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Spagnolo online: nozioni di base per imparare a fare le frasi

Di Catia, pubblicato il 17/05/2019 Blog > Lingue straniere > Spagnolo > Tutto l’Essenziale sulla Grammatica Spagnola

“Gli scrittori hanno dato la libertà alla lingua” Victor Hugo (1802-1885)

Imparare la grammatica spagnola è un compito difficile anche per chi è madrelingua.

L’Italia non ha la fama di essere molto avanti con lo studio delle lingue straniere, ma alcuni indicatori sono ottimi.

Per esempio, il primo gradino della scuola secondaria, ossia le scuole medie, è un esempio virtuoso per il multilinguismo perché è in questo periodo che il 96% dei ragazzi studia almeno due lingue straniere.

Il problema è come le studiano! A giudicare dall’ampio uso che si fa delle lezioni private, incluso lo spagnolo, forse i genitori non sono del tutto soddisfatti del livello linguistico raggiunto a scuola.

Ai tempi di internet, però, ci sono altri strumenti per approfondire delle competenze linguistiche, per esempio un Superblog con cui imparare qualche nozione di base sulla grammatica spagnola. 

Imparare lo spagnolo: comincia con l’alfabeto e la sua storia

Innanzitutto, se si vuole cominciare a parlare la lingua di Cervantes bisogna conoscere l’alfabeto spagnolo.

L’italiano e lo spagnolo, come altre lingue neolatine e non, usano l’alfabeto latino.

L'alfabeto è la base della scrittura in spagnolo. Per scrivere in spagnolo devi imparare le lettere dell’alfabeto!

Tra le lingue neolatine, lo spagnolo, parlato da 577 milioni di persone nel mondo, è percepito come la più vicina all’italiano e non a torto: l’origine comune deriva dall’Impero Romano.

Come l’italiano, anche lo spagnolo è una lingua SVO, soggetto-verbo-oggetto. Questo vuol dire che all’interno della frase il verbo e il soggetto si accordano in genere e numero.

Per motivi storici lo spagnolo è una lingua che porta in sé le caratteristiche linguistiche di diverse civiltà: quelle paleoispaniche ossia le popolazioni iberiche e celtiche, quelle gallesi e basche, quella latina e quella araba fino ad arrivare al castigliano. Nei paesi dell’America Latina c’è l’influsso delle lingue amerinde.

Alcune parole sono anche di origine germanica, per la presenza dei Visigoti in Spagna.

Questo è il motivo dell’origine di un lessico ricco, di un mosaico di contaminazioni diverse fino all’espansione del castigliano con l’unificazione del territorio e la creazione della Spagna come la conosciamo oggi.

Ecco alcune tappe significative della lingua spagnola:

  • III-I sec conquista da parte dei Romani e romanizzazione delle popolazioni iberiche
  • VI-IX sec. processo di distacco del latino parlato in Spagna dal volgare parlato a Roma
  • VIII sec. – XV sec. conquista musulmana da parte degli Omayyadi e influenza linguistica dell’arabo nelle regioni meridionali con epicentro in Andalusia
  • XII-XV sec. prime testimonianze scritte del castigliano e sua diffusione come lingua della cultura e delle scienze
  • 1492, non solo la “scoperta” dell’America, ma la pubblicazione del primo libro di grammatica spagnola da parte di Antonio Nebrija
  • XVI secolo, riconquista dal dominio arabo, durato 750 anni, creazione del Regno di Spagna e colonizzazione dell’America portano il castigliano ad espandersi e affermarsi come spagnolo standard.

Fino al 1993 l’alfabeto spagnolo contava 29 lettere, ma con la modifica apportata dalla Reale Accademia di Spagna, che ha eliminato le lettere CH e LL, sono passate a 27.

L’alfabeto spagnolo, di fatto, è come quello inglese (o latino): a, b, c, d, e, f, g, h, i, j, k, l, m, n, ñ, o, p, q, r, s, t, u, v, w, x, y, z.

L’unica differenza è che c’è la n con la tilde, ñ.

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Lezioni di spagnolo per usare l’accento

Come ogni lingua, l’ortografia spagnola risponde a delle regole e a segni diacritici specifici.

In italiano conosciamo solo l’accento acuto e l’accento grave che usiamo per pronunciare in maniera diversa la e accentata di parole come perché e cioè.

In spagnolo esiste solo l’accento acuto che si può mettere sulla vocale a, e, i, o, u, oltre alla dieresi e alla tilde. 

La sfida maggiore nell’usare l’accento in spagnolo è capire quando si tratta di un accento tonico e quando è necessario mettere un accento grafico.

 Il calore dello spagnolo si percepisce negli accenti tonici. Colori caldi e luce, ecco due elementi che si addicono alla lingua spagnola!

L’accento tonico in spagnolo

Ogni parola ha una sillaba “portante” e l’accento tonico non è altro un modo per evidenziare questa sillaba, anche senza usare un accento grafico.

Bisogna insistere su una sillaba, come quando un musicista marca il tempo di una canzone. 

