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Imparare Giapponese e arricchire il proprio vocabolario!

Di Igor, pubblicato il 24/12/2018 Blog > Lingue straniere > Giapponese > Un Corso di Giapponese per Migliorare il Tuo Vocabolario!

Come tutti probabilmente sappiamo, la cultura giapponese lascia molto spazio al capitolo delle buone maniere.

Prima di intraprendere un soggiorno linguistico, un viaggio sul Monte Fuji o una gita a Kyoto, occorrerà padroneggiare certi principi elementari.

Ciò è tanto più vero quanto più si voglia, ad esempio, lavorare in Giappone.

In questo articolo partiamo dal punto zero, per chi voglia dedicarsi allo studio del Giapponese. Come lo farebbe un insegnante di Giapponese, qui proponiamo una sorta di iniziazione alla lingua, con tutti i suoi componenti principali: dalla pronuncia fonetica, alla scrittura dei kanji, ai kana associati (hiragana katakana), per finire con la trascrizione in romaji.

Per quanto l’alfabeto giapponese sia radicalmente diverso dall’alfabeto latino e per quanto gli ideogrammi cambino sistema di scrittura, nulla deve scoraggiarti!

Lezioni di Giapponese per presentarsi

Inizia a conoscere i modi di salutare e di contare. È un primo passo per inserirti nella cultura nipponica. Se scrivere il Giapponese è difficile, parlarlo è più semplice!

Se incontri qualcuno per la prima volta userai la formula « Haijimemashite » (はじめまして) »¸che in Italiano si traduce, semplicemente, con « molto piacere ». E inclinerai la testa, mentre pronunci questo termine (foneticamente detto: « hadjimémachité »).

Si tratta di un modo per ringraziare il tuo interlocutore della relazione che state per allacciare.

Oltre ad avere un modo preciso per intraprendere una conversazione per la prima volta, con un soggetto ancora sconosciuto, in Giapponese esiste anche un modo specifico per concludere tale tipo di conversazione inedita. A lezione di Giapponese ti spiegheranno tutto ciò nel capitolo “presentazione”.

Ed allora scoprirai che si usa la formula « Yoroshiku onegaishimasu » (よろしくお願(ねが)いします), espressione impossibile da tradurre ma che esprime la felicità per aver potuto intessere un primo legame con la nuova persone appena incontrata.

Per rispondere, in tale circostanza, si potrà ricorrere alla formula «kochira koso yoroshiku onegaishimasu » (こちらこそよろしくお願いします), che starà ad indicare la reciprocità di un certo sentimento.

Un esempio concreto di presentazione:

  • Hajimemashite (Piacere),
  • Watashi no namae wa Paul desu (Mi chiamo Paolo),
  • Watashi wa ni-juu go sai desu (Ho 25 anni),
  • Milano ni sunde imasu. (Abiyo a Milano),
  • Gakusei desu (Sono studente),
  • Douzo yoroshiku onegaishimasu. (Felice di fare la sua conoscenza).

Corso Giapponese di base: salutare, chiedere, ringraziare

Quando si apprende una lingua straniera, presentarsi fa parte dei primi argomenti trattati. Nel Paese del Sol Levante, una buona presentazione segue certe regole, non vi si scappa.

I corsi di Giapponese per salutare nei diversi momenti della giornata

Così avviene per altre lingue straniere, esistono diversi modi per salutare qualcuno, a seconda del momento della giornata. Così, in primo luogo troveremo « Konnichiwa » (こんにちは et 今日は in kanji), sorta di passe-partout che potrà essere usato in qualsiasi momento della giornata, sebbene non in ogni circostanza! Durante un colloquio di lavoro, ad esempio, non sarà utilizzabile!

Prima di partire per un viaggio a Tokyo e dintorni, impara le espressioni di uso più comune. Conoscere qualche frase in Giapponese può essere sempre utile!

I metodi per salutare più specificamente sono i seguenti:

  • Buongiorno (al mattino) : « Ohayo Gozaimasu » (お早うございます). Questa locuzione va bene per salutare i propri colleghi di lavoro, ad esempio, al mattino.
  • Buongiorno (dopo le 12.00) : « Konnichiwa » è molto utilizzato. Ne esiste poi una versione più famigliare ed informale (« Osu ») da usare con gli amici,
  • Buonasera: Dopo le sei del pomeriggio si dirà « Konbanwa » (こんばんは et 今晩は in kanji),
  • Buona notte: « Oyasumi » (お休み) o ancora « Oyasumi nasai » (おやすみなさい) per la forma più cortese  da usare in un ambito più formale.

Imparare Giapponese per dire arrivederci

Esistono anche diversi modi di dire arrivederci in Giapponese, così come possiamo avere anche in Italiano. In effetti, “a dopo”, e “arrivederci” sono due parole ben diverse.

