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Ampliare le proprie conoscenze sull’Asia con un corso di cinese

Di Igor, pubblicato il 07/11/2018 Blog > Lingue straniere > Cinese > Scoprire la Cina e la sua Influenza con i Corsi di Cinese

“Se ogni uomo ogni giorno lanciasse un fiore sul sentiero del proprio vicino, le strade della terra sarebbero molto più piacevoli!” Proverbio cinese

Culturalmente, ma anche e soprattutto linguisticamente, il cinese antico, con il suo sistema tonale e monosillabico e i suoi caratteri peculiari, ha contribuito alla genesi di molte lingue del sud-est asiatico e relativi sistemi di scrittura.

La sua influenza è stata così forte e ampia da risultare presente anche in lingue europee davvero distanti,  come l’inglese, che presenta parole come “tea” e “ketchup”, derivate ​​rispettivamente dalle parole cinesi 茶 e 鲑 汁 !

Quindi, mentre oggi il cinese è senza dubbio una delle lingue straniere più popolari e studiate, quale è stata la storia di questa lingua?

Per quale motivo il cinese e i suoi ideogrammi sono stati adottati in così tanti paesi asiatici?

Superprof ti propone quindi di fare un tour nella storia della civiltà e delle lingue cinesi per scoprirne qualche segreto o le strutture sulle quali sono basate.

I caratteri cinesi nella lingua giapponese

Dalla fine del diciannovesimo secolo, il Giappone ha scelto di limitare l’utilizzo dei caratteri cinesi nel suo sistema di scrittura. Dalla fine del XIX secolo, il Giappone ha limitato l’utilizzo dei caratteri cinesi nel suo sistema di scrittura.

Nazione famosa in tutto il mondo per via della sua cultura (dai manga ai videogiochi, passando dall’arte e la letteratura), della sua gastronomia (dal sushi alla zuppa di miso), e della sua storia (dai samurai a Pearl Harbor), il Giappone è stato altamente influenzato dalla Cina e dalla sua cultura.

Infatti, anche se quasi il 60% della scrittura del giapponese moderno è di origine cinese, pochi si azzarderanno ad affermare che il giapponese e il mandarino abbiano un’origine comune.

Eppure dagli origami al teatro, la penisola giapponese trae moltissimo della sua cultura dalle profondità della civiltà cinese. Mentre l’esistenza di una scrittura giapponese nativa, conosciuta come kamiyo moji, non sia mai stata dimostrata fino ad oggi (Superprof vi invita a continuare la ricerca, si tratta di un argomento davvero affascinante!), non si può negare la profonda influenza della cultura cinese e della sua scrittura  in terra giapponese a partire dal IV secolo.

All’inizio, il cinese classico era principalmente usato, letto e scritto dalle persone più istruite della penisola. L’influenza della civiltà cinese ha lasciato un segno in Giappone prevalentemente nel VI secolo, durante i periodi di Asuka e Nara, e ha iniziato a venir meno nel XII secolo, nell’epoca Heian.

Questa presenza nella terra del Sol Levante ha segnato la lingua giapponese in modo chiaro ed evidente, soprattutto sul piano della scrittura, poiché il giapponese contiene innumerevoli caratteri provenienti dalla scrittura cinese, e tali ideogrammi sono ancora oggi utilizzati in Giappone.

Questi caratteri sono chiamati kanji in giapponese, e sono associati a due sistemi di scrittura sillabica chiamati hiragana e katakana, i quali servono rispettivamente per le parole con funzione grammaticale e per la trascrizione dei termini stranieri.

Spesso considerato come un paese che sintetizza in modo originale i contributi provenienti da occidente e da oriente nella sua cultura, il Giappone rimane comunque inseparabile dalla Cina.

Tuttavia, come per distaccarsi dalle sue radici lontane e per alcuni obsolete, il Giappone ha, a partire dal diciannovesimo secolo, iniziato un lungo e trasformativo percorso di ricerca della modernità, tentando, tra le altre cose, di ridurre l’importanza dei caratteri cinesi nella propria lingua.

Tema ancora dibattuto nel paese del karate (nonostante le intenzioni dei ferventi detrattori della cultura cinese in Giappone), la semplificazione della lingua scritta in Giappone non è comunque riuscita a eliminare il valore e la bellezza e dell’influenza cinese.

L’impatto della cultura cinese in Corea

Subendo una forte influenza del confucianesimo, gli studiosi coreani adottarono persino i cognomi cinesi! Subendo una forte influenza del confucianesimo, gli studiosi coreani adottarono persino i cognomi cinesi!

Da un punto di vista storico, la prima influenza straniera sul suolo coreano è stata quella della Cina (gli americani arriveranno molto tempo dopo!).

Percepito come un modello di civiltà da parte dei coreani, l’impero cinese fu in grado di esercitare la sua forte influenza culturale in Corea sin dal V secolo a.C.

Fu infatti sotto l’influenza della dinastia Tang – una delle più avanzate e ricche nella storia cinese – che la Corea incorporò molte tradizioni cinesi all’interno della sua cultura.

Davvero potente sul piano culturale, l’impero cinese ha influenzato le popolazioni coreane che vivono nel nord-ovest del paese: Sotto l’influenza delle idee di Confucio, gli studiosi coreani adottarono per loro stessi cognomi cinesi.

Da un punto di vista storico, la prima influenza straniera sul suolo coreano è stata quella della Cina (gli americani arriveranno molto dopo…).