L’accento tonico risponde a tre regole:

  • se la parola termina con una vocale o con le consonanti N e S allora l’accento tonico va sulla penultima come nelle parole cerveza, bebida, camino, barrio, barrios.
  • negli altri casi e in assenza di un accento scritto l’accento tonico va sull’ultima sillaba come in cantar, caminar, ordenador, doctor, autoridad, facultad, nivel, papel
  • le parole che finiscono per ion rappresentano un’eccezione alla prima regola. È il caso di attención, sección, acción, emoción, evaluación, liberación, lección, capitalización. Se c’è un accento scritto si enfatizza la penultima sillaba come in sílaba, bolígrafo (penna), párajo (uccello), paréntesis.

L’accento grammaticale

L’accento grafico serve a distinguere tra aggettivi e pronomi dimostrativi e indica la funzione grammaticale degli omonimi.

Alcune parole, infatti, hanno la sessa pronuncia e ortografia, ma funzioni e significati diversi. Per esempio:

  • solo è un aggettivo e sólo un avverbio
  • tu è un aggettivo possessivo e un pronome personale

Se vuoi scrivere una email in spagnolo e fare in modo che il tuo interlocutore in Spagna e in America Latina ti capisca devi rispettare la regola degli accenti e curare l’ortografia. 

Se hai dei dubbi, segui un corso di spagnolo!

Imparare spagnolo: cosa sono dittonghi e trittonghi?

Se riesci a leggere e pronunciare le parole spagnole senza errori, complimenti. Ora, però, devi fare un passo avanti imparando a conoscere dittonghi e trittonghi in spagnolo.

Ciò implica che tu conosca la coniugazione dei verbi spagnoli!

Conoscere i dittonghi spagnoli ti aiuta con la pronuncia e la grammatica. Si lo puedo iré a México: dov’è il dittongo!

È importante ricordare che nella lingua di Cervantes ci sono vocali deboli, I e U e vocali forti, ossia A, E, O.

Si parla di dittongo quando una vocale debole è fusa con una vocale forte o quando si uniscono due vocali deboli. Per esempio la coniugazione del verbo poder prevede il dittongo ue: puedo, puedes, puede, podemos, podéis, pueden.

Prova a coniugare poder come podo, podes, pode, podemos, podéis, poden. Non suona un po’ strano?

Si applica il dittongo alle persone singolari e alla terza plurale!

I dittonghi più comuni sono:

  • ei o ey
  • ui o uy
  • ie come in pienso
  • ue come in cuesta, puedo

Il trittongo si forma inserendo una vocale aperta, che prende l’accento tonico, tra due vocali chiuse creando la sequenza debole-forte-debole.

Si trova nella seconda persona plurale dei verbi, il vosotros per intenderci: despreciáis (indicativo presente), habíais (indicativo imperfetto), estudiáis (indicativo presente), apreciáis (indicativo presente).

Il consiglio per imparare dittonghi e trittonghi è fare degli esercizi mirati da correggere insieme al tuo insegnante privato di spagnolo.

Se hai una certa urgenza puoi sempre seguire un corso intensivo di spagnolo.

I verbi che hanno dittonghi e trittonghi saranno molto utili durante il tuo prossimo viaggio nei paesi ispanofoni. Al tuo rientro da Messico, Colombia, Argentina o Spagna, sarai molto grato al tuo insegnante privato.

Corso spagnolo: come si costruisce una frase?

Un altro elemento fondamentale del tuo percorso di apprendimento dello spagnolo è la costruzione delle frasi.

La lingua spagnola si regge sull’ordine SVO, soggetto-verbo-oggetto, come l’italiano e le altre lingue neolatine, del resto.

La sintassi è fondamentale per costruire bene le frasi in spagnolo. Consiglio di grammatica: per interiorizzare le regole sottolinea le parole in base alla loro funzione grammaticale!

Per capire l’ordine e la natura delle parole in una frase spagnola non ci sono molte ricette, bisogna esercitarsi sempre di più.

In una frase corretta il verbo si accorda con il soggetto, per questo bisogna sapere come coniugare tutti i tempi verbali spagnoli. Dalla frase semplice, dovresti passare progressivamente alle frasi più complesse, riuscendo a fare paragoni. Per i comparativi in spagnolo basta conoscere due paroline magiche: más, più, menos, meno.

La regola generale dice che i comparativi di maggioranza e minoranza vanno messi davanti all’aggettivo.

Quanto agli aggettivi, questi si accordano in genere e numero e si mettono dopo il nome a cui si riferiscono: Elena es una mujer muy guapa, Elena è una donna molto bella.

Come vedi la lingua di Cervantes non è poi così difficile, basta prestare attenzione. 

L’ultima tappa per un principiante è passare dalle frasi affermative a quelle negative, interrogative ed esclamative, per poi iniziare con il discorso diretto e indiretto.

Per scrivere con naturalezza dovrai ripassare:

  • tempi verbali
  • verbi irregolari
  • terminazioni di tutti i verbi
  • concordanza dei tempi

Altri tre consigli per perfezionarsi: prendere lezioni di grammatica, ampliare il vocabolario, fare esercizi, ascoltare video e podcast per imparare lo spagnolo online, preparare un viaggio in Spagna o in America Latina.

Infine, un corso di spagnolo con uno degli insegnanti della piattaforma di Superprof potrà ricreare le condizioni di una vera immersione linguistica e culturale, anche se non puoi muoverti da casa!

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