  • Arrivederci: sayônara (さようなら),
  • A più tardi: atodéné (あとでね),
  • A domani: mata ash’ta (また明日),
  • Alla prossima settimana: mata raïshû (また来週),
  • Dire arrivederci ai propri colleghi di lavoro: osakini shitsurè shimass’ (お先に失礼します).

Ringraziare un maestro giapponese

La locuzione più celebre per dire « grazie » in Giapponese « aligatô » anche detto più lungamente « aligatô gozaimasu » per sottolineare la cosa con calore. Tuttavia, a differenza di quanto avvenga nella nostra lingua, esistono diversi modi per ringraziare. Da noi è l’intonazione e differenziare un « grazie » dall’altro. In lingua nipponica si preferirà ricorrere a diversi termini.

Ad esempio, nella regione del Kansai, si dirà « ôkini » (大きに) per ringraziare. Per ringraziare qualcuno della sua benevolenza o dell’aiuto, si dirà «o-séwani nalimash’ta (お世話になりました) ». Ed esiste anche una maniera di ringraziare e scusarsi allo stesso tempo: sumimassèn (すみません).

In Giapponese, si userà correntemente « onégaïshimass » (お願いしま) » per dire per favore, « onégaï-itashimass’ » in modo più formale.

Non dimenticarlo, rischieresti di suscitare strane reazioni nei tuoi interlocutori. L’educazione in Giappone è imprescindibile, in ogni momento!

Un maestro giapponese per contare e conoscere le cifre

Qui, per coloro che hanno già iniziato ad imparare il Cinese, il processo d’apprendimento sarà più semplice. In effetti, il modo di numerare usato in Giappone è preso in prestito dal Cinese mandarino. Di fatto i caratteri cinesi (altrimenti noti come sinogrammi) utilizzati nella numerazione cinese sono gli stessi impiegati nei kanji giapponesi, se si eccettuano pochi casi.

Lo sapevi che ti basteranno solo 11 diverse parole per contare addirittura fino a 999 in Giapponese? La tabella che segue presenta l’essenziale da 0 a 9 e tutte le declinazioni possibili, dalle diverse modalità di scrittura, alla traduzione, passando per il modo di pronunciare.

 

Cifra Kanji Hiragana Romaji Pronuncia
0 れい rei reye
1 いち/いつ ichi / itsu itchi / itsu
2 ni ni
3 さん san sanne
4 し / よん shi / yon chi / yonne
5 go go
6 ろく roku rokou
7 しち / なな shichi / nana chitchi / nana
8 はち hachi hatchi
9 きゅう/く kyū / ku kyou / kou

Per sbrigartela correttamente nell’articolazione dei numeri tra loro, la tabella seguente è utile per riuscire a contare fino a 1.000.

Numero Kanji Hiragana Romaji Pronuncia fonetica
10 じゅう jou-
20 二十 にじゅう nijū nijou-
30 三十 さんじゅう sanjū sanjou-
100 ひゃく hyaku hyakou
1000 せん sen senne
1 0000 (dieci mila) まん man manne
10 0000 (cento mila) 十万 じゅうまん jūman jou-manne
100 0000 (un milione) 百万 ひゃくまん hyakuman hyakoumanne
1000 0000 (dieci milioni) 一千万 いっせんまん issenman issennemanne
1 0000 0000 (cento milioni) おく oku okou

Si constata, per esempio, che per la cifra 30, avremo il kanji della cifra 3 associato al kanji della cifra 10, dato che 30 è uguale a 3 volte dieci. Secondo questa stessa logica si articolano i numeri in Giapponese.

Per non fare errori sulla decomposizione dei numeri, è importante sapere che i giapponesi segmentano i numeri per gruppi di quattro cifre e non di tre, come si fa in Italia e in Europa. Quindi, cento mila, che nelle lingue europee si definisce come 100 volta 1.000, in Giappone si decomporrà cone 10 volte 10.000. Lo stesso modo di scrivere 100.000 ne risente:

  • Lingua latina: 100.000
  • Giapponese: 10.0000

La decomposizione seguirà sistematicamente queste regole, ad eccezione di qualche caso, che serve per facilitare la pronuncia. È il caso, ad esempio, di 800, che si pronuncerà « happyaku » anziché « hachihyaku ».

Ovviamente, le cifre o i numeri possono essere utilizzati anche in un contesto completamente diverso, dal contare e dal corso di Giapponese. Per non fare che un esempio, nella lingua di Tokyo troverai molti « contatori » (spesso accompagnati da suffissi), diversi a seconda di quello che si conta: per contare delle persone utilizzerai il kanji « 人 » che designa, proprio come in Cinese, una persona.

