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Imparare giapponese e arricchire il proprio vocabolario!

Di Igor, pubblicato il 30/05/2019 Blog > Lingue straniere > Giapponese > Un Corso di Giapponese per Migliorare il Tuo Vocabolario!

È risaputo: il giapponese è una lingua in cui le buone maniere e la cortesia sono considerate estremamente importanti ai fini di una buona comunicazione.

Prima di intraprendere un soggiorno linguistico, un viaggio sul Monte Fuji o una gita a Kyoto, occorrerà padroneggiare alcuni principi elementari di questa antica lingua e imparare a rispettare i diversi registri utilizzati nel quotidiano.

Se per un semplice viaggio qualche base di giapponese sarà sufficiente, coloro che stanno prendendo in considerazione l’idea di trasferirsi in Giappone per lavorare dovrebbero sapere che un buon livello di lingua è essenziale per integrarsi nel paese del Sol levante.

In questo articolo vi spieghiamo come iniziare a studiare giapponese partendo dalle basi, che vogliate solo imparare qualche frase per viaggiare o intraprendere il percorso che vi porterà un giorno a diventare perfetti bilingue.

Proprio come farebbe un insegnante di Giapponese durante la prima lezione, in questo articolo vi proponiamo una sorta di iniziazione alla lingua, un panorama rapido ma completo su tutte le sue componenti principali: dalla pronuncia fonetica, alla scrittura dei kanji, ai due alfabeti kana (hiragana katakana), per finire con la trascrizione in romaji.

Il sistema di scrittura giapponese, radicalmente diverso da quello delle lingue neolatine, e le numerose parole da imparare a memoria vi spaventano? Non demordete! Imparare il giapponese non è impossibile, e con un po’ di impegno, molta costanza e i consigli giusti, riuscirete a raggiungere un buon livello in men che non si dica!

Lezioni di Giapponese per presentarsi

Inizia a conoscere i modi di salutare e di contare. È un primo passo per inserirti nella cultura nipponica. Scrivere il giapponese non è semplice, ma parlarlo è molto meno complicato, poiché la maggior parte dei suoni del giapponese esistono anche in italiano!

La prima cosa da fare quando si inizia a studiare una lingua nuova è imparare come presentarsi e dare qualche informazione di base su se stessi, come il proprio nome, da dove si viene, cosa si fa nella vita, dove si abita, ecc…

Il giapponese è, come detto nell’introduzione, una lingua molto formale, che possiede diversi registri linguistici da utilizzare a seconda della formalità della situazione. Mentre in italiano formule di cortesia come il dare del Lei si fanno sempre più rare, chi vuole imparare la lingua di Mishima deve prestare molta attenzione alle convenzioni linguistiche che accompagnano un determinato contesto, o rischia di fare delle figuracce.

Quando incontrate qualcuno per la prima volta, dovreste ad esempio utilizzare la formula “Haijimemashite” (はじめまして)¸che in Italiano si traduce semplicemente con “molto piacere”. Ricordate inoltre di inclinare la testa in avanti quando pronunciate questa parola: come per l’italiano, anche in giapponese la comunicazione orale è accompagnata da una serie di gesti che servono ad accentuare una sfumatura nel significato e, in questo caso specifico, a mostrare cortesia e rispetto.

Più nello specifico, il fatto di piegare il capo è un modo per ringraziare il vostro interlocutore per la relazione che state per allacciare e un augurio che questa possa svilupparsi nel tempo. 

Oltre ad avere un modo preciso per intraprendere una conversazione per la prima volta con una persona che non si è mai incontrata prima, i giapponofoni possiedono anche una formula specifica per concludere questo tipo di scambi. A lezione di Giapponese imparerete durante le prime ore tutte le sfumature e le diverse formule da utilizzare nei diversi contesti per presentarvi.

Organizzate un viaggio in Giappone per visitare le meraviglie di naturali, architettoniche e artistiche di questo paese. Studiare giapponese è il miglior modo di scoprire la cultura di questo magnifico paese, diviso tra tradizione e modernità.

Scoprirete allora che un estraneo appena conosciuta si saluta utilizzando la la formula “Yoroshiku onegaishimasu” (よろしくお願(ねが)いします), espressione che non possiede una traduzione letterale in italiano, ma che serve ad esprime la felicità per aver potuto intessere un primo legame con la persona appena incontrata.

Per rispondere, in tale circostanza, si potrà ricorrere alla formula «kochira koso yoroshiku onegaishimasu » (こちらこそよろしくお願いします), che serve ad indicare la reciprocità di un certo sentimento.

