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Le basi per il principiante yoga a Venezia: la respirazione pranayama

Come spiegare ad un principiante yoga di Venezia cos’è lo yoga e cosa farà una volta che, levatesi le calze, si sarà seduto sul suo tappetino di fronte all’insegnante?

Iniziamo da un concetto fondamentale: pranayama, ad esempio. Il termine, come tutti o quasi quelli legati alla pratica yoga, deriva dal sanscrito, l’antica lingua del subcontinente indiano e si compone, a sua volta, di due parole:

  • Prana, che si riferisce all’energia vitale
  • Ayama, che indica il concetto di estensione

La pratica del Pranayama, dunque, è l’insieme di tecniche tese a regolare e aumentare l’energia vitale mediante la respirazione.

E qui, già, ci troviamo in presenza di un aspetto solo all’apparenza banale: la respirazione. A noi occidentali, o almeno per gli occidentali che non abbiano mai praticato una disciplina orientale come lo yoga indiano, il tai chi o il kung fu cinesi, il karate o il judo giapponesi, la respirazione potrebbe sembrare un aspetto trascurabile o comunque non fondamentale. Certo, chi fa sport a livello professionistico o dilettantistico sa benissimo che, se non respira a fondo e non svuota quanto più possibile i polmoni prima di riempirli nuovamente, non riuscirà a dare il massimo, non ossigenerà correttamente muscoli e cervello e, quindi, non potrà mai raggiungere un qualsiasi obiettivo.

Lo yoga e le arti marziali, invece, si spingono molto più in là e considerano la respirazione fondamentale non solo per il trasporto dell’ossigeno nel corpo (per il fiato, per dirla in termini semplici), ma anche per la diffusione dell’energia in tutto l’organismo.

E quando parliamo di energia nello yoga intendiamo sia l’energia che sta dentro di noi, sia un’energia globale, che pervade noi, chi ci sta attorno e l’universo nella sua totalità. Vi sono diversi centri in cui questa energia rimane sopita o viene immagazzinata: uno di questi è il primo chakra (muladhara), quello posto alla base della colonna vertebrale; un altro è il tanten, un centro energetico, situato tre dita sotto l’ombelico e tre dita in profondità. Mentre l’energia di muladhara è la kundalini (che viene rappresentata come un serpente attorcigliato su se stesso, da risvegliare e far circolare lungo tutta la colonna mediante delle tecniche precise, quelle dello yoga kundalini, per l’appunto) e la si ritrova solo nello yoga, il secondo centro energetico è lo stesso cui fanno riferimento le arti marziali giapponesi e cinesi: da qui si genera l’energia necessaria a sferrare i colpi.

Le tecniche di Pranayama

Tornando alla lezione yoga per il principiante di Venezia, va detto che i diversi concetti verranno introdotti gradualmente dall’insegnante. Le stesse tecniche di respirazione saranno spiegate seguendo degli step successivi, in modo tale che queste possano essere introiettate e comprese correttamente.

Prendi coscienza del tuo respiro

Prima di tutto, l’insegnante farà capire tutta l’importanza di prendere coscienza del proprio respiro naturale:

  • Come sto respirando?
  • Con la bocca o con il naso?
  • Utilizzo solo la parte superiore dei polmoni o riesco a sfruttare l’intero volume della mia cassa toracica?
  • Gonfio anche la pancia, mentre inspiro?
  • E mentre espiro, svuoto completamente i miei polmoni o dei residui di anidride carbonica restano imprigionati dentro di me?

La tua meccanica respiratoria è corretta?

In un secondo momento, l’insegnante spiegherà all’allievo il corretto utilizzo dei muscoli respiratori e, se sarà necessario - e spesso lo è! -, correggerà la meccanica respiratoria.

