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Voto medio 5 ⭐ su 6+ recensioni. I nostri studenti adorano le lezioni di batteria!
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Statistica
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Emilio
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Il tempo necessario per imparare la batteria dipende da diversi fattori, ma i primi risultati arrivano prima di quanto si pensi.
Affidarsi a un docente qualificato è il modo più efficace per imparare la batteria nei tempi più brevi possibili.
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| ✅ Tariffa media: | 18€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 1h |
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| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Se vivi a Genova e ti appassioni al rock ed alla batteria, ti consigliamo una scuola davvero speciale, sita in Vico Scuole Pie 5, non lontano dalla bella Cattedrale di San Lorenzo: si chiama School of Rock!
Con strumentazioni di qualità a disposizione degli allievi, la scuola propone corsi di batteria dai quattro agli oltre sessant’anni!
La sala delle lezioni dispone di ben tre batterie e tre pad per esercizi su cui perfezionarsi ed eseguire a tempo le figurazioni ritmiche.
La teoria musicale è spiegata in sala con l’ausilio di griglia ritmica e lavagna.
Ma la cosa più entusiasmante e che fa differire questa scuola di batteria genovese da altre è l’attenzione alla storia del rock, che viene proposta, spiegata ed illustrata anche con l’ausilio di video musicali da guardare sui monitor a parete!
Ma vediamo quali sono le aspettative, le referenze, gli immaginare che si associano allo strumento a percussione per eccellenza.
Se si dice che “la batteria è molto più che uno strumento musicale”… il motivo è che, effettivamente, essa si compone di numerosi strumenti musicali. Insomma, non si tratta solo di una metafora, per riferirsi alle grosse emozioni e possibilità assicurate dalla pratica di questa regina a percussione.
Innanzitutto, c’è da dire che non esiste un solo tipo di batteria. Al contrario, essendo essa costituita da diversi tamburi innestabili ed intercambiabili, le configurazioni possibili ed immaginabili sono senza limite.
Le mode e le correnti, da sempre, hanno reso la batteria uno strumento in perenne evoluzione, soprattutto in considerazione del fatto che al sopraggiungere di strumenti non ancora esplorati, si tendeva a verificarne e testarne da subito l’aggregabilità, la compatibilità!
La batteria è, da sempre, anche sinonimo di apertura alla sperimentazione. Essa è, in sé, qualcosa di mai finito, né definitivo.
Le componenti base
In genere, ogni batteria è dotata di diversi elementi:
Ognuno di queste componenti esiste in diverse e multiple versioni, modalità e materiali. Ecco perché vi sono molte combinazioni possibili e possibilità di caratterizzare lo strumento in modo unico e distinguibile.
La batteria è divenuta lo strumento di un unico musicista solo dopo essere passata da diverse fasi storiche, musicali e sociali.
Se nella versione ad oggi nota essa è relativamente giovane, in realtà le sue radici affondano così indietro, da darle dei “pre-natali” antichissimi, dato che il percuotere, e molti componenti del set, risalgono praticamente alla notte dei tempi.
Allo stesso modo, non è corretto cercare di additare l’origine geografica della batteria ad un solo luogo, dato che ogni elemento che la compone risale ad origini ancestrali, popoli, storie e culture assai varie e sparpagliate per il mondo intero e in epoche disparate.
Tra gli aspetti più interessanti da mettere in risalto in merito alla nascita – o meglio “emersione” – della batteria ed al suo imporsi graduale sulla scena musicale ufficiale, v’è il passaggio da un insieme di musicisti al musicista singolo, dietro ai tamburi.
Pensiamo all’America della seconda metà dell’Ottocento. A quel tempo, un po’ sulla scia delle bande musicali militari, i musicisti iniziarono ad aggregarsi in forma di bande marcianti e suonavano, insieme, ognuno il proprio strumento, spostandosi per le strade. Gli strumenti presenti in queste bande erano prevalentemente ottoni e percussioni. Grancassa, rullanti e piatti venivano suonati ognuno da un diverso musicista.
Ben presto, soprattutto grazie alle istanze espressive degli schiavi deportati dall’Africa, il jazz vide la luce e la musica si spostò all’interno dei locali. A questo punto, era assai difficile che un’intera banda stesse al chiuso, considerate le dimensioni delle sale, le quali dovevano anche contenere gli avventori e il pubblico. Inoltre, era più facile pagare un numero minore di musicisti… Ogni musicista, così, avrebbe guadagnato di più.
Ed ecco che si escogitarono delle maniere via via più complete per ridurre il numero dei musicisti delle band.
La prima grossa trasformazione fu l’assegnazione del rullante e della grancassa ad un unico musicista. Nacque il double drumming, primo set di batteria conosciuto.
Con una bacchetta era suonata la grancassa e con l’altra il rullante. Sparivano le mazze.
Nel 1909, grazie all’astuzia di W.F. Ludwig, poi, divenne possibile liberare le mani del musicista dal compito di suonare la grancassa, di modo che egli potesse usarle entrambe sul rullante! Grossa evoluzione: iniziò ad essere un pedale, con tanto di staffa per tenere fermo il piede, a suonare la grancassa.
Le continue migrazioni negli States da ogni dove, completarono l’arricchimento e l’evoluzione della batteria. Nuovi futuri componenti della batteria sopraggiunsero e si imposero da Oriente: Cina, Turchia, ... Parliamo, rispettivamente, dell’arrivo dei wood block e di diversi tamburi, nonché dei piatti assai leggeri di fabbricazione turca in ottone e rame.
Naturalmente, la percussione nasce, in realtà, insieme all’uomo e già in utero: il piede lasciato libero - che a questo punto era l’unico arto a non suonare – risultava muoversi comunque e batteva il tempo al suolo. Ed ecco che lo spirito di osservazione di musicisti e fabbricanti di strumenti ebbe il lampo di genio: assegnare una parte anche a questo piede, facendogli suonare due piatti sovrapposti. Comparvero allora i primi Charleston, che il tempo avrebbe spostato dal basso verso l’alto, per un affinamento degli effetti sonori.
Claudio
Insegnante di batteria
Mi sono trovata da subito a mio agio, Claudio è molto simpatico e motivante. Tra l'altro la location è molto bella e personalizzata, top!
Marta, 6 giorni fa
Valentina
Insegnante di batteria
Nonostante fosse la prima esperienza alla batteria Valentina è stata in grado di non farmi sentire sotto pressione, riuscendo comunque a farmi raggiungere il primo piccolo risultato. Molto brava e sopratutto molto empatia e paziente.
Francesco, Una settimana fa
Federico
Insegnante di batteria
Professionale ed empatico, lezioni piacevoli e mai banali. Ottimi risultati. Consigliatissimo
Marco, Una settimana fa
Valentina
Insegnante di batteria
Docente preparata, disponibile ed empatica. Sicuramente proseguirò le lezioni
Mauro, 3 settimane fa
Giorgio
Insegnante di batteria
Mi sono trovata molto bene. Sono una principiante e fin da subito ho apprezzato il metodo, che sembra strutturato ma allo stesso tempo personalizzato sulle esigenze e sul livello della persona. L’approccio unisce pratica e teoria in modo, e si...
Caterina, Un mese fa
Livio
Insegnante di batteria
Molto professionale e alla mano allo stesso tempo, non parto da zero avendo giá esperienza alla batteria e so che correggere è più difficile che iniziare da zero e giá alla prima lezione Livio mi ha aiutato molto
Elia, 2 mesi fa