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Cosa propone la cucina di Verona?

Anche Verona, come molte altre città del nostro Paese, ha inventato ricette particolari, completamente originali o sotto forma di rivisitazioni di ricette di province e regioni vicine.

Alcuni di questi piatti si sono ritagliati un posto d’onore lungo tutto lo stivale, come nel caso del pandoro, il dolce natalizio venduto oggi anche al di fuori dei confini nazionali, o della polenta, che si trova sugli scaffali di tutti i supermercati; altri, invece, pur nella loro squisitezza e nella loro particolarità, restano appannaggio esclusivo dei cuochi dei ristoranti di città e provincia e delle massaie locali.

Vuoi per la difficoltà a reperire alcuni ingredienti, fino ad ora ad esportazione limitata, vuoi per la specificità delle ricette, così strettamente legate alle particolarità climatiche e geografiche del veronese, alcune ricette della città di Romeo e Giulietta si possono gustare solo a Verona.

Il risotto al tastasal

Un piatto rappresentativo di quanto abbiamo appena sostenuto è sicuramente il risotto al tastasal. Nella bassa di Verona, ovvero la zona sud della provincia, l’Adige, i suoi affluenti e i diversi canali di irrigazione, unitamente ad un clima umido sia in estate, sia in inverno, nel corso dei secoli hanno reso queste terre particolarmente adatte alla coltivazione del riso. Certo, anche nelle confinanti campagne mantovane, così come nel vercellese e nelle vaste pianure tra la Lombardia e il Piemonte, le risaie abbondano: vi vengono raccolti tanti ed ottimi tipi di riso e le comunità contadine, nel corso dei decenni e dei secoli, si sono prodigate a creare ricette di risotti una più valida dell’altra.

Ma è altrettanto vero che, mai come in cucina, il particolarismo dell’Italia emerge in tutta la sua complessità e vivacità. Al punto che, tra il modo di cucinare il riso ad Isola della Scala e il primo paese della provincia di Mantova (a soli 13 km di distanza), c’è un abisso, o quasi.

Ancora, però, non abbiamo parlato del tastasal. Questa è a maggior ragione una specificità locale: nella provincia di Verona, da sempre, una delle primissime fasi che segue la macellazione del maiale è quella del tastasal: la carne è ancora poco o niente lavorata e il macellaio ha il compito di valutare se la quantità di sale sia sufficiente o meno. Da qui, il termine tastasal, che sta ad indicare questo preciso step, che precede la preparazione degli insaccati, come la salsiccia, il salame e la soppressa.

Nella preparazione di questo risotto intervengono ovviamente anche altri ingredienti, come la cannella e la noce moscata, oltre che la cipolla, il rosmarino, il burro e l’olio d’oliva. Ovviamente, perché il risotto al tastasal sia veramente tale, il riso deve essere rigorosamente Vialone Nano, una varietà di Isola della Scala.

Una ricetta davvero storica: la pastissada de caval!

Un piatto veronese, che secondo diversi racconti, sembra avere una precisa origine storica, è la pastissada de caval.

Siamo nel V secolo dopo Cristo, più precisamente tra il 28 e il 30 settembre dell’anno 489; Odoacre, Re d’Italia, sta conducendo una furiosa battaglia contro le truppe degli Ostrogoti, guidati da re Teodorico. Quest’ultimo vincerà la battaglia, ma oltre ai tantissimi soldati morti, rimasero senza vita anche migliaia di cavalli. La povertà e la fame avevano attanagliato per giorni, forse per settimane o mesi, la popolazione. Si decise, dunque, di concedere al popolo di fare provvista dei cadaveri degli animali. Ma come fare per non sprecare tutta questa carne?

Ecco, allora, il colpo di genio: tagliare a pezzetti la carne di cavallo e lasciarla macerare nel vino rosso, con abbondanti spezie e verdure, prima di cucinarla a lungo e a fuoco lento. Tra le verdure, nella ricetta di oggi, arrivata certamente con qualche miglioria direttamente dall’epoca di re Teodorico, non possono mancare carote, cipolle, sedano, mentre, tra le spezie, troviamo alloro, noce moscata, chiodi di garofano, sale e pepe. Ovviamente, il top del vino per la macerazione della carne, è il Valpolicella!

Ad avvalorare ulteriormente quanto a storicità, cultura e poesia l’origine di questa ricetta, si trovano a rivestimento del portale della Basilica di San Zeno, patrono della città, delle antiche formelle in bronzo; queste formelle ci parlano della battaglia di Re Teodorico. In aggiunta a questo, sembra che proprio al portale di San Zeno si sia ispirato il Carducci per uno dei suoi poemi.

Gli gnocchi e il Carnevale a Verona

Gli gnocchi di patata sono realizzati miscelando ed impastando tra loro patate bollite, farina ed acqua: la tradizione scaligera vuole che debbano essere a tavola el venardi gnocolar, ovvero il venerdì di Pasqua, conditi o con burro e salvia o, meglio ancora, con il ragù di carne.

Questo giorno di festa a Verona è particolarmente sentito, se è vero che da oltre 490 anni il Bacanal del gnoco è il momento della sfilata che si snoda per una decina di km nelle strade del centro, tra la centralissima piazza Bra e la più periferica San Zeno. Alla testa della sfilata, c’è il Papà del Gnoco, la maschera di Verona, che in questa giornata riceve ufficialmente le chiavi della città dalle mani del sindaco, diventando, da mattina a sera, il Sire di Verona.