Qui, ritorniamo a quanto visto ad inizio pagina: in occidente, alla respirazione non viene data l’importanza che merita e, quindi, non è raro trovare soggetti con disturbi (anche lievi) dovuti ad una meccanica respiratoria non corretta; capita, poi, che alcune persone non pratichino correttamente l’espirazione forzata e che, anziché contrarre la parte inferiore dell’addome, la gonfino.

In questi casi, l’intervento di un insegnante è fondamentale. Se anche tu vuoi sapere se sai inspirare ed espirare correttamente, puoi rivolgerti ad uno dei nostri superprof di yoga di Venezia: sul nostro portale, trovi le loro schede descrittive, con foto, curriculum formativo, esperienze di insegnamento, tariffe e feedback rilasciato dagli allievi che ti hanno preceduto.

Come devi respirare?

Nel correggere gli eventuali errori, l’insegnante di yoga per principianti di Venezia spiegherà all’allievo quali siano le tecniche e le fasi corrette della respirazione base. Eccole:

  • Si inspira e si espira esclusivamente dal naso
  • Si inspira e si espira pensando a quello che si sta facendo, all’aria che entra ed esce da nostro corpo
  • Fase dell’inspirazione: riempio i miei polmoni ed espando le pareti del corpo, della cassa toracica, dell’addome, immettendo quanta più aria possibile
  • Fase dell’espirazione: svuoto i miei polmoni, contraendo, ritraendo le pareti del corpo, dei polmoni, dell’addome, espellendo quanta più aria possibile (idealmente, proprio tutta!)

Attenzione: questa respirazione non è un qualcosa di eccezionale da impiegare solo durante le due o tre ore di yoga a settimana. Si tratta, invece, delle basi del rispetto del proprio corpo ed è qualcosa da mettere in pratica sempre, in ogni momento della giornata. Se ti sembra complicato, tuttavia, non ti devi preoccupare: dopo che la avrai provato anche solo per poche volte e, soprattutto, dopo che avrai testato su te stesso i benefici di una respirazione corretta, non potrai più farne a meno e diventerà normale, per te, proprio come … respirare!

La coscienza del respiro in tutto il corpo

Ora, si passa alla fase successiva, quella più interessante, potremmo dire: sperimentare il respiro nelle varie sezioni del corpo. È qui che si nota tutta la differenza tra il pensiero orientale e quello occidentale: quanti di noi europei, prima di partecipare ad una lezione di yoga, hanno mai pensato che l’aria che immettiamo dal naso possa fluire al di fuori dei polmoni, arrivando anche alle dita dei piedi, ad esempio? Nessuno probabilmente, ma non si tratta in realtà di una cosa così strana: del resto, l’ossigeno che dai polmoni passa nel sangue non arriva forse in tutto il corpo? Ecco allora che, vista così, la questione prende un’aria meno magica e più pratica.

L’importante, in questa fase del pranayama, sta nel visualizzare il flusso di aria, di ossigeno e, quindi, di energia mentre fluisce in ogni singolo centimetro del nostro corpo: si può iniziare da un piede, dito per dito, per risalire fino alla coscia e passare poi all’altro piede; si continua dalla zona inguinale e si risale fino al cervello, senza dimenticare nulla. Le prime volte, non sarà semplice: la mente sarà portata a distrarsi, vagherà ai problemi che ci aspettano fuori dalla palestra, al lavoro, alla scuola, ai figli, … Ma, con uno sforzo di volontà, riusciremo presto a concentrarci e a visualizzare l’energia in tutto il corpo.

Il respiro cosciente ha almeno due conseguenze:

  • Purifica i canali energetici, che gli yogi chiamano nadi shuddi
  • Immette in una fase successiva e più complessa, quella della meditazione

In quanto principiante di yoga a Venezia, la meditazione sarà uno step successivo nella tua formazione yogi; per ora, ti basti sapere che si tratta di uno stato di consapevolezza priva di contenuti. Come detto poco sopra, dei pensieri verranno a disturbare il tuo pranayama e la tua meditazione, ma gradualmente riuscirai a fermare il tempo e a concentrarti nel momento presente.

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