Un esempio concreto di presentazione:

  • Hajimemashite (Piacere),
  • Watashi no namae wa Paul desu (Mi chiamo Paolo),
  • Watashi wa ni-juu go sai desu (Ho 25 anni),
  • Milano ni sunde imasu(Abito a Milano),
  • Gakusei desu (Sono studente),
  • Douzo yoroshiku onegaishimasu (Felice di fare la sua conoscenza).

Se volete imparare a presentarvi più nei dettagli, cercate un insegnante di giapponese nella vostra città, oppure date un’occhiata ai diversi tutorial linguisti che trovate su YouTube, sia in italiano che in inglese. Un’altra alternativa è quella di fare un “tandem” con un amico giapponese, ovvero uno scambio linguistico in cui il vostro amico vi insegnerà la sua lingua madre e voi in cambio gli insegnerete la vostra.

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Corso Giapponese di base: salutare, chiedere, ringraziare

Quando si studia una lingua straniera mai studiata prima, imparare ad augurare correttamente una buona giornata fa parte delle prime cose da imparare. In giapponese, esistono delle regole abbastanza precise a riguardo, e bisogna conoscerle e padroneggiarle se si vuole arrivare a un livello fluente nella lingua di Mishima. Vediamo insieme qualcuna di queste regole.

I corsi di Giapponese per salutare nei diversi momenti della giornata

Un po’ come in tutte le lingue, in giapponese esistono diversi modi per salutare qualcuno a seconda del livello di confidenza e del momento della giornata. Il metodo più semplice per salutare qualcuno in Giappone è quello di ricorrere al termine Konnichiwa” (こんにちは et 今日は in kanji), una sorta di passe-partout che potrà essere usato in qualsiasi momento della giornata, ma —attenzione — non in ogni circostanza! Si tratta infatti di un termine abbastanza informale: durante un colloquio di lavoro, ad esempio, non sarà utilizzabile!

Prima di partire per un viaggio a Tokyo e dintorni, impara le espressioni di uso più comune. Conoscere qualche frase in Giapponese può essere sempre utile!

Imparare una lingua non è solo questione di fonetica e grammatica. Senza le parole giuste infatti non riuscirete a comunicare, anche se siete in grado di coniugare i verbi alla perfezione. Scoprite come aumentare la ricchezza del vostro vocabolario di Giapponese!

Se “Konnichiwa” corrisponde un po’ al nostro “ciao” e, come quest’ultimo, può essere utilizzato in diversi momenti della giornata, diamo adesso un’occhiata ai termini più specifici per augurare una buona giornata alle persone che incontriamo:

  • Buongiorno (al mattino) : “Ohayo Gozaimasu” (お早うございます). Si tratta di una formula che appartiene a un registro linguistico formale ma non troppo. Potreste ad esempio utilizzarla per augurare una buona giornata ai colleghi quando arrivate in ufficio la mattina.
  • Buongiorno (dopo le 12.00) : «Konnichiwa» come abbiamo visto, è il termine più utilizzato. Ne esiste però anche  una versione più familiare e informale (“Osu”), da utilizzare principalmente con gli amici, i fratelli, le sorelle, ecc…
  • Buonasera: Come in italiano, la formula utilizzata in giapponese per salutare qualcuno dopo una certa ora non è la stessa. Dalle sei del pomeriggio in poi si dirà infatti “Konbanwa” (こんばんは e 今晩は in kanji),
  • Buona notte: buonanotte si dice invece “Oyasumi” (お休み). Se però vi trovate in un contesto più formale, vi consigliamo di ricorrere alla formula “Oyasumi nasai” (おやすみなさい). 

All’orecchio di un madrelingua giapponese, queste sottigliezze linguistiche faranno la differenza tra qualcuno che mastica un po’ di giapponese e qualcuno che invece ha un buon livello di lingua. Inoltre, saper utilizzare il registro corretto vi eviterà momenti imbarazzanti e fraintendimenti, soprattutto in ambito lavorativo.

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Imparare Giapponese per dire arrivederci

Certo, augurare una buona giornata alle persone che si incontrano è essenziale, ma sapersi congedare lo è altrettanto. Così come in italiano, esistono diversi modi di dire “arrivederci”in Giapponese. In effetti la formula corretta cambia a seconda del contesto, della formalità della situazione e dalla regolarità dell’incontro. Ecco qualche termine utile:

  • Arrivederci: sayônara (さようなら),
  • A più tardi: atodéné (あとでね),
  • A domani: mata ash’ta (また明日),
  • Alla prossima settimana: mata raïshû (また来週),
  • Dire arrivederci in giapponese ai propri colleghi di lavoro: osakini shitsurè shimass’ (お先に失礼します).