Percepito come un modello di civiltà dai coreani, l’impero cinese fu in grado di assicurare la sua influenza culturale in Corea già nel 5 ° secolo aC.

Così, fu sotto l’influenza della dinastia Tang – una delle più avanzate nella storia cinese – che la Corea incorporasse molte tradizioni cinesi.

Potentemente culturalmente, l’impero cinese ha influenzato moltissimo la cultura e le abitudini del popolo coreano in diversi ambiti:

  • Agricoltura: l’integrazione dei vari progressi “tecnologici” del tempo per la coltivazione del riso e dell’orzo in particolare.
  • L’organizzazione giudiziaria: l’adozione del primo codice civile e del modello amministrativo della dinastia Tang, già nel settimo secolo.

Tuttavia il segno più significativo lasciato dalla cultura cinese in Corea è quello legato all’adozione degli ideogrammi.

Presenti nella grafia della lingua coreana sin dal principio, essi sono poi stati integrati nel quindicesimo secolo dall’introduzione di un sistema alfabetico, lo hangeul. Gli hanja, 漢字 , i caratteri cinesi, sono utilizzati ancora oggi e sono complementari all’alfabeto coreano. Ciò che differenzia gli hanja dai giapponesi kanji è il fatto che questi caratteri sono identici in tutto e per tutto a quelli dei caratteri cinesi tradizionali, gli hanzi, con solo poche eccezioni a giustificare la loro identità coreana

Anche in Corea l’influenza cinese è andata ben oltre la semplice questione della grafia, ma ha riguardato le arti, la letteratura e la cultura in generale.

Ma è nel vocabolario che l’influenza cinese risulta essere davvero sorprendente, con una percentuale davvero alta di parole cinesi all’interno del lessico coreano (sull’ordine di 6 su 10! Davvero tantissimo!)

Infine, ironia della sorte, il coreano è ora parlato in alcuni piccoli distretti di confine tra la Corea e la  Repubblica popolare cinese. Come potrai notare la Cina ha giocato un ruolo davvero centrale all’interno del panorama storico, culturale e linguistico dell’estremo oriente, con tracce tuttora visibile ed estremamente nette!

La storia tumultuosa del Vietnam e la Cina

La leggenda narra che anticamente vietnamiti e cantonesi parlassero una lingua comune, antenata delle due distinte lingue moderne! La leggenda narra che vietnamiti e cantonesi parlassero una lingua comune, antenata delle due lingue moderne!

Il tema dell’influenza della Cina e della sua cultura in Vietnam è altamente complesso e soprattutto indistricabilmente connesso alle tribolate vicende politiche che hanno caratterizzato il difficile rapporto tra Cina e Vietnam.

Proprio per via di questa complessità è abbastanza difficile trovare informazioni affidabili e attendibili a tal riguardo. Tale complessità di comprensione del rapporto di interconnessione tra queste due culture deriva dal fatto che i motivi che spingono alcuni a dimostrare che i vietnamiti siano cinesi (o viceversa) sono piuttosto politici, pertanto di difficile analisi.

In termini linguistici, sappiamo da fonti attendibili che cinesi e vietnamiti appartengono a due famiglie linguistiche diverse, e quindi presentano caratteristiche e strutture di base molto diverse tra loro.

Il cinese appartiene infatti alla famiglia delle lingue sino-tibetane, mentre il vietnamita è una lingua appartenente  alla famiglia di idiomi definita mon-khmer. Pertanto, la loro struttura è diversa o addirittura diametralmente opposta. Quindi cosa spinge i linguisti a essere sorpresi da alcune somiglianze?

A stupire gli studiosi di lingue asiatica è senza alcun dubbio la fonetica!

Infatti, anche se possiamo individuare alcuni parallelismi grammaticali tra il vietnamita e il cinese mandarino su una serie di punti, è con la lingua cantonese che la lingua vietnamita mostra una sorprendente vicinanza fonetica.

Ad esempio, il vietnamita è composto da un sistema di sei toni, come il suo vicino cantonese. Certo, non sono esattamente gli stessi toni, ma la loro vicinanza è senza dubbio evidente, e una qualche origine comune è pertanto plausibile.

Come abbiamo scritto qui sulle pagine di Superprof, la lingua cantonese è strettamente legata all’antico cinese, ed è possibile quindi che esista un’influenza della cultura cantonese sui vietnamiti; va inoltre detto che cantonesi e vietnamiti condividono una storia comune, segnata da secoli di dominio cinese.

Tutte le culture asiatiche sono state influenzate in modi e misure diverse dalla Cina! Tutte le culture asiatiche sono state influenzate in modi e misure diverse dalla Cina!

Si sono quindi formati legami linguistici tra il delta del Guangdong (presso le cui sponde vivono minoranze cantonesi e non-Han) e il Vietnam del Nord, i quali testimoniano una sorta di continuum lessicale e fonetico davvero unico e di grande interesse scientifico.

Alcune parole vietnamite traggono la loro origine dal cinese, così come la vecchia scrittura in sinogrammi, ora obsoleta, il “Chữnôm”, fu plasmata attorno agli ideogrammi cinesi.

Troppo complicato, riservato esclusivamente a un’élite istruita, colta e di formazione cinese, l’antico vietnamita è caduto nell’oblio quando è stata elaborata una scrittura alfabetica più semplice e assimilabile anche dal popolo.

Coloro che studiano cinese possono pensare di approfondire anche la lingua vietnamita, la quale, seppur molto diversa, può essere comunque più facilmente assimilabile se si possiedono delle basi di cinese mandarino.

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