insieme;
  • Saper solfeggiare dà sicurezza in se stessi.

Praticare al pianoforte senza conoscere il solfeggio è possibile, ma i progressi saranno più scarsi.

Quali sono gli accordi di base al pianoforte?

Il pianoforte è oggi fatto di 88 tasti. Mozart suonava, esattamente, su 52 tasti bianchi e 36 tasti neri.

Infinite sono le combinazioni

Quali sono gli accordi di base al pianoforte?

Tre accordi di base bastano per suonare?

Ebbene, sono almeno 4 gli accordi di base al pianoforte:

  1. La minore
  2. Do maggiore,
  3. Fa maggiore,
  4. Sol maggiore.

Sappi, poi, che potrai reperire diversi tutorial interessanti per imparare a suonare il pianoforte. Numerosi sono i corsi di pianoforte online in cui si insegnano gli accordi di base, quelli che potrai utilizzare per creare le tue proprie canzoni o melodie.

Quali sono i metodi migliori per il pianoforte?

Il metodo tradizionale per suonare il pianoforte si articola come segue:

  • Studiare solfeggio ;
  • Assimilare il ritmo;
  • Impratichirsi suonando;
  • Ripetere regolarmente gli esercizi di tecnica pianistica.

Entrambi gli strumenti hanno dei vantaggi diversi, dalle ricche possibilità di sonorità dell’uno, alla qualità imprescindibile del suono dell’altro. Sei più del tipo sintetizzatore o più pianista puro?

I metodi di pianoforte per principianti consistono in un supporto all’apprendimento, affinché questo diventi agevole e completo.

Studierai gli accordi per piano, gli spartiti, il solfeggio e i brani più semplici.

Questo processo di interiorizzazione delle tecniche di sonata è lungo e domanda diversi anni di pratica. Se un tuo amico desidera imparare solo ad eseguire un brano amato, tutto quello che precede la sonata potrebbe farlo desistere.

In tal caso converrà mostrargli un metodo più semplice.

  • Mostrare come fare: l’imitazione può funzionare riproducendo ciò che si vede;
  • Su si tratta di un accordo copiato dal Do maggiore (Do-Mi-Sol), mostrare come si esegue il ritmo adeguato;
  • Spiegare, nota per nota la melodia, in modo che chi apprende la trattenga a mente;
  • Suonare a quattro mani su delle ottave diverse per fargli imparare a scovare le note sbagliate, gli errori.

Un buon metodo che funziona è l’esercizio di decifrazione ad orecchio. A condizione di avere già dei rudimenti di solfeggio, potresti tentare di trovare da solo gli accordi per pianoforte sulla base di un disco o di un MP3.

Anche se non riesci a riprodurre esattamente le note suonate dal pianista del gruppo ascoltato, potrai familiarizzare con le posizioni di accordi inusuali, pur avendo un livello intermedio.

La questione che si pone, poi, è anche quella dello stile che vorresti apprendere.

Esistono metodi per pianoforte classico, altri per piano jazz. Forse ti piacerebbe anche suonare del blues al pianoforte oppure del pop-rock e della musica leggera.

Imparare il piano jazz, l’arte dell’improvvisazione, richiederà delle conoscenze fini in solfeggio e armonia tonale. Il metodo di studio del piano che sceglierai, dipenderà dai tuoi obiettivi e dalle tue affinità.

Perché, imparare a suonare i brani di canzoni di Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante o Laura Pausini non richiederà lo stesso sforzo necessario per imparare il piano jazz, come quello di Duke Ellington e di Ella Fitzgerald: i brani di varietà riprendono degli accordi più frequenti di quelli della musica classica o del jazz. Lo stile è più “povero”, musicalmente parlando … e più semplice da suonare.

In ogni caso, dovrai lavorare con regolarità e, se studi da solo, gli sforzi che dovrai fare saranno ancora maggiori.

Se segui delle lezioni, spiega al tuo insegnante di piano quale brano vorresti imparare: lui ti farà seguire la strada migliore.

Allora, hai interiorizzato la posizione del corpo, il solfeggio, alcuni accordi?

Ora tocca a te, suonare!

Come imparare le scale al pianoforte?

Conosci l’espressione: “fare le scale”?

Non ti stupirai quindi di sapere che questa espressione proviene direttamente dall’universo musicale, dove gli apprendisti musicisti (piano, chitarra, ma anche altro) devono ripetere senza sosta le scale, per iniziare a padroneggiare lo strumento.

Al pianoforte, questo esercizio consente spesso nel ripetere la scala di DO: do-re-mi-fa-sol-la-si-do-si-la-sol-fa-mi-re-do e così via … per diversi minuti, anzi decine di minuti. E questo per due ragioni:

  1. Affinché i suoni, propri di ciascuna nota, si impregnino nella testa del pianista.
  2. Per lavorare sulla collocazione delle dita ovvero la digitazione e il loro movimento.

Sarebbe tuttavia riduttivo credere che questo sia l’unico modo di imparare le scale del pianoforte! Esistono, infatti, le scale maggiori:

  • Scala di Do maggiore;
  • Scala di Re maggiore;
  • Scala di Mi maggiore;
  • Scala di Fa maggiore;
  • Scala di Sol maggiore;

Ed esistono anche le scale minori: la scala minore naturale, la scala minore armonica, la scala minore melodica ascendente e la scala minore melodica discendente!

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