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Statistica
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Emilio
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I professori di yoga a Messina ottengono un voto medio di 5/5.
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| ✅ Tariffa media: | 24€/ora |
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| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Siediti sul molo di Messina e … inizia a respirare! Ma non come hai fatto fino ad oggi, bensì in un modo completamente nuovo, lo stesso che impareresti in una sala dove si pratichi lo yoga e ti venga insegnato il pranayama. Ma andiamo con ordine e partiamo dagli otto anga, anzi ancora prima: partiamo dalla definizione e dalla comprensione del termine yoga.
In sanscrito, i termini costruiti sulla radice yug stanno ad indicare unione, legame. Ma legame tra cosa? Unione di cosa? Secondo le varie interpretazione, non tanto del termine, quanto dei precetti insegnati nella disciplina yogi, può trattarsi dell’unione:
Lo yoga, si sa, nasce diversi secoli prima della nostra era e tutto quello che conosciamo di quanto sia stato detto, sviluppato e tramandato fino ad oggi lo dobbiamo al filosofo indiano Patanjali. Anche se la sua esistenza viene collocata in un periodo ben poco definito (a seconda delle fonti, sembrerebbe essere vissuto tra il V secolo a.C. e il V secolo d.C!), ciò che importa è che colui che è ritenuto il padre dello yoga è stato il primo a sistematizzare e a mettere per iscritto l’insieme delle conoscenze raggiunte fino a quel periodo.
Il testo principale a lui attribuito è Yoga Sutra, titolo che si potrebbe tradurre con Aforismi sullo yoga; il libro è suddiviso in quattro parti:
Tra i 196 sutra, più precisamente tra quelli compresi nel Samadi pada, Patanjali parla degli otto anga dello yoga. Il termine anga non ha una traduzione univoca, ma indica, di volta in volta, stadi, membra, discipline dello yoga; si tratta delle qualità necessarie allo yogi per illuminare la mente, sviluppare la percezione e raggiungere l’autorealizzazione. Gli otto anga sono:
Tralasciando, per ora, gli altri sette anga, concentriamo la nostra attenzione su Pranayama. Non si tratta solo di tecniche che lo yogi adotta per respirare nel modo più efficace possibile. Il suo obiettivo, infatti, è il controllo del prana, il flusso vitale (respiro, energia, …) che sta alla base della vita dell’uomo. Gestire il prana consente di rendere la mente tranquilla, stabile, forte e di farne emergere tutte le capacità, soprattutto quelle rimaste sopite fino a quel momento e di cui il soggetto non era forse nemmeno a conoscenza.
Il prana, come detto, è il concetto che sta dietro all’idea di energia vitale: l’energia che, a livello individuale, consente alla persona di vivere, di agire, di pensare, … e, a livello globale, muove l’universo intero. Il prana viene rappresentato, durante la pratica meditativa, come un fluido che scorre dentro il corpo dell’uomo: nel sangue, nei muscoli, nelle ossa, negli organi, … nella colonna vertebrale (kundalini).
Il termine pranayama è un composto di prana e di ayama, ovvero sia estensione, espansione. La pratica del pranayama è quindi l’estensione, l’espansione del flusso vitale. Il prana che si trova fuori di noi viene assorbito inspirando, grazie alle mucose del naso e a tutti i ricettori dell’apparato respiratorio e, mangiando e bevendo, attraverso le terminazioni nervose di lingua e gola. Una volta penetrato all’interno del corpo umano, il flusso vitale deve essere fatto circolare, in modo che l’energia venga assorbita e indirizzata dove necessario o dove si desidera (qui, entrano in gioco le diverse branche dello yoga).
Affinché questo sia possibile, affinché lo yogi possa dedicarsi al solo prana, il suo corpo deve essere adeguatamente preparato, flessibile, allenato, fluido; ma a questo pensano gli anni di costante pratica degli asana, le posture classiche, la parte emersa dello yoga, quello che tanti conoscono di questa disciplina affascinante, ma che non la rappresenta integralmente.
Grazie al controllo del prana, lo yogi riesce a passare dalla materialità del corpo alla spiritualità della mente, compiendo la simbiosi tra i due, fase immediatamente precedente alla ritrazione dei sensi e alla meditazione profonda! Se Dharana e Dhyana, però, sono riservati a chi pratichi oramai da diverso tempo, Pranayama è uno yoga che si addice anche a chi è agli inizi.
Una buona e costante respirazione è alla base della pratica dello yoga, anche per i suoi tanti benefici:
Per quanto riguarda la dimensione mentale e spirituale, inoltre, il pranayama ha un’azione benefica sulla capacità di memoria, aiuta ad eliminare o allontanare timori e pensieri negativi e purifica i canali energetici dell’organismo (chiamati nadi).
Ecco, ora che sai tutto questo, sei pronto per iniziare la tua respirazione alternata (nadi sudana), guardando davanti a te il mare di Messina!
Victoria
Insegnante di yoga
Non troverete meglio di Victoria! È professionale, organizzata, molto attenta e gentile. Sento un continuo progresso e dopo ogni sessione mi sento rinata. Sono molto fortunata per averla trovata.
Irene, 5 giorni fa
Valentina
Insegnante di yoga
Sono molto contento di aver conosciuto Vale! Mi sono piaciute tantissimo le nostre lezioni. Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stata la piacevole sensazione di rilassamento che provavo dopo ogni lezione. Ha spesso proposto asana...
Nihar, 3 settimane fa
Bianca
Insegnante di yoga
Bianca è una persona gentile, presente e precisa nel suo lavoro. Sono molto contenta del percorso che ho intrapreso con lei. Mi sento davvero di consigliarla a tutti!!
Katia, 2 mesi fa
Gabriella
Insegnante di yoga
Gabriella è una persona davvero splendida e carina nel spiegarti e seguirti durante la lezione.
Nicola, 2 mesi fa
Rosa
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Rosa è stata un’insegnante davvero fantastica e molto piacevole. È sempre calma, paziente e riesce a spiegare tutto in modo chiaro e incoraggiante. Le lezioni con lei sono state davvero piacevoli e non vedo l’ora di continuare a imparare...
Scott, 2 mesi fa
Luca matteo
Insegnante di yoga
Luca Matteo è un ottimo insegnante. Ha grande capacità di trasferire conoscenza, con calma, competenza e professionalità; è attento alle esigenze dell'allievo e sa ascoltare.
Giorgio, 2 mesi fa