Per parlare di una persona, utilizzerai dunque « 一人 », che da un punto di vista della scrittura, non ha nulla di anormale. Al contrario, la pronuncia cambia. Non ci sarà la sonorità « itchi » e nemmeno « itsu », che designano « uno », ma « hitoli ». Lo stesso principio vale anche per contare due, tre o dieci persone.

I “contatori” specifici sono numeri e possono designare degli oggetti diversi, come bibite, libri, vestiti, piccoli animali o navi, e anche i mesi. È importante memorizzarli, dato che non esistono metodi mnemotecnici particolari che possano aiutarti.

Corsi Giapponese e riferimenti temporali: ora, giorno, mese e anno

Corso giapponese e orario della giornata

Quando impariamo la lingua inglese, ci viene subito insegnata la differenza, nello specificare l’orario della giornata, tra A.M e P.M. i giapponesi utilizzano lo stesso principio « gozèn » (午前), che designa le ore tra mezzanotte e mezzogiorno, e « gogo » (午後), che fa riferimento alle ore tra mezzogiorno e mezzanotte.

Eccoti alcune frasi utili:

  • « ma (wa) nan’ji dèss’ka ? » (今 (は) 何時 ですか), “che ora è adesso?”
  • « ima wa gozèn go-dji dèss’ » (今は 午前 5時) : “sono le cinque del mattino”.

Teniamo a mente anche che, a livello della scrittura, il kanji 分 indica i minuti, mentre 時 indica le ore.

Ricorda che anche in Giappone si divide tra orari fino a mezzogiorno e orari fino a mezzanotte. Parlare Giapponese significa anche conoscere i modi di dire l’ora!

Lezioni di Giapponese: giorno, mese e anno

Anche in questo caso, nessun mistero, dovrai lavorare di memoria su scrittura e pronuncia di ogni giorno della settimana o di ogni mese dell’anno in Giapponese.

I giorni della settimana:

Giorni Kanjis associés Fonetica Senso etimologico
Domenica 日曜日 nitchi-yôbi Il giorno del sole
Lunedi 月曜日 guètsu-yôbi Il giorno della luna
Martedì 火曜日 ka-yôbi Il giorno del fuoco
Mercoledì 水曜日 sui-yôbi Il giorno dell’
Giovedì 木曜日 moku-yôbi Il giorno del legno
Venerdì 金曜日 kin-yôbi Il giorno dell’oro
Sabato 土曜日 do-yôbi Il giorno della terra

I mesi dell’anno:

Italiano Romaji Hiragana Ideogrammi (Kanjis)
Gennaio ichigatsu いちがつ 一月
Febbraio nigatsu にがつ 二月
Mazo sangatsu さんがつ 三月
Aprile shigatsu しがつ 四月
Maggio gogatsu ごがつ 五月
Giugno rokugatsu ろくがつ 六月
Luglio shichigatsu しちがつ 七月
Agosto hachigatsu はちがつ 八月
Settembre kugatsu くがつ 九月
Ottobre jūgatsu じゅうがつ 十月

Nota che la settimana, in Giappone, proprio come negli Stati Uniti, inizia la domenica e non il lunedì. Il kanji 日 è quello del giorno.

Nei corsi di Giapponese online imparerai una particolarità della lingua del Paese del Sol Levante. Gli anni possono essere indicati secondo due modalità: la prima è quella che fa riferimento al calendario gregoriano, la seconda a quello dell’era attuale, calcolata secondo gli imperatori a partire dall’inizio del regno specifico. Attualmente, secondo questo conteggio, ci troviamo nel ventinovesimo anno dell’era heisei, che è iniziata il 7 gennaio 1989 con l’imperatore Akihito. 月è il kanji del mese. du mois di ottobre, il “decimo mese dell’anno”. Il kanji dell’anno invece è il seguente: 年.

In sintesi:

  • L’obiettivo di queste pagine non è quello di insegnare il Giapponese a chi si approcci alla lingua di Tokyo per la prima volta e nemmeno di insegnare loro la scrittura con gli ideogrammi. È piuttosto quello di posare una prima pietra all’enorme edificio della lingua del Giappone: questi strumenti potranno essere completati più tardi, grazie a dei corsi di giapponese intensivi.
  • Si tratta di una guida pratica, per chiunque desideri intraprendere un viaggio in Giappone e vedere da vicino la cultura nipponica. È uno strumento di comunicazione su tematiche basilari ed è uno strumento di integrazione, per iniziare a parlare con i locali.
  • Ora, dovresti essere in grado di presentarti ad un giapponese, di capire il montante di un addizione, quando andrai a bere un bicchiere o ad ordinare un piatto tradizionale al ristorante o, ancora, riconoscere gli orari della giornata.

Allora, sei pronto a diventare cintura nera di Giapponese? Questa, almeno, è la prima tappa.

 

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