Altri piatti: polenta e renga e non solo

Tantissimi altri sono i piatti che, pur essendo oggi parte della cultura italiana in genere, hanno avuto i natali nella città scaligera. Tra questi ricordiamo la polenta, tradizione che abbraccia più ampiamente i contadini della Pianura Padana e che viene preparata mescolando pazientemente in un paiolo apposito (possibilmente di rame) farina di mais e acqua salata: la preparazione dura almeno un’ora di faticoso mescolio, nulla a che vedere con la polenta istantanea cotta in tre minuti, reperibile ovunque.

Se la tradizione vuole che gli gnocchi vengano mangiati sul finire del Carnevale, in Quaresima si passa al pesce: polenta e renga è un’altra di quelle ricette che trovano una fondata motivazione storica. Nello specifico, durante il Medioevo, i mercanti che arrivavano dai mari del nord e dal centro Europa, trasportavano le loro merci navigando sul fiume Adige. Poiché, durante i giorni di festa, l’ingresso in città a merci e mercanti era bandito, questi facevano sosta alle porte di Verona, in un borgo che porta il nome di Parona.

Per pagare i locandieri, i mercanti utilizzavano la mercanzia più povera di cui disponevano, le aringhe. Gli abitanti di Parona impararono a conservarle a lungo, dopo averle abbrustolite sulle braci, sfilettate, sminuzzate e condite con un battuto di peperoni, prezzemolo, carote, qualche cappero e abbondante olio d’oliva. Da qui a consumare le renghe sulla polenta brustolà e ad inventarsi la sagra de la renga, il passo è stato breve.

Se passi da Verona, allora, non mancare di fare un salto a Parona il mercoledì delle Ceneri.

Ovviamente, questa è una minima rappresentativa delle tradizioni della cucina di Verona: se passi da qui, potrai assaggiare anche lesso con la pearà, fritole, bigoli con le sarde del Garda, risotto con la tinca, polenta e osei, formaggi locali, vini bianchi e vini rossi, grappe,…

Le domande più frequenti:

🧑‍🍳Quanti/e chef sono disposti/e a impartire lezioni private di cucina a Verona?

A Verona e dintorni ci sono 5 maestri/e dei fornelli disponibili per insegnare i segreti della buona cucina.

 

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Prima di fare la tua scelta puoi valutare il percorso dell'insegnante sul suo annuncio, la sua metodologia e le sue esperienze, i commenti degli/delle altri/e studenti/esse e i dettagli riguardo il costo delle singole lezioni di cucina o gli eventuali pacchetti di ore.

 

Vedrai che trovare un/una maestro/a di cucina sarà facilissimo!

💸 Qual è il prezzo medio di una formazione a domicilio di cucina a Verona?

A Verona, il costo medio di una lezione privata di cucina è di 22€ /ora. I prezzi variano a seconda dell'insegnante, poiché è l'insegnante stesso a scegliere la propria tariffa.

 

I fattori che gli/le insegnanti prendono in considerazione per fissare il prezzo delle lezioni di cucina sono la propria esperienza e formazione, il luogo dove si svolgono le lezioni: (a casa dell'allievo/a, a casa  dello/a chef, oppure in linea), la frequenza delle lezioni e la la durata, e  la concorrenza dei/delle cuochi/e nella zona.

 

La maggior parte dei/delle nostri/e maestri/e di cucina offre gratuitamente la prima lezione.

 

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💻 Se trovo un/un'esperto/a di cucina che mi interessa ma nessuno di noi può spostarsi, possiamo fare le lezioni a distanza?

Assolutamente sì! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti, oltre a dispensare lezioni presenziali, propone anche corsi via webcam.

 

Le lezioni online sono meno care rispetto a quelle faccia a faccia perché non ci sono supplementi di trasporto e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto. Ovviamente, in campo culinario ci sono degli inconvenienti, dal momento che lo chef non potrà assaggiare le tue preparazioni, ma vedrai che riuscirai comunque ad ottenere risultati stupefacenti!

 

I corsi di cucina a distanza sono un'ottima opportunità per scoprire le principali tecniche culinarie e portare la propria abilità ai fornelli a un livello superiore. Ti basterà avere un computer, una connessione a internet e il necessario per preparare le pietanze dei tuoi sogni!

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Con 1 valutazioni ricevute, i/le maestri/e di cucina di Superprof hanno ottenuto un voto medio 5,0 /5.

 

Dietro Superprof c'è un'equipe disponible dal lunedì al venerdì per aiutarti. Puoi contattarci per telefono o via mail.

 

Per ulteriori dubbi, puoi consultare le nostre domande frequenti, dove rispondiamo ai dubbi più frequenti.

 

🍝 Per quale ragione optare per un corso a domicilio di cucina a Verona?

La cucina è un'insieme di fantasia e savoir-faire che si basa sul piacere della condivisione e dello stare insieme.

 

Negli istituti alberghieri, la cucina rappresenta un incubo per tanti alunni. Molti ragazzi e molte ragazze non sono in grado di ottenere la sufficienza in questa materia. Inoltre, più si va avanti con il percorso, più le ricette si fanno complesse e le aspettative alte. Prendere corsi personalizzati di cucina permette di migliorare la propria abilità ai fornelli, spianando la via per una carriera professionale in campo gastronomico.

 

Contrariamente a quello che pensano in tanti, le lezioni di cucina non si rivolgono solo agli/le allievi/e degli istituti alberghieri o a chi già possiede una certa esperienza dietro ai fornelli, ma anche ai/alle neofiti/e della cucina che vogliono imparare a realizzare ricette originali e appetitose per deliziare i/le propri/e ospiti.

 

Che cosa aspetti a metterti in contatto con i/le nostri/e chef a Verona?