Ringraziare un maestro giapponese

La locuzione più utilizzata e conosciuta per dire “grazie” in Giapponese è senza ombra di dubbio “aligatô“, che è possibile rinforzare utilizzando la formula “aligatô gozaimasu”, molto più calorosa e traducibile in italiano con “grazie mille” o “grazie di cuore”. Tuttavia, noi italiani abbiamo tendenza a servirci solo del termine “grazie” per ringraziare (seppur arricchito con altri termini), mentre il giapponese ricorre a diversi termini. Come per “buongiorno” e “arrivederci”, sarà il contesto a indicarci la mail più adatta. Inoltre, esistono delle variazioni regionali che sarebbe bene conoscere.

Nella regione del Kansai, ad esempio, si utilizza il termine “ôkini” (大きに) per dire “grazie”. Per ringraziare qualcuno della sua benevolenza o del suo aiuto, si dirà «o-séwani nalimash’ta (お世話になりました) ». Ed esiste anche un termine che permette di scusarsi e ringraziare al contempo: sumimassèn (すみません). Pratico, no?

La cucina giapponese è una delle più apprezzate al mondo. Imparate come salutare, ordinare e ringraziare e godetevi un delizioso pasto in un tipico ristorante giapponese!

Quando invece dovete chiedere un informazione o volete ottenere qualcosa, dovrete, come in italiano, aggiungere una forma di cortesia. Per dire “per favore” o “per cortesia”, il giapponese dispone principalmente di due formule:

  • onégaïshimass (お願いしま), l’espressione più utilizzata e di registro abbastanza neutro,
  • onégaï-itashimass’”, ovvero la versione più formale della stessa espressione.

Insomma, l’avrete capito: se alcuni aspetti della lingua giapponese la rendono abbastanza semplice (in giapponese, ad esempio, non esistono né femminile né plurale, e le forme verbali non cambiano in base alla persona), altri, come la scrittura e i diversi registri linguistici, saranno molto più lunghi da assimilare e vi richiederanno molta costanza e una buona dose di impegno.

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Un maestro giapponese per contare e conoscere le cifre

Adesso che sapete dire buongiorno, grazie e arrivederci in giapponese, è arrivato il momento di dare un’occhiata al sistema numerico usato nel paese del Sol levante.

Se per caso avete già studiato un po’ di cinese, il processo d’apprendimento sarà per voi molto più semplice. In effetti, il sistema di numerazione utilizzato in Giappone è stato preso in prestito dal Cinese mandarino. Di fatto, i caratteri cinesi (altrimenti noti come sinogrammi) utilizzati nella numerazione cinese sono gli stessi che vengono impiegati nei kanji giapponesi, fatta eccezione per qualche raro caso.

La buona notizia? Non sarà difficile imparare a contare fino a 999 in giapponese: in effetti avrete bisogno di conoscere soltanto 11 diverse parole! Grazie alla tabella che abbiamo elaborato appositamente per voi, potete osservare come si scrivono i numeri giapponesi dall’1 al 9 servendosi dei kanji, del sillabario Hiragana, della trascrizione in caratteri latini (chiamata romanji) e della trascrizione fonetica per aiutarvi a pronunciare i numeri correttamente.

CifraKanjiHiraganaRomajiPronuncia
0れいreirei
1いち/いつichi / itsuici / itsu
2nini
3さんsansan
4し / よんshi / yonsci / yon
5gogo
6ろくrokuroku
7しち / ななshichi / nanasci-ci / nana
8はちhachihaci
9きゅう/くkyū / kukyu / ku

Non siete soddisfatti di conoscere solo queste nove cifre e volete andare più in là con lo studio? Nessun problema. Ecco a voi il seguito, che vi permetterà di comporre cifre molto più alte senza troppe difficoltà.

NumeroKanjiHiraganaRomajiPronuncia fonetica
10じゅうju-
20二十にじゅうnijūniju-
30三十さんじゅうsanjūsanju-
100ひゃくhyakuhyaku
1000せんsensen
1 0000 (dieci mila)まんmanman
10 0000 (cento mila)十万じゅうまんjūmanjou-man
100 0000 (un milione)百万ひゃくまんhyakumanhyakuman
1000 0000 (dieci milioni)一千万いっせんまんissenmanisseneman
1 0000 0000 (cento milioni)おくokuoku

Prendiamo ad esempio il numero 30: possiamo constatare che esso si compone del kanji che indica la cifra 3 e quello che indica la cifra 10. Tutte le cifre in giapponese fino al 99 si formano seguendo questa stesso processo logico (per formare il 40 scriverete 4 e 10, per il 50 5 e 10 e così via…

Si constata, per esempio, che per la cifra 30, avremo il kanji della cifra 3 associato al kanji della cifra 10, dato che 30 è uguale a 3 volte dieci. Secondo questa stessa logica si articolano i numeri in Giapponese.

In Giappone c'è una differenza enorme tra le grandi città e le aree rurali. Il Giappone ha una popolazione di oltre 127 milioni di abitanti e una superficie di 377.944 km²: sapreste calcolare la densità abitativa del paese e dire il risultato in giapponese?

Per non fare errori sulla scomposizione dei numeri, è importante sapere che i giapponesi frazionano i numeri per gruppi di quattro cifre e non di tre, come si usa fare nei sistemi numerici occidentali.

Non vi è chiaro? Facciamo un esempio: se prendiamo in considerazione il numero 100.000, per noi la maniera più semplice di scomporlo è quello di leggerlo come un 100 volte 1.000. Un giapponese invece avrà più tendenza a leggerlo come un 10 volte 10.000, come si note anche nella differente maniera di scrivere il numero nel sistema europeo/americano e in quello giapponese:

  • Lingua latina: 100.000
  • Giapponese: 10.0000

La scomposizione numerica in giapponese segue sistematicamente queste regole, ad eccezione di qualche rara eccezione, dettate più altro da ragioni fonetiche e di pronuncia. È il caso del numero 800, per esempio, che si pronuncia “happyaku” anziché “hacihyaku”.

Non vi occupate di matematica e vi state chiedendo qual è il senso di dedicare così tanto spazio alla questione dei numeri e delle cifre in giapponese.? La verità che le cifre e i numeri possono essere utilizzati anche in un contesto completamente diverso da quello puramente matematico. Per fare un esempio, nella lingua di Tokyo troverai molti “contatori” (spesso accompagnati da suffissi), diversi a seconda di quello che si conta: per contare le persone utilizzerai il kanji  “人” che designa, proprio come in Cinese, una persona.

Non dimenticarlo, rischieresti di suscitare strane reazioni nei tuoi interlocutori. Quante persone vedete in questa fotografia? Rispondete in giapponese!

Per parlare di una persona, utilizzerai dunque “一人”, che da un punto di vista della scrittura, non ha nulla di anormale. Al contrario, la pronuncia cambia. Non ci sarà la sonorità “itchi” e nemmeno “itsu”, che designano “uno”, ma “hitoli”. Lo stesso principio vale anche per contare due, tre o dieci persone.

I “contatori” specifici sono numeri e possono designare degli oggetti diversi, come bibite, libri, vestiti, piccoli animali o navi, e anche i mesi. È importante impararli a memoria e saperli utilizzare correttamente, ma per fortuna esistono diversi metodi mnemotecnici per memorizzarli in maniera rapida ed efficace.

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Corsi Giapponese e riferimenti temporali: ora, giorno, mese e anno

Un’altra applicazione quotidiana delle cifre e dei numeri molto comune è quella dell’ora e della data. In effetti, quanto spesso ci capita di chiedere — o che ci venga chiesto — “che giorno è?” o “quanti ne abbiamo oggi?”. Saper porre queste domande e rispondere è essenziale per comunicare in giapponese.

Corso giapponese e orario della giornata

Quando impariamo la lingua inglese, ci viene subito insegnata la differenza, nello specificare l’orario della giornata, tra A.M e P.M.

I giapponesi utilizzano lo stesso principio, ma con termini diversi: “gozèn” (午前) designa le ore tra mezzanotte e mezzogiorno e “gogo” (午後), che fa riferimento alle ore tra mezzogiorno e mezzanotte.

Ecco a voi un utile esempio di domanda/risposta per quanto riguarda l’ora?

  • « ma (wa) nan’ji dèss’ka ? » (今 (は) 何時 ですか), letteralmente “che ora è adesso?”
  • « ima wa gozèn go-dji dèss’ » (今は 午前 5時) : “sono le cinque del mattino”.

Teniamo a mente anche che, a livello della scrittura, il kanji 分 indica i minuti, mentre 時 indica le ore.

Ricorda che anche in Giappone si divide tra orari fino a mezzogiorno e orari fino a mezzanotte. Se avete l’intenzione di vivere in Giappone, saper dire la data e l’ora fa parte delle competenze fondamentali da acquisire prima di partire!

Lezioni di Giapponese: giorno, mese e anno

Anche in questo caso non ci sono segreti o formule magiche: i termini utili vanno imparati a memoria se si vuole poter rispondere senza esitare quando ci viene chiesta la data. Dovrete quindi assimilare la scrittura e pronuncia di ogni giorno della settimana o di ogni mese dell’anno in Giapponese.

Cominciano con i 7 giorni della settimana, i loro kanji, la loro trascrizione fonetica e il loro senso etimologico:

GiorniKanjis associésFoneticaSenso etimologico
Domenica日曜日nitchi-yôbiIl giorno del sole
Lunedi月曜日guètsu-yôbiIl giorno della luna
Martedì火曜日ka-yôbiIl giorno del fuoco
Mercoledì水曜日sui-yôbiIl giorno dell’acqua
Giovedì木曜日moku-yôbiIl giorno del legno
Venerdì金曜日kin-yôbiIl giorno dell’oro
Sabato土曜日do-yôbiIl giorno della terra

Vi facciamo notare che la settimana in Giappone inizia la domenica e non il lunedì, un po’ come negli Stati-Uniti. Come si può facilmente dedurre, il kanji 日, che appare in tutti e sette i termini, è quello del giorno.

Vediamo adesso invece i dodici mesi dell’anno:

ItalianoRomajiHiraganaIdeogrammi (Kanjis)
Gennaioichigatsuいちがつ一月
Febbraionigatsuにがつ二月
Mazosangatsuさんがつ三月
Aprileshigatsuしがつ四月
Maggiogogatsuごがつ五月
Giugnorokugatsuろくがつ六月
Luglioshichigatsuしちがつ七月
Agostohachigatsuはちがつ八月
Settembrekugatsuくがつ九月
Ottobrejūgatsuじゅうがつ十月

 

Il Giappone offre dei paesaggi magnifici che meritano di essere visitati almeno una volta nella vita! A proposito di date, avete mai pensato di recarvi in Giappone in primavera per assistere alla fioritura dei ciliegi?

Nei corsi di Giapponese online imparerai una particolarità della lingua del Paese del Sol Levante. Gli anni possono essere indicati secondo due modalità: la prima è quella che fa riferimento al calendario gregoriano, la seconda a quello dell’era attuale, calcolata secondo gli imperatori a partire dall’inizio del regno specifico. Attualmente, secondo questo conteggio, ci troviamo nel ventinovesimo anno dell’era heisei, che è iniziata il 7 gennaio 1989 con l’imperatore Akihito. 月è il kanji del mese di ottobre, il “decimo mese dell’anno”. Il kanji dell’anno invece è il seguente: 年.

In sintesi:

  • L’obiettivo di queste pagine non è certo quello di insegnare il giapponese a chi abborda per la prima volta la lingua di Mishima, e nemmeno quello di insegnarvi la scrittura servendovi dei kanji e dei sillabari Katakana e Hiragana. Si tratta piuttosto di un modo per invogliarvi a posare la prima pietra per costruire l’enorme edificio della lingua giapponese: questi strumenti potranno essere completati più tardi, grazie a dei corsi di giapponese intensivi.
  • Si tratta di una guida pratica, per chiunque desideri intraprendere un viaggio in Giappone e vedere da vicino la cultura nipponica. È uno strumento di comunicazione su tematiche basilari ed è uno strumento di integrazione, per iniziare a parlare con la gente del posto.
  • Ora, dovreste essere in grado di presentarvi a un giapponese, di salutare, ringraziare e dire arrivederci, di contare e capire le cifre e di saper indicare l’ora e la data. Queste competenze vi saranno estrememente utili in diversi contesti, dai musei ai ristoranti, dai bar ai negozi di manga.

Adesso non vi rimane che prenotare il vostro primo corso di giapponese con un insegnante madrelingua per mettere in pratica queste conoscenze, migliorarle e completarle. Impegnatevi a fondo e in men che non si dica potrete dirvi bilingue in giapponese e, se lo desiderate, trovare lavoro nel paese del Sol levante